martedì 30 dicembre 2008

Trovare lavoro a 50 anni

Perdere il lavoro a 50 anni, un'eventualità oggi non più rara. Anzi frequente, troppo frequente. Tra giovani che non riescono ad inserirsi stabilmente nel mercato del lavoro e cinquantenni espulsi da impieghi fissi per inesorabili modifiche dei processi produttivi, l'Italia sta diventando non più il Belpaese, ma un paese cattivo, cinico, popolato da disoccupati, poveri e precari. Stanno male i ragazzi precari e stanno male anche i 50 enni che lo diventano.

In questo pezzo pubblicato su www.romstampa.it/trovare-lavoro50anni.htm parliamo dei secondi e di come è possibile riuscire ad inserirsi nel mercato del lavoro ancche dopo aver raggiunto e superato i "fatidici" 50 anni. Dei primi, i giovani, parliamo spesso e continueremo a parlarne, ma dei secondi non abbiamo mai parlato. Se un trentenne single non può costruirsi un futuro perchè lavoratore precario, il 50 enne con moglie e figli giovani spesso da mantenere, una volta perso il lavoro, vede il proprio futuro distrutto.

Secondo un dato pubblicato sull'espresso a marzo 2008 e riportato nel blog del collega Luigi Furini sarebbero circa 700 mila in Italia i lavoratori di mezza età che faticano ad inserirsi nel mondo del lavoro dopo un licenziamento, le aziende spesso accampano scuse come l'essere troppo vecchi per quel lavoro o non intenzionate ad assumere, quando in realtà preferiscono il giovanotto di belle speranze figlio di famiglia che si accontenta anche di uno stage per fare curriculum, trascurando il ruolo determinante dell'esperienza maturata dal lavoratore più adulto.

E già, in Italia, lo sappiamo, non contano il merito e l'esperienza, ma la convenienza ed il potere del denaro. Come convincere, dunque, un'azienda ad assumere un cinquantenne? Semplice, citando la legge ed i suoi benefici. Un cinquantenne può reinserirsi nel mercato del lavoro tramite il contratto di inserimento, secondo quanto previsto dagli articoli 53-54 del decreto legislativo 276/2003, in quell'anno non è stata varata solo la famosa legge 30, o l'impropriamente detta legge Biagi, ma anche una normativa che prevedeva l'inserimento lavorativo di alcune categorie di lavoratori, come, appunto, i cinquantenni. "Il contratto di inserimento deve essere stipulato contestualmente all'adozione di un "progetto individuale d'inserimento" previsto per favorire le assunzioni delle seguenti categorie di lavoratori: donne; soggetti di età compresa tra i 18 e i 29 anni; disoccupati di lunga durata da 29 fino a 32 anni; lavoratori con più di 50 anni, senza un posto di lavoro; lavoratori che non hanno lavorato nell'ultimo biennio e che intendono riprendere l'attività lavorativa; persone con grave handicap fisico, mentale o psichico"..."

Le modalità di definizione del piano di inserimento devono essere stabilite dai contratti collettivi nazionali e territoriali e dai contratti aziendali. In attesa che la contrattazione collettiva provveda a disciplinare la materia, è stato siglato, in data 11 febbraio 2004, un accordo interconfederale che definisce alcuni elementi del contratto di inserimento necessari per consentirne una prima applicazione. Tra i vari aspetti è stato indicato il contenuto del contratto ed è stata prevista una formazione teorica minima di 16 ore.

Per i datori di lavoro che assumano con contratto di inserimento lavoratori appartenenti a queste categorie sono previsti incentivi economici, e contributivi, dai quali sono escluse però le assunzioni riguardanti i giovani dai 18 ai 29 anni. Gli incentivi consistono in una riduzione, pari o superiore al 25%, dei contributi previdenziali ed assistenziali a carico del datore di lavoro, come previsto dalla circolare Inps n. 51 del 16 marzo 2004. L'agevolazione contributiva può essere superiore al 25%, se i lavoratori assunti sono considerati soggetti svantaggiati in base al regolamento n. 2204/2002, e se l'assunzione determina un incremento netto del numero dei dipendenti o riguardare copertura di posti vacanti per dimissioni volontarie, pensionamento per raggiunti limiti di età, riduzione volontaria".

I 50 enni percipienti di indennità di disoccupazione speciale e iscritti nelle liste di mobilità previste dalla legge 407/90 art. 8, possono anche beneficiare del contratto di reinserimento che prevede la forma del contratto a tempo indeterminato con vantaggi e sgravi per le aziende. Spesso i lavoratori e le aziende sconoscono le leggi e non riescono a sfruttare delle interessanti opportunità normative. Per i 50 enni senza lavoro suggeriamo anche l'alternativa di emigrare nella vicina Svizzera dove con gli URC, uffici regionali di collocamento si trovano dei consulenti che aiutano a trovare lavoro.

Quest'ultima informazione è possibile approfondirla sul portale svizzero area lavoro. Mentre le precedenti informazioni sulla normativa italiana sono contenute nel seguente link: http://www.jobtel.it/Default.aspx?sezid=10&id=1&idt=134, ovvero Jobtel, il portale di orientamento al lavoro da cui è possibile scaricare tante guide utili per la ricerca del lavoro, da cui la redazione di Romstampa ha riportato, tra virgolette, i punti salienti delle leggi citate.

Fonte: www.articolista.com

Nessun commento:

Posta un commento