giovedì 31 dicembre 2009

Modificare la schermata di accesso di Windows 7 con Thoosje Logon Editor

Microsoft, ha permesso agli utenti la possibilità di modificare questa schermata senza intaccare file di sistema, grazie a soluzioni di terze parti.( http://www.onewindows.it/17/03/2009/windows-7-la-schermata-di-login-sara-personalizzabile/ )

Sul sito http://www.intowindows.com/edit-windows-7-logon-screen-with-thoosje-windows-7-logon-editor/ abbiamo trovato questo software, chiamato Thoosje Windows 7 Logon Editor.

Si tratta di un programma semplice che permette di cambiare lo sfondo predefinito e offre opzioni di backup e ripristino della schermata di default, utile nel caso non fossimo soddisfatti del risultato ottenuto e volessimo tornare all’immagine predefinita.

È possibile scaricare Thoosje Windows 7 Logon Editor cliccando su sito ufficiale http://www.thoosje.com/windows-7-logon-screen-editor.html . Vi consigliamo, inoltre, di consultare la ricca galleria di sfondi presente sul sito.

http://www.onewindows.it

martedì 22 dicembre 2009

StreamRai ti porta la televisione nel computer

Software Applicativo - Se vuoi vedere la TV direttamente nel tuo PC e registrarne anche le trasmissioni, StreamRai è il programma giusto per te: consente di accedere a canali nazionali (fra i quali RAI e Mediaset), con una buona buona definizione, gratuitamente e senza bisogno di installare alcunché.
Dopo aver imparato a visualizzare i programmi televisivi sul vostro computer equipaggiato con Ubuntu grazie a Ubuntuwin TV ( http://www.megalab.it/5423/vedere-i-canali-televisivi-e-ascoltare-la-radio-con-ubuntuwin-tv ), non poteva mancare l'equivalente programma per Windows. Oggi conosciamo StreamRai, attualmente arrivato alla versione 0.6.

Il software è sviluppato da un italiano, Fabio Ciotoli ( http://www.ciotoli.it/ ) ed è distribuito gratuitamente. Lo sviluppatore ha però inserito un banner nella schermata del programma e chiede di cliccarci sopra almeno una volta al giorno in caso il programma incontri il vostro favore.

L'applicazione non richiede installazione ed è grande poco più di 300 kB.

Il programma è relativamente recente, ma bisogna dire che sta crescendo veramente bene, con l'inserimento ad ogni release di nuove funzioni e canali televisivi.

Oltre ad essere in regola con l'abbonamento Rai, gli unici requisiti per far funzionare StreamRai sono l'installazione del player multimediale VLC ( http://www.videolan.org/ ) e di Microsoft .Net Framework.( http://www.microsoft.com/downloads/details.aspx?familyid=AB99342F-5D1A-413D-8319-81DA479AB0D7&displaylang=it )

Scaricate StreamRai e salvatelo in una cartella qualsiasi del vostro PC, quindi lanciate l'eseguibile. Quando lo avviate per la prima volta, vedrete comparire un messaggio come questo
il file streamrai.ini non esiste. É necessario settare i percorsi nelle preferenza

Premete OK per proseguire e procedere con l'unica, piccola configurazione richiesta.

Andate su File - Preferenze e inserite il percorso di installazione del programma VLC: su Vista è di solito C:\Program Files\VideoLAN\VLC mentre su XP è C:\Programmi\VideoLAN\VLC.

Indicate in seguito la cartella nella quale salvare le registrazioni.

Chiudete e riavviate StreamRai per attivare le modifiche fatte.

A questo punto il programma è pronto: vi basta cliccare su uno dei canali per avviare la riproduzione dello streaming del segnale televisivo.

Nelle Funzioni sperimentali, ma pienamente funzionanti, trovate la possibilità di registrare quello che state riproducendo in streaming e diversi tipi di visualizzazione dell'immagine.

Non vi resta che avviare la riproduzione: magari l'immagine non è sempre perfetta, ma più che sufficiente per godervi lo spettacolo.

Potete tranquillamente salvare lo streaming in un video, e rivederlo poi con un qualsiasi player multimediale. Per il momento è supportato solamente il formato MPEG per la registrazione, ma non è escluso che le prossime build possano offrire maggiore libertà di scelta.

i file vengono salvati nella cartella scelta e sono riconoscibili dalla data e ora di registrazione che appare nel nome.

Software Applicativo - Se vuoi vedere la TV direttamente nel tuo PC e registrarne anche le trasmissioni, StreamRai è il programma giusto per te: consente di accedere a canali nazionali (fra i quali RAI e Mediaset), con una buona buona definizione, gratuitamente e senza bisogno di installare alcunché.

Dopo aver imparato a visualizzare i programmi televisivi sul vostro computer equipaggiato con Ubuntu grazie a Ubuntuwin TV, non poteva mancare l'equivalente programma per Windows. Oggi conosciamo StreamRai, attualmente arrivato alla versione 0.6.

Il software è sviluppato da un italiano, Fabio Ciotoli ed è distribuito gratuitamente. Lo sviluppatore ha però inserito un banner nella schermata del programma e chiede di cliccarci sopra almeno una volta al giorno in caso il programma incontri il vostro favore.

L'applicazione non richiede installazione ed è grande poco più di 300 kB.

Il programma è relativamente recente, ma bisogna dire che sta crescendo veramente bene, con l'inserimento ad ogni release di nuove funzioni e canali televisivi.

Oltre ad essere in regola con l'abbonamento Rai, gli unici requisiti per far funzionare StreamRai sono l'installazione del player multimediale VLC e di Microsoft .Net Framework.

Scaricate StreamRai e salvatelo in una cartella qualsiasi del vostro PC, quindi lanciate l'eseguibile. Quando lo avviate per la prima volta, vedrete comparire un messaggio come questo


Premete OK per proseguire e procedere con l'unica, piccola configurazione richiesta.

Andate su File - Preferenze e inserite il percorso di installazione del programma VLC: su Vista è di solito C:\Program Files\VideoLAN\VLC mentre su XP è C:\Programmi\VideoLAN\VLC.

Indicate in seguito la cartella nella quale salvare le registrazioni.


Chiudete e riavviate StreamRai per attivare le modifiche fatte.

A questo punto il programma è pronto: vi basta cliccare su uno dei canali per avviare la riproduzione dello streaming del segnale televisivo.

Nelle Funzioni sperimentali, ma pienamente funzionanti, trovate la possibilità di registrare quello che state riproducendo in streaming e diversi tipi di visualizzazione dell'immagine.


Non vi resta che avviare la riproduzione: magari l'immagine non è sempre perfetta, ma più che sufficiente per godervi lo spettacolo.


Potete tranquillamente salvare lo streaming in un video, e rivederlo poi con un qualsiasi player multimediale. Per il momento è supportato solamente il formato MPEG per la registrazione, ma non è escluso che le prossime build possano offrire maggiore libertà di scelta.


I file vengono salvati nella cartella scelta e sono riconoscibili dalla data e ora di registrazione che appare nel nome.

Se vi serve un formato video differente, potete sempre convertire quanto salvato con uno dei programmi segnalati in questo articolo. http://www.megalab.it/3716/confronto-5-programmi-per-la-conversione-di-file-multimediali


http://www.megalab.it/

lunedì 21 dicembre 2009

Mediaset, trasmissioni anche online

A gennaio parte Video Mediaset, piattaforma che permette di vedere in streaming i programmi poco dopo la messa in onda in Tv.

Video Mediaset Pier Silvio Berlusconi

Non è un caso se Mediaset si è scagliata con tanta forza contro YouTube, reo di ospitare alcune clip dal Grande Fratello e per questo condannato dal Tribunale di Roma: l'azienda sta infatti per lanciare il proprio servizio di video online on demand.

Dall'11 gennaio 2010 un nuovo portale, Video Mediaset inizierà l'attività proponendo alcuni programmi della prossima stagione televisiva - come Zelig o Amici - poco dopo la trasmissione in televisione.

Ad annunciare la novità è Pier Silvio Berlusconi, vicepresidente del gruppo Mediaset, il quale ha spiegato che "l'offerta, che consente di vedere brevi filmati di tutti i programmi, aumenterà più del 50%. E inaugureremo il servizio 'full episode' che permette di vedere per intero i nostri programmi: in particolare tutti i prodotti di news, infotainment e i reality".

Attraverso il Web non saranno accessibili alcuni contenuti, come le fiction: è ancora Berlusconi a spiegare il motivo, sostenendo che "in questa offerta sempre crescente e frammentata, a mio parere, bisogna evitare di fare ulteriore confusione tra contenuti tipici delle reti generaliste, della pay tv e di Internet".

http://www.zeusnews.com/

giovedì 17 dicembre 2009

Google prepara il motore di ricerca quantistico

Grazie alla collaborazione con D-Wave, Google afferma di aver realizzato un algoritmo dalle prestazioni incredibili e che sfrutta il primo chip quantistico.

Google computer quantistico D-Wave

L'idea di un computer quantistico è qualcosa che, per la sua complessità di realizzazione, rasenta la fantascienza. A sorpresa, Google fa sapere di stare studiando da tre anni l'impiego di questa tecnologia, e che addirittura un primo esemplare sarebbe già stato prodotto e usato.

A realizzare la parte hardware - spiega un post sul Google Research Blog - è stata l'azienda canadese D-Wave. Un computer quantico - non basato sui bit ma sui qubit, in grado di assumere contemporaneamente i valori di 0 e 1 - se davvero realizzato renderebbe disponibili capacità di elaborazione finora quasi inimmaginabili.

Negli ultimi tre anni Google ha lavorato su un algoritmo in grado di riconoscere gli oggetti partendo da immagini fisse o in movimento: grazie alla combinazione dell'algoritmo con l'hardware di D-Wave Google sarebbe riuscita a realizzare un motore di ricerca più veloce di quello che potrebbe farae con qualsiasi attrezzatura Big G abbia attualmente in dotazione.

Non tutto è così pacifico, tuttavia: Hartmut Neven, estensore del post sul blog di Google, ammette che "non è facile dimostrare che un sistema multi-qubit come il chip di D-Wave mostri davvero il comportamento quantistico desiderato". La strada, insomma, sembra ancora lunga.

http://www.zeusnews.com/

mercoledì 16 dicembre 2009

I processori di Intel per il 2010

Arriveranno i Core i3 e l'architettura per i portatili Arrandale. Intanto è già nato il primo prototipo funzionante di Cpu a 48 core.

[ZEUS News - www.zeusnews.com - 15-12-2009]
Intel Core i3 Arrandale 48 core

Intel si sta preparando a rivelare le proprie carte: se le indiscrezioni saranno confermate, il prossimo giovedì 17 dicembre, durante un evento a San Francisco, svelerà in anteprima la prossima generazione di processori, costruita a 32 nanometri.

Sarà una sorta di "prova generale" in attesa del Consumer Electronic Show che si terrà a gennaio; star di San Francisco dovrebbero essere i processori Core i3, ultimo tassello della famiglia Core i.

Se le Cpu Core i7 sono dedicate ai sistemi di fascia alta e i Core i5 a quelli di fascia media, i Core i3 vanno a occupare la zona inferiore del settore, quella dedicata a chi non necessita di grandi prestazioni sia che decida di acquistare un desktop sia che preferisce dotarsi di un laptop.

Per i portatili Intel mostrerà l'architettura Arrandale, basata su processori dual core e grafica integrata in un unico package, mentre per tutti i nuovi Core i5 e Core i7 sarà disponibile la tecnologia Turbo Boost, che permette di operare sulle prestazioni dei singoli core dei processori secondo le necessità.

Il reparto di ricerca e sviluppo di Intel sta intanto spingendo al massimo l'acceleratore per quanto riguarda la creazione di processori multicore, arrivando a produrre un cosiddetto Single-chip Cloud Computer dotato di 48 core e in grado di eseguire i normali software scritti per l'architettura x86.

Ogni singolo core non è particolarmente potente: Justin Rattner, Chief Technology Officer di Intel, lo paragona a un Atom di fascia bassa, ma è la somma delle componenti a determinare la potenza complessiva del processore.

La dimostrazione del funzionamento della Cpu Scc a 48 core è stata fatta eseguendo senza problemi Windows e Linux: Intel mira in questo modo a sottolineare la compatibilità con il passato della propria soluzione, a differenza di quanto proposto dai concorrenti con prodotti egualmente potenti ma non in grado di eseguire il software attualmente di uso comune.

Il chip, che può attivare e spegnere i singoli core a seconda della necessità, consuma tra i 25 e i 125 watt ed è costruito con tecnologia a 45 nanometri; supporta fino a 64 Gbyte di Ram.

"Le macchine riusciranno a capire il mondo come fanno gli umani" illustra Rattner. "Vedranno, sentiranno, probabilmente parleranno e faranno molte cose che imiteranno le capacità umane, e ciò richiederà un'enorme potenza di calcolo".

http://www.zeusnews.com/

Ennesima falla in Adobe Reader e Acrobat

Adobe sta investigando, e la patch ancora non c'è.

Falla Adobe Reader Acrobat Pdf

La conferma ufficiale deve ancora arrivare - e lo farà non appena Adobe concluderà le indagini - ma pare che ci sia un'altra falla in Acrobat e nel Reader.

Le versioni precedenti alla 9.2 sono vulnerabili e consentono a chi è in grado di sfruttare il bug (classificato da Secunia come Estremamente critico) di eseguire codice sul sistema della vittima, anche da remoto.

Nell'attesa di una patch, il sistema consigliato per proteggersi è lo stesso dell'altra volta; in alternativa è sempre possibile utilizzare un altro software per la lettura e la creazione dei Pdf, almeno finché l'allarme non sarà cessato.

Considerata la diffusione del software di Adobe, la realizzazione di file Pdf appositamente creati per sfruttarne le falle è un sistema sempre più apprezzato dai pirati informatici.

http://www.zeusnews.com/

Ennesima falla in Adobe Reader e Acrobat

Adobe sta investigando, e la patch ancora non c'è.

Falla Adobe Reader Acrobat Pdf

La conferma ufficiale deve ancora arrivare - e lo farà non appena Adobe concluderà le indagini - ma pare che ci sia un'altra falla in Acrobat e nel Reader.

Le versioni precedenti alla 9.2 sono vulnerabili e consentono a chi è in grado di sfruttare il bug (classificato da Secunia come Estremamente critico) di eseguire codice sul sistema della vittima, anche da remoto.

Nell'attesa di una patch, il sistema consigliato per proteggersi è lo stesso dell'altra volta; in alternativa è sempre possibile utilizzare un altro software per la lettura e la creazione dei Pdf, almeno finché l'allarme non sarà cessato.

Considerata la diffusione del software di Adobe, la realizzazione di file Pdf appositamente creati per sfruttarne le falle è un sistema sempre più apprezzato dai pirati informatici.

http://www.zeusnews.com/

martedì 15 dicembre 2009

Sawiris: la banda larga in Italia anche senza Telecom

Il quotidiano La Stampa, ha di recente intervistato Naguib Sawiris, imprenditore egiziano, leader del settore delle telecomunicazioni del vecchio continente e proprietario di Wind.

L’intervista è davvero interessante perché punta il dito sui possibili scenari futuri del settore delle telecomunicazioni in Italia.

Naguib Sawiris sottolinea infatti come sia necessaria nel nostro Paese una nuova rete in fibra ottica per supportare lo sviluppo della banda larga. Questa rete dovrebbe costare tra i 2 e i 3 miliardi di euro, una cifra alta ma non irraggiungibile che potrebbe essere coperta da partner italiani e anche da contributi statali.

Naguib Sawiris specifica inoltre che sarebbe opportuno, anche se non obbligatorio, che Telecom partecipi a questa cordata ma che volendo si potrebbe anche fare a meno dell’ex monopolista di stato delle telecomunicazioni.

Il progetto comunque c’è e avrebbe avuto anche il via dall’antitrust e anche il Governo italiano avrebbe dato l’ok.

Insomma all’orizzonte sembrano profilarsi novità davvero interessanti per il settore delle telecomunicazioni italiane.

Il 2010 dunque potrebbe essere l’anno della svolta, Telecom o non Telecom…

http://www.oneadsl.it/

lunedì 14 dicembre 2009

attentato a berlusconi novità

Stasera a Striscia la Notizia intervista in esclusiva due testimoni, i quali, prima che Massimo Tartaglia aggredisse Silvio Berlusconi colpendolo al volto, avrebbero avvisato la Polizia di un possibile attentato al Premier, senza essere presi in considerazione.

La redazione di Striscia la Notizia ha ricevuto la segnalazione di due fratelli che ieri si trovavano casualmente in Piazza Duomo a Milano dove si stava svolgendo il comizio per il tesseramento del PdL, presenziato da Silvio Berlusconi. Tra la folla avrebbero sentito i commenti di Massimo Tartaglia che minacciava un'aggressione. "Abbiamo notato una persona che era in piedi vicino allo stand del PdL", affermano ai microfoni di Striscia gli intervistati, "la quale, agitata, parlava di Berlusconi dicendo che lo stava aspettando. Era una frase palesemente minacciosa e lasciava intendere che era uno squilibrato mentale. La sera poi lo abbiamo riconosciuto nelle riprese delle notizie in televisione".

I fratelli, insospettiti, avrebbero raggiunto una pattuglia nelle vicinanze: "Abbiamo deciso di informare una pattuglia della Polizia di Stato che sostava davanti alla Galleria di Piazza Duomo". Il poliziotto, però, impegnato in una conversazione telefonica, li avrebbe liquidati dicendo: "Chiamate il 113". Il due testimoni aggiungono: "Ci saremmo aspettati per lo meno un controllo e probabilmente quello che è accaduto si sarebbe potuto evitare".


http://www.striscialanotizia.mediaset.it/news/2009/12/14/news_5289.shtml

Disponibile Skype 4.2 Beta

Skype ha rilasciato nelle scorse ore la nuova versione, ancora non definitiva, del suo popolare software di messaggistica e VoIP.

Skype 4.2 Beta è così disponibile per il download a tutti gli utenti Windows che avessero intenzione di provarlo in anteprima, testando così con mano i miglioramenti apportati nonché le principali novità introdotte, tra cui, forse la più importante, la possibilità di trasferire le chiamate.

Se le migliorie funzionali e quelle legate alla stabilità del software sono marginali seppur importanti, merita decisamente di essere sottolineata la novità legata alla possibilità di trasferire gratuitamente una chiamata ad un nostro contatto Skype, mentre in caso di trasferimento su una linea fissa o su linea mobile l’operazione sarà a pagamento.

E sempre a proposito di pagamenti, ecco arrivare l’altra gradita novità di Skype 4.2 Beta, ovvero lo Skype Access, il servizio che consentirà di connettersi via WiFi da uno degli accessi pubblici convenzionati, pagando tramite il credito Skype e con tariffazione a minuto, un’opzione particolarmente utile in caso si abbia la necessità di collegarsi ad Internet per semplici operazioni di poca durata come inviare o leggere un’email e quant’altro.

Tra le novità dovrebbe anche esserci l’introduzione di un plugin per Google Chrome, in modo da integrare con il browser di Mountain View le funzionalità di Skype, esattamente come già fatto con i plugin per Internet Explorer e Firefox già rilasciati nelle precedenti versioni.

http://www.oneadsl.it/

domenica 13 dicembre 2009

Il digitale terrestre diventa mobile

L'Ici Box IB-MP102 è un lettore multimediale portatile che riproduce video, audio, foto e i canali in chiaro delle Tv digitale.

ICI BOX IB-MP102 DVB-T

L'Ici Box IB-MP102 di Raidsonic è un Multimedia Player portatile in grado di riprodurre musica, video e programmi televisivi (in chiaro) grazie al sintonizzatore DVB-T integrato.

Questo Ici Box è dotato di un display da 3,5 pollici, uscite audio/video e altoparlante integrato; sono inoltre presenti uno slot per schede SD (fino a 32 Gbyte), una porta mini-Usb e un'antenna flessibile.

Il peso totale è di 220 grammi, mentre i formati supportati sono: Mpg, Dat, Vob o Avi, (XviD, DivX4.0/5.0, MPEG 4 ASP) per i video, Mp3, Wav o Wma per l'audio e Jpg, Bmp o Gif per le foto.

La batteria agli ioni di litio permette di utilizzo continuativo per circa 4 ore (per i contenuti multimediali) o 3 ore (se si seguono i programmi della televisione digitale terrestre).

ICI BOX IB-MP102 è in vendita con l'astuccio da viaggio al prezzo di 89,90 euro Iva inclusa.

http://www.zeusnews.com

sabato 12 dicembre 2009

Uno studio inglese certifica la non dannosità del WiFi

Vi ricordate parecchio tempo fa, quando parlammo della psicosi da WiFi che si era sviluppata un po’ in tutta Europa? Se vi ricordate abbiamo avuto il famoso caso della Francia dove la protesta contro la presunta pericolosità del wireless aveva fatto spegnere moltissimi hot spot pubblici.

L’eco arrivò in Germania e in Svezia dove si arrivò a dire che il wireless poteva essere dannoso. Persino in Italia se ne parlò, addirittura tramite un’interrogazione parlamentare. Ma dopo alcuni mesi di caos, la questione si chiuse, o meglio diventò di secondo piano e la notiza cadde nel dimenticatoio.

Ora l’argomento torna alla ribalta, perché è stata pubblicata una ricerca inglese che garantirebbe che il WiFi non fa male alla salute.

Seconda la ricerca, il livello di segnale emesso dagli apparecchi wireless sarebbe troppo basso e comunque molto più basso dei dispositivi di telefonia mobile.

Dunque nessun pericolo, anche perché la ricerca continua, le frequenze del WiFi sono molto simili a quelle utilizzate per molte altre apparecchiature (TV, radio…) sulle quali nessuno evidenzia particolari pericolosità.

C’è davvero da fidarsi o domani arriverà una ricerca contraria? Chissà, ma nel frattempo meglio sempre adottare il buon vecchio metodo precauzionale. Se avete un dispositivo wireless a casa, collocatelo lontano dalla zona notte e spegnetelo durante le ore di inattività…

http://www.oneadsl.it/

Telecom Italia: in arrivo CuboVision

Si annunciano novità per Telecom Italia. Il principale provider delle telecomunicazioni nazionale sembra in procinto di lanciare un nuovo e interessante progetto chiamato CuboVision, sul quale finora il gruppo ha cercato di mantenere un certo riserbo.

Ufficialmente infatti, di CuboVision non si conosce nulla se non l’home page del sito ufficiale che annuncia il “coming soon” della novità. Tuttavia, dalla rete emergono alcune indiscrezioni che hanno una certa autorevolezza e che sembrano convogliare tutte quante su un aspetto: la novità di Telecom Italia dovrebbe consistere in un nuovo set-top box per la TV del futuro.

Stando ai bene informati del Web infatti, il progetto CuboVision consisterebbe in un nuovo set-top box potenzialmente rivoluzionario, un device in grado di convogliare in un’offerta unica tutte le offerte disponibili sulle varie piattaforme televisive digitali che al giorno d’oggi offrono contenuti televisivi.

Sarebbe, in un certo senso e prendendo in prestito un termine quantomai abusato negli anni, il tanto atteso “decoder unico“, lo sarebbe non tanto nel senso “legislativo” dell’espressione, quanto nel senso che questo decoder si porrebbe sul mercato come l’unico in grado di ricevere al suo interno l’offerta presente su digitale terrestre, IPTV e Web TV, quasi come dire… il “non plus ultra” per il moderno telespettatore attuale.

L’idea di vedere racchiusi in un unico apparecchio i contenuti del DTT, così come quelli dell’IPTV e quelli, ancor più sterminati e variegati del mondo di Internet, solleticherà sicuramente gli appassionati di TV digitale, ma sarà senz’altro un fattore molto apprezzato anche da chi la TV la vede come semplice fonte di intrattenimento tra un’attività e l’altra, senza dare ad essa un posto di rilievo fra i propri interessi.

Per tutti indifferentemente sarebbe infatti innegabile la comodità di accedere direttamente sulla TV del salotto ad un numero altissimo di contenuti, il tutto direttamente da un solo decoder e soprattutto con l’uso di un solo telecomando (tasto dolente soprattutto per i meno esperti legato alla “rivoluzione digitale” degli ultimi tempi), per non parlare della probabile presenza di un hard disk da 500GB che darà la possibilità di sfruttare le comodità della fruizione on-demand tipiche di IPTV e Web TV anche al digitale terrestre.

In tutto questo è però difficile collocare la posizione dei principali provider a pagamento e soprattutto dei fornitori di contenuti, sempre parecchio restii ad aprire ad altri i propri sistemi i primi, sempre molto restii a consentire la registrazione libera dei propri contenuti tramite HDD i secondi, una questione delicata che fa riflettere su come novità di questo tipo verrebbero accolte da questi grandi gruppi.

Lo scenario resta però interessante ed è aperto a tutti i possibili sviluppi. Dire adesso se CuboVision sarà una vera rivoluzione è un po’ forzato, ma dare un certo risalto ad una novità assoluta che si annuncia interessantissima per il mercato italiano, sempre chiuso e poco permeabile alle novità, è quantomeno obbligatorio.

Forse per questo si parla proprio di rivoluzione da più parti. Se ciò sia corretto o meno è difficile dirlo senza aver prima visto né provato la novità, ma sta di certo che, qualunque caratteristiche il CuboVision avrà, esso sarà un passo in avanti verso quella convergenza multipiattaforma da tanti auspicata.

http://www.blogger.com/

Microsoft pubblica offerte di lavoro per Windows 8

Pochi giorni fa abbiamo pubblicato un post riguardante il successore di Windows 7, ovvero quel Windows 8 del quale già si parla. Dando un’occhiata al sito Microsoft Careers, è possibile notare ben sette offerte di lavoro riconducibili al prossimo sistema operativo di casa Microsoft.

In realtà non possiamo garantire la certezza di queste informazioni, poiché alcune tra queste inserzioni sono state velocemente modificate da Microsoft o rimosse, per cui nei prossimi giorni potreste non trovarle tutte. Ma tanto basta per capire che qualcosa intorno a Windows 8 (il cui nome è, ovviamente, del tutto provvisorio in attesa di conferme da parte di Microsoft) si sta muovendo.

Tra le principali richieste troviamo delle offerte come “Software Engineering: Test“, per gli aggiornamenti critici che porteranno alla produzione di Windows 8 e come impiegato di prova per la sperimentazione a livello internazionale.

Un’altra offerta riguarda Windows Server 8, mentre una delle più recenti inserzioni, pubblicata il 20 novembre 2009, riguarda un posto per la pianificazione del software. Come già pubblicato qualche giorno fa, infatti, Windows 8 è previsto per il 2012

Infine l’ultimo lavoro pubblicato il 24 novembre è destinato ad un tester per migliorare l’affidabilità, la sicurezza e la privacy in Windows 8.

È interessante notare, quindi, come Microsoft si stia attivando per tempo nella creazione dello staff che si occuperà di realizzare il successore di Windows 7 e che, come annunciato tempo fa, dovrebbe contenere numerose novità.

http://www.onewindows.it/

Sette difetti di Windows 7

Sin dalle sue prime versioni beta, fino al recente rilascio, Windows 7 ha raccolto numerose opinioni favorevoli. Ma nessun sistema operativo è davvero perfetto, e ovviamente questo vale anche per Windows 7.

Sul sito Pcworld.com sono stati pubblicati i risultati di un sondaggio condotto su 550 utenti di Windows 7 che si sono dichiarati estremamente soddisfatti. Ma le ultime vicende riguardanti le “schermate nere” apparse su numerosi sistemi Windows 7 hanno fatto drizzare le orecchie a numerosi esperti. E, anche se il problema delle schermate nere si è rivelato meno grave del previsto, ha dimostrato che anche Windows 7 ha i suoi difetti.

1. Windows 7 non include alcuni componenti storici di Windows: per migliorare le prestazioni e ridurre i tempi di avvio, Windows 7 non comprende software come Movie Maker, Messenger e Live Mail. Se non usate questi programmi non ne sentirete la mancanza. Diversamente potreste trovarvi a disagio.
2. Windows 7 non ha il supporto per vecchie stampanti e altri dispositivi: per lo stesso motivo, e per imporre più severi standard di compatibilità, alcuni driver per dispositivi e vecchie stampanti non sono stati implementati in Windows 7. Potreste quindi avere problemi con hardware come stampanti o webcam più vecchi di 6 anni.
3. Windows 7 ti obbliga ad usare una nuova interfaccia utente: nella creazione del nuovo sistema operativo, Microsoft ha ampiamente ritoccato la precedente interfaccia, con una serie di miglioramenti, alcuni molto utili, ma che potrebbero aver bisogno di un periodo di addestramento.
4. Windows 7 non è immune ai virus. In realtà, nessun sistema operativo è totalmente immune. E chi vi ha detto che Windows 7 lo sarebbe stato ha detto una cosa falsa. Lo dimostra un recente articolo secondo cui Windows 7 è vulnerabile a 8 virus su 10. Per cui mettetevi l’anima in pace: forse Windows 7 è migliore di altri sistemi operativi, ma un buon antivirus è l’unica soluzione per navigare (quasi) tranquilli.
5. L’installazione di Windows 7 potrebbe rivelarsi problematica: soprattutto se effettuate un upgrade da XP, perché potreste trovarvi di fronte a numerosi riavvii e malfunzionamenti. Inoltre non esiste alcun supporto ufficiale per chi aggiorna da XP a 7.
6. I prezzi di Windows 7 sono un po’ troppo alti e confusi: e su questo punto molti utenti si chiedono “Perché l’ultimo Mac OS costa 29 dollari, mentre Windows 7 va dai 100 ai 300 dollari?” Senza contare che Linux è completamente gratuito. È vero, esistono alcuni sconti, soprattutto grazie alle licenze OEM, ma Microsoft sta facendo poco per ridurre i prezzi, soprattutto perché di Windows 7 esistono diverse versioni dello stesso prodotto.
7. L’assistenza clienti è ancora troppo scarsa: in giro per i forum si trovano molti utenti non soddisfatti del servizio di assistenza della Microsoft, lamentandosi delle linee occupate, o perfino della mancanza di risposte soddisfacenti;

http://www.onewindows.it

venerdì 11 dicembre 2009

Treni: entro 2010 copertura wi-fi sui treni

ROMA - Entro il 2010 tutti i treni della tratta Firenze-Roma e nella zona sopra Bologna avranno la copertura totale wi-fi. Lo ha detto questa mattina l'amministratore delegato di Ferrovie dello Stato, Mauro Moretti, intervenendo a un convegno sulla figura di Guglielmo Marconi. ''Per la fine del 2010 i nostri treni saranno in tutto e per tutto degli uffici viaggianti'', ha affermato Moretti: ''Per fine 2010 completeremo la parte mancante della copertura totale wi-fi sulla tratta Firenze-Roma e nella zona sopra Bologna''. (RCD)

http://www.corriere.it/

Privacy e Facebook: Istruzioni per l'uso di un social network no risk

Le novità introdotte dal più popolare sito di social network, potrebbero generare confusione agli utenti più distratti. Ecco come configurare Facebook tutelando la propria riservatezza

ITespresso.it 11-12-2009
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I social network no risk, in tema di privacy, devono ancora essere inventati. Tuttavia, è possibile sistemare Facebook a prova di "spioni", configurando i setting nel modo più efficace.

I setting privacy su Facebook non sono stati semplificati, anzi, sono molto più complessi, ma anche più potenti. Aggiornarli è obbligatorio, anche perché di default lasciano foto e Post alla mercé della sfera pubblica. Se non si configurano, anche le "privatissime" visioni politiche e religiose vengono esposte a tutto il network.

La monetizzazione di Facebook passa attraverso la sua apertura ai motori di ricerca, per diventare "ricercabile" come Twitter, open di natura; ma l'eccessiva apertura di Facebook mette tuttavia a rischio la riservatezza degli utenti del Web 2.0.

Dal Top menu, sotto Settings bisogna andare su "Privacy Settings." Dalla schermata è necessario selezionare diverse categorie privacy. La più importante important è la pagina "Profile Information" che offre un controllo preciso su "cosa può vedere chi". Tutelare post, foto, visioni poltiche, religiose eccetera, è doveroso, per evitare problematiche relative alla propria esposizione dei dati.

Adesso un utente di Facebook può limitare certi messaggi a un sottogruppo di amici (per esempio: i membri di una famiglia, ma non i colleghi di lavoro).

Il campo del genere e della città di residenza possono essere lasciati in bianco, se non si desidera che tali informazioni siano condivise con persone esterne al sito.

Leggi l'ANALISI: Il Selvaggio Web nell'era di Facebook
http://www.itespresso.it/it/analysis/2009/12/10/il_selvaggio_web_nell_era_di_facebook

http://www.itespresso.it/

mercoledì 9 dicembre 2009

Dieci consigli per difendersi dalle truffe di Natale

Un decalogo per aiutare gli utenti a evitare i rischi degli acquisti online.

F-Secure 10 consigli acquisti natalizi truffe
Foto di Dragan Trifunovic

Secondo le compagnie di assicurazione, il 14% dei furti d'identità avviene su Internet. Per non rovinarsi le feste, gli esperti di F-Secure hanno stilato una lista di 10 consigli per uno shopping online sicuro.

1. Tieni al sicuro la tua identità.
Proteggi il tuo codice fiscale a tutti i costi: i venditori onesti non te lo chiederebbero mai. Stai molto attento prima di pubblicare o condividere qualsiasi tipo di informazione personale, come la data di nascita, l'indirizzo, il nome del tuo animale domestico e ogni altro dato che potrebbe essere usato per identificarti e compromettere le tue password.

2. Controlla gli estratti conto della tua carta di credito e del tuo conto corrente e segnala immediatamente alla tua banca ogni utilizzo non autorizzato.

3. Controlla che il sito web su cui stai navigando sia sicuro prima di inserire i dettagli del tuo conto corrente.
Devi verificare innanzitutto che la connessione sia sicura, accertandoti che nell'indirizzo della pagina compaia una "s" dopo http (che diventerà quindi https); è inoltre necessario assicurarsi che il sito sia conosciuto e affidabile. Controlla inoltre che l'icona di sicurezza, un lucchetto chiuso o una chiave rotta, appaia nella finestra del browser del sito, dove è indicato l'indirizzo web.

4. Usa carte di credito virtuali.
Il sistema di pagamento online PayPal, diverse banche e molte società finanziarie offrono carte di credito virtuali temporanee da utilizzare per lo shopping online.

5. Gestisci le tue password con attenzione.
Usa password diverse per ciascun account, fai in modo che siano uniche e che sia impossibile risalirvi a partire dai tuoi dati personali e cambiale frequentemente.

6. Informati sul phishing.
Per arrivare ai tuoi dati personali, molti malintenzionati creano appositamente delle pagine web che assomigliano a siti noti di cui ti fidi; potrebbe esserti richiesto di fare qualcosa di apparentemente innocuo, come cambiare la password o inserire il numero della tua carta di credito. La cosa migliore da fare per evitare questo tipo di truffa è conoscere meglio il modo in cui operano e come si presentano: errori grammaticali e di ortografia sono tra i segnali rivelatori di siti sospetti.

7. Controlla i documenti di trasporto e le policy.
Se il costo del trasporto è eccessivo, stai probabilmente pagando quello che dovresti risparmiare sulla merce ordinata. Confronta i prezzi su siti come PriceGrabber o NexTag per capire se stai realmente facendo un affare.

8. Attenzione alle firme digitali.
Negli Stati Uniti e in molti altri Paesi una firma digitale è identica a una firma fisica. Inserendo una firma digitale stai quindi sottoscrivendo a tutti gli effetti un contratto legale: assicurati di conoscere e condividerne i termini prima di cliccare "ok".

9. Fai un doppio controllo sui rivenditori sospetti.
Hai fatto tutte le ricerche possibili sul sito in questione ma hai ancora dubbi? Indaga sul rivenditore. Contatta telefonicamente l'azienda oppure seleziona un altro rivenditore online; ce ne sono moltissimi a portata di click in grado di garantirti acquisti sicuri. I tuoi dati finanziari sono troppo importanti per rischiare di perderli per un solo buon affare.

10. Leggi le clausole scritte in piccolo.
Una truffa comune che coinvolge eBay è la vendita dell'immagine di un oggetto. Invece del netbook che pensavi di aver comprato, e per cui hai pagato, potresti quindi ricevere un file Jpeg o una Polaroid.

Tra i molti pericoli presenti online ce infine n'è uno particolarmente insidioso, rappresentato da link a siti truffa mascherati da normali risultati di un motore di ricerca, ossia collegamenti che sfruttano la popolarità di alcuni prodotti, molto ricercati sul web, per acquisire informazioni riservate: si tratta del cosiddetto "search engine scam".

Secondo gli di F-Secure i prodotti che, grazie alla loro popolarità, verranno probabilmente utilizzati dai criminali come esche sono: il videogioco Call of Duty: Modern Warfare 2; il merchandise del film This is it, dedicato a Michael Jackson; la mini-videocamera Flip UltraHD; l'iPod di Apple; la Nintendo Wii.

http://www.zeusnews.com/

Intel presenta la sua CPU a 48 core

Intel mostra al pubblico la sua nuova CPU a 48 core, un nuovo processore definito dallo stesso produttore “single-chip cloud computer”, tanta sembra essere la somiglianza di questa potente CPU con una rete dedicata al cloud computing.

In effetti il paragone non sembra così velleitario, date le enormi potenzialità mostrate dal nuovo chip, con una capacità di calcolo superiore da 10 a 20 volte a quella fornita dalle attuali soluzioni in commercio.

I computer del domani punteranno verosimilmente sul multi-core e non è un caso, infatti, se il prototipo mostrato da Intel ha una struttura composta da 24 processori dual core connessi tra loro tramite un sistema che consente il passaggio di dati ad una banda di ben 256 GB/s.

Tante qualità però non dovrebbero incidere troppo sui consumi, se è vero quanto dichiarato dal colosso americano riguardo il dispendio energetico previsto, pari a un range che va da 25 a 125 Watt a seconda del modello.

Analogamente interessante è la rete high-speed integrata nel chip che, proprio come avviene per una rete di computer, consentirà la condivisione di dati tra i 48 core della CPU in maniera estremamente veloce e funzionale, ma sarà presente anche un controller per la memoria integrato in grado di gestire fino a 64GB di memoria DDR3 four-channel.

La nuova CPU a 48 core promette quindi esperienze e prestazioni molto interessanti, di certo ci vorrà ancora diverso tempo prima della sua produzione, ma se le premesse sono queste sarà interessante vedere l’evoluzione dei sistemi di calcolo dei computer del domani.

http://www.youtube.com/watch?v=L_cXi7uyJU4

http://www.onehardware.it

Tutti i dettagli sui nuovi Intel Core i5 e i7 per notebook

I nuovi processori per il mercato mobile di Intel Core i5 e Core i7 si annunciano molto interessanti soprattutto nel rapporto qualità-prezzo, motivo per cui sono in parecchi gli appassionati che attendono di provare con mano le reali potenzialità di queste nuove CPU.

Per adesso, però i fan più impazienti si dovranno accontentare di alcuni dettagli che circolano in Rete relativi ai modelli Core i5-540M, Core i5-520M e Core i7-620M, tutti basati sull’architettura Westmere a 32 nanometri e riservati ai notebook.

Andando a vedere nel dettaglio i nuovi modelli partiamo da quelli della serie i5, che garantiranno il supporto alle funzionalità Hyperthreading e Turbo Boost, con delle specifiche che, per il Core i5-540M saranno di 3 MB di memoria cache di secondo livello e frequenza di funzionamento di 2,53 GHz, in grado di arrivare fino a 3,06 GHz grazie al suddetto Turbo Boost.

Le differenze saranno minime invece per il Core i5-520M, che si presenterà sul mercato con una frequenza di 2,4 GHz per arrivare al massimo a 2,93 GHz, mentre il resto delle caratteristiche rimane identico all’altro modello della serie.

Ovviamente più potente invece il modello “top di gamma”, il Core i7-620M, che offrirà, al pari dei “fratelli minori”, le funzioni Hyperthreading e Turbo Boost, ma si differenzierà sia per la frequenza di clock di 2,66 GHz, in grado di raggiungere i 3,33 GHz, sia per la memoria cache di secondo livello di 4 MB.

Tutti i nuovi modelli dedicati ai PC portatili arriveranno nei primi giorni del 2010. I prezzi dei processori Core i5-540M e Core i5-520 saranno di 257 e 225 dollari rispettivamente, mentre per il Core i7-620M il prezzo, per volumi di 1.000 unità, sarà di 332 dollari.

http://www.onehardware.it/

domenica 6 dicembre 2009

PASSWORD MSN IN PERICOLO

PASSWORD IN PERICOLO DI MSN MESSENGER, RAGà ATTENZIONE SE VI ARRIVA UN LINK DI SUONERIE PER TELEFONO VE LO MANDA QUALCUNO CHE SI É RUBATO LA PASSWORD DI MSN DEL VOSTRO CONTATTO. CAMBIATELA!!!!!!!

sabato 5 dicembre 2009

Windows e lo schermo nero della morte

Dopo l'installazione delle patch, molti utenti si sono trovati con una schermata nera. Colpiti da NT a XP al recente Windows 7.

L'acronimo è sempre "Bsod" ma, stavolta, invece che stare per Blue Screen Of Death sta per Black Screen Of Death: dopo l'installazione delle patch rilasciate a metà novembre diversi utenti segnalano che il loro computer non mostra altro che una desolante schermata nera.

Le versioni del sistema operativo coinvolte vanno da Windows NT fino a Windows 7; i sintomi sono sempre gli stessi: niente desktop né icone né barra dei task né system tray né sidebar ma spesso c'è solo una finestra di Esplora Risorse (qualunque nome abbia assunto con il passare delle versioni).

Mentre Microsoft investiga e non rilascia commenti, altri danno la colpa alle modifiche apportate dalle ultime patch ad alcune chiavi di registro e alla gestione dei permessi, in particolare alle ACL (Access Control List): questi cambiamenti creerebbero problemi ad alcune applicazioni (in particolare applicazioni di sicurezza) che non riuscirebbero a partire e causerebbero la schermata nera.

Prevx, azienda britannica che si occupa di sicurezza, è stata la prima a denunciare pubblicamente il problema raccogliendo le lamentele degli utenti e realizzando un piccolo file (battezzato Black Screen Fix) che, scaricato ed eseguito, dovrebbe sistemare il problema.

Il sistema, in sé, è funzionante e persino in grado di connettersi a Internet; soltanto non riesce ad avviare la shell. Per poter scaricare il file da un computer compromesso, occorre avviare il Task Manager (premendo la combinazione Control-Alt-Canc) e da lì far partire il browser prescelto.

L'azienda stessa ammette che non sempre il tool funziona perché le cause del Black Screen possono essere molteplici; tuttavia se i guai sono iniziati dopo l'applicazione delle patch di novembre è ragionevole presumere che questo file riporti la situazione alla normalità.

Microsoft sostiene che il fenomeno non ha a che fare con problemi noti o documentati dai bollettini di sicurezza: insomma, l'azienda cerca di scagionare l'ultima ondata di patch anche se l'esperienza sembrerebbe dimostrare il contrario.

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L'Antitrust multa Fastweb per l'Adsl

L'azienda avrebbe pubblicizzato velocità di navigazione irraggiungibili nella pratica.

L'Antitrust ha multato Fastweb per pratiche commerciali scorrette: in particolare non sarebbe stata chiara per quanto riguarda la velocità minima garantita, la "alla velocità standard di navigazione in condizioni normali e le condizioni alle quali viene raggiunta la velocità massima".

L'azienda avrebbe fatto credere ai potenziali clienti di poter navigare a velocità superiori a quelle effettive, senza fornire le informazioni corrette: per questo dovrà sborsare 60.000 euro.

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Il braccialetto che misura lo stress

Luci colorate in movimento mostrano quando è ora di fare un bel respiro e rilassarsi un po' prima di prendere decisioni avventate.

Che cosa c'è di più stressante che darsi all'online trading? Ogni decisione può far guadagnare o bruciare somme consistenti e non è dunque consigliabile affidarsi all'impulso del momento, specialmente se dettato da un momento di agitazione.

Per capire senz'ombra di dubbio quando sia bene prendere una pausa di riflessione dalle contrattazioni in Rete prima di perdere una fortuna, Phlips ha inventato (in collaborazione con la banca olandese Abn Amro) Rationalizer, un braccialetto che mostra il livello di stress.

Oltre al braccialetto - battezzato EmoBracelet - Rationalizer si compone anche di una sorta di coppa o "ciotola" - ovviamente nota come EmoBowl; entrambi, in ogni caso, adottano lo stesso principio di funzionamento.

I sensori sul braccialetto misurano la risposta galvanica della pelle, che è una misura della conduttività elettrica tra due punti della pelle stessa, è influenzata dal sudore e mostra dei picchi che possono essere originati da situazioni di stress emotivo.

I risultati dei dati così raccolti vengono mostrati - sui display del braccialetto e della coppa - tramite luci in movimento, la cui intensità e velocità aumenta in maniera direttamente proporzionale al livello di emozione captato dai sensori in base alla risposta galvanica.

Un alto livello di stress colora le luci di rosso e causa un movimento frenetico: è il segnale che indica l'ora di farsi una tazza di camomilla.

Secondo Clive van Heerden, Senior Director del reparto di progettazione di Philips - possono giovarsi del Rationalizer non solo coloro i quali giocano in borsa via Internet: la stessa tecnologia potrà servire per realizzare controller futuristici per videogiochi, videocamere intelligenti in grado di capire le situazioni sociali o fornire ai siti di appuntamento informazioni affidabili che permettano agli utenti di stabilire se ci sia un'intesa con il potenziale partner.

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martedì 1 dicembre 2009

DIGITALE TERRESTRE: Tutto quello che non ci dicono

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Digitale terrestre. E’ quella cosa, spacciata per evoluzione tecnologica epocale, che sta oscurando le televisioni di mezzo mondo fra quelli che hanno già subito lo switch off.

Cos’è lo “swiitch off”? E’ quella procedura attraverso la quale se prima vedevi bene tutti i canali televisivi, dal momento in cui viene messa in atto, passando così da segnale analogico a digitale, vedi – semmai – a malapena qualche canale. Rai e Mediaset? Nossignore. Vedi sicuramente benissimo tutto quel sottobosco di piccole televisioni private che sembrano essere le uniche a beneficiare di questo grande e storico passaggio tecnologico.
L’Italia passerà del tutto al digitale terrestre entro il 2010. Ma le lagnanze delle prime Regioni e città che ad oggi possono “beneficiare” del segnale digitale, sono tantissime.
Il call center adibito ad hoc per raccogliere richieste di informazione ed aiuto con la sintonizzazione dei canali ha calcolato che, solo per la città di Roma – passata totalmente al DG dal 16 Novembre 2009 – ha ricevuto oltre 200.000 chiamate di cittadini disperati ed esasperati.

Ma cosa sta accadendo nella realtà? In qualche modo, ci stiamo ritrovando di fronte ad una evoluzione tecnologica che poi in pratica non è supportata da relative tecnologie affinché questa evoluzione sia resa possibile.

Innanzitutto va ricordata una cosa: molti dei milioni di impianti di antenna sul territorio nazionale, sono obsoleti e quindi non in grado di supportare la decodiifica del segnale da analogico a digitale.

Seconda cosa ma non meno importante: si è scoperto – per puro caso attraverso un sondaggio fra cittadini, che per garantirsi una migliore ricezione del segnale, ma anche per poter vedere in molti casi le stazioni maggiormente fruite, come Rai e Mediaset, bisogna in qualche caso, ingannare il decoder.

Come? Facendo finta di essere in Germania e non più sul territorio Italiano. Il perché ancora nessuno lo conosce. Sta di fatto che, se provate ad effettuare la ricerca dei canali, scegliendo come sistema di ricerca automatica “Germania” nella maggior parte dei casi, avrete la possibilità non solo di vedere le reti nazionali ma anche di poter fruire di un maggior numero di trasmissioni.

E’ colpa del decoder acquistato? I dirigenti Rai provano a dire che è questo uno dei motivi. Dichiarano che, l’alto numero di decodificatori e conseguenti modelli diversificati, stanno creando il problema.

Ma alla domanda: “perché allora non avete pensato di unificare il decoder”? La risposta si arrovella intorno al concetto di “libero mercato”. Sacrosanto. Peccato che se fosse questa davvero la soluzione, sappiamo bene ormai che il famoso decoder “di Stato” è un modello totalmente simile a quelli più commerciali, costa il quadruplo e per beneficiare del contributo statale, che copre solo 50 euro su un costo finale di 110, è necessario rientrare nel solito panegirico di criteri: over 65, basso reddito e via discorrendo. Ma alla fine paghi lo stesso e molto più di un comune decoder.

Non male davvero, in tempi di crisi. Certo, la decisione di passare al Digitale Terrestre è cosa vecchia: all’epoca – era il 2003 – con la riforma Gasparri, non si poteva certo presupporre che il Mondo intero si sarebbe inabissato nella crisi economica più grave degli ultimi ottant’anni.

Oggi come oggi, la maggior parte dei cittadini con decoder hanno più di sessantacinque anni. Una media di due televisori per appartamento. Un’antenna che risale ai tempi delle prime trasmissioni televisive. Una incapacità totale a gestire una innovazione tecnologica. La necessità di dover chiamare un antennista – anche più volte – o nei casi più fortunati un figlio o un nipote che ne capiscano un poco.

Se riflettiamo sul fatto che tipicamente l’Italia è una nazione di anziani, il gioco è fatto. Nel senso che le già tante problematiche di ordine tecnico si aggiungono ad una popolazione che mediamente non è in grado di gestire autonomamente questa “novità”.


E poi ancora: con una media di due televisori per nucleo familiare, le spese raddoppiano. Infatti, ogni televisore deve essere dotato di un decoder.

Per non parlare poi, della selva nera di cavi e cavetti che ci si ritrova in soggiorno o in camera da letto per collegare decoder a televisione e lettori dvd o vhs: un caos. Epocale.

Insomma: di tecnologia a volte si soccombe.

La “svolta” televisiva fa intravedere le falle. Troppe. In un mondo ormai reso succube e dipendente da una droga a basso costo chiamata televisione. Che per decenni ha sedato rabbie. Ha creato illusioni. Moderato anime in tumulto. E fatto addormentare milioni emilioni di persone catalizzate di fronte ad una sorta di specchio di se stesso.

La rivoluzione? Non sarà tecnologica. La faranno le popolazioni. Quando si accorgeranno di che grande bluff può divenire il Digitale Terrestre.

Ad un Popolo togli tutto. Mai la televisione.


http://news.illecito.com/

mercoledì 25 novembre 2009

Microsoft non rimborsa la licenza Windows? Condannata!

In Francia un utente trascina in giudizio Microsoft per ottenere il rimborso della licenza Windows, e vince.
Poco alla volta, pare che i giudici riescano a ricordare di essere i primi servitori della legge e che questa regola vada applicata persino nei confronti delle multinazionali, anche quando i loro bilanci superano quelli di molte nazioni; ma a quanto pare per ora solo in Francia.

L'Association Francophone des Utilisateurs de Logiciels Libres (Aful) cioè un'associazione francese per la difesa del free software, ha comunicato sul suo sito che la magistratura francese ha recentemente condannato Microsoft a seguito di una citazione relativa alla vendita di un Pc con programmi preinstallati.

Avendo chiesto nel maggio dell'anno scorso il rimborso del software preinstallato, secondo il contratto di licenza per l'utilizzatore finale (CLUF), un utente si era visto rigettare la richiesta, in quanto gli era stato risposto che avrebbe ben potuto effettuare l'acquisto presso un altro fornitore.

In definitiva le richiesta, secondo quanto comunicato da Aful, non sembrava neppure eccessiva; 180 euro per Windows Vista e Cyberlink Dvd; ma di fronte al rinnovato rifiuto di Microsoft di procedere al rimborso, richiesto prima dall'associazione e poi anche tramite la potente Union fédérale des consommateurs Que Choisir, non è restata altra possibilità che esperire la via giudiziaria.

Il magistrato adito, corrispondente al nostro Giudice di pace, ha condannato Microsoft non solo al rimborso della somma richiesta ma altresì al pagamento di 500 euro a titolo di interessi e spese; sarebbe sperabile che anche da noi la magistratura prendesse posizione sulla questione, magari arrivando al giudizio in tempi altrettanto brevi.

Anche perché ormai le eccezioni e le indagini a carico di Microsoft anche a livello europeo non si contano più; tra le ultime, e di grande rilievo, sul presunto tentativo di influenzare gli assemblatori mediante qualche domanda "tendenziosa" contenuta nel questionario, da restituirsi entro il mese di giugno del corrente anno, destinato a sondare il mercato in relazione al miglior metodo da seguirsi per liberalizzare la scelta del consumatore per la scelta del browser.

Pare infatti che alcune questioni fossero poste in modo da rivelare implicitamente in qual modo costruttori e assemblatori avrebbero potuto essere esposti alle potenziali pressioni da parte dedli altri produttori di browser e in particolare di Google.

Per i francofoni che desiderassero monitorare il progresso dell'orientamento giurisprudenziale anche a livello europeo, l'Aful mette a disposizione un sito dedicato, contenente anche una "Guida al rimborso" e le tendenze sin qui manifestate dai vari costruttori davanti alle richieste di rimborso.

http://www.zeusnews.com/

sabato 7 novembre 2009

Pc "zombie" per oltre due anni e non ci accorgiamo di nulla

i dati diffusi da Trend Micro parlano di un esercito di macchine di privati sfruttate di nascosto dai cybercriminali: In Italia sono almeno 1 milione e mezzo

Pc "zombie" per oltre due anni e non ci accorgiamo di nulla
LE CATTIVE notizie sono tutte nell'ultima ricerca condotta da Trend Micro sulla sicurezza dei computer sparsi nel mondo. Secondo la multinazionale giapponese, una buona parte delle macchine colpie dai cybercriminali resta infetta per più di due anni: un tempo lunghissimo, nel corso del quale si moltiplicano le occasioni di contagio e la possibilità di essere manovrati da questo o quel malvivente.

L'indagine riguarda i cosiddetti "computer zombie", vale a dire "addormentati". Si tratta di pc che a un certo punto vengono "catturati" da un Botmaster - una sorta di "capo" della rete - che li inserisce a loro insaputa in un circuito Bot. A questo punto i computer colpiti diventano essi stessi complici nelle attività illecite orchestrate dal master, contribuendo alla diffusione di software "malvagi" (i cosiddetti "malware"), tra cui soprattutto virus e cavalli di Troia.

Secondo uno studio realizzato da Trend Micro, azienda leader nella sicurezza informatica, in molti paesi una notevole quantità di pc rimane "malata" per oltre due anni, lasciando tutto il tempo ai cybercriminali per danneggiare ogni giorno milioni di computer. Soltanto in Italia, i computer zombie che rimangono tali per almeno un biennio sono più di un milione e mezzo: per l'esattezza, 1.585.228 unità. Su scala globale, la durata media di infezione dei pc è pari a 300 giorni nei paesi più colpiti, ma si possono toccare punte di dieci anni senza diagnosi. In generale, l'80 percento delle macchine compromesse rimane infetto per più di un mese, e ciò spiega il fatto che oltre il 90 percento di tutte le e-mail inviate a livello mondiale è costituito da "spam", vale a dire spazzatura.

A ben guardare, i dati raccolti dalla multinazionale nipponica dicono qualcosa di ancora più grave: ben il 25% degli indirizzi IP compromessi fa capo a realtà aziendali, e quindi a reti intere di macchine contagiate. Schiere di zombie che si annidano nelle case e negli uffici di tutto il mondo, in grado di soverchiare interi server e metterli fuori servizio. Anche per questo le "Bot-net" sono diventate fonte di interesse primario per la criminalità organizzata, in quanto sistemi particolarmente efficaci per guadagnare soldi in maniera illegale.

Tra le azioni di routine delle reti Bot ci sono il "denial of service", vale a dire l'attacco massivo contro qualcuno; lo spam, diffusione di malware tramite l'offerta di prodotti spesso illegali, e il "phishing", attività finalizzata a carpire password e credenziali allo scopo di furto e riciclaggio. Per gli amministratori di queste reti, il reclutamento di nuovi pc è pressoché un gioco da ragazzi. Oltre al contagio tramite e-mail, è possibile diventare zombie anche transitando una sola volta in una pagina web provvista di un codice nocivo. Il guaio, poi, è non accorgersene per anni e contribuire alla crescita esponenziale dei circuiti illegali.

L'unica soluzione, per gli utenti, è quella di proteggere spesso i propri computer, effettuando verifiche costanti e affidandosi alle ultime tecnologie. Dal canto suo, Trend Micro raccomanda il proprio software di protezione, Smart Protection Network, che si sta rivelando particolarmente efficace nel limitare i contagi. Ogni giorno - rendono i fautori della piattaforma - lo Smart Network blocca più di quattro miliardi di minacce. Numeri da record, che rendono bene l'idea di quanti zombie ci siano in giro per la Rete.
e ruba i dati bancari online


http://www.repubblica.it

venerdì 30 ottobre 2009

Facebook annuncia il Cimitero Virtuale

Tempismo perfetto per la nuova trovata di facebook, che ieri ha annunciato la nascita del cimitero virtuale dei suoi defunti iscritti.

La pagina della persona scomparsa verrà trasformata in una nuova dimensione (account commemorativo), dove solo gli amici potranno continuare a vederla e arricchirla con il loro contributo (testimonianze d'affetto e perchè no qualche video di YouTube...)

Nessuno potrà più gestire l'account dall'interno ne rintracciarlo sui motori di ricerca e nessuno potrà richiedere di essere fatto amico dopo il triste evento.

Volete segnalare la morte di un vostro amico? Fatelo con il seguente form!
http://www.facebook.com/help/contact.php?show_form=deceased

"Quando qualcuno ci lascia, non scompare dai nostri ricordi e nemmeno dai nostri social network" ha commentato Max Kelly nel blog ufficiale .
http://blog.facebook.com/blog.php?post=163091042130

http://news.wintricks.it/

giovedì 29 ottobre 2009

DirectX 11 disponibili per Windows Vista SP2

Microsoft ha rilasciato in sordina un nuovo aggiornamento per Windows Vista regalando a qualsiasi possessore di questo sistema operativo le DirectX 11. L’aggiornamento Windows Vista per avere le DirectX 11 è il KB971512

Non ve la sentite ancora di effettuare il grande passo e di passare a Windows 7 ? Nessun problema, se siete dei gamers e avete già Windows Vista l’upgrade a Windows 7 può attendere, il gigante di Redmond ha rilasciato in sordina le DirectX 11 per Windows Vista.

Si, l’update che viene denominato “Platform Update for Windows Server 2008 and the Platform Update for Windows Vista” contiene anche le DirectX 11, si tratta ad essere precisi dell’ “Update for Windows Vista (KB971512),” che, come afferma Microsoft, “contiene le più recenti progressi nella grafica moderne tecnologie per le applicazioni di gioco, multimediale, imaging e stampa. Include gli aggiornamenti a DirectX supporta l’accelerazione hardware per gli scenari 2D, 3D e basati su testo; DirectCompute per hardware accelerato scenari di elaborazione paralleli; e libreria XPS per scenari di stampa del documento.”

Al termine dell’aggiornamento sarà da riavviare il PC Windows Vista, per godersi appieno le DirectX 11, ciò sebbene l’update non spefichi apertamento che ciò che stiamo installando sul PC sono effettivamente le DirectX 11. Per il download delle DirectX 11 per Windows Vista dirigetevi all’indirizzo http://support.microsoft.com/kb/971512/ dove trovate le versioni per sistemi a 32 e 64 Bit.

E’ ovvio che le DirectX 11 richiedono un gioco compatibile DirectX 11, non godremo altrimenti di tutte le innovazioni introdotte nelle nuove API. A ciò bisogna aggiungere anche una scheda video DirectX 11, ciò significa un prezzo medio di 150€ per le schede video entry level e una cifra superiore ai 300€ per le schede video maggiormente performanti..

http://www.italiasw.com/

mercoledì 28 ottobre 2009

Ubuntu 9.10 si prepara al debutto

Domani giovedì 29 ottobre 2990 è il giorno di Karmic Koala: sarà più veloce ed efficiente delle versioni precedenti.

Nonostante questo ottobre sia praticamente monopolizzato dal debutto di Windows 7, non bisogna dimenticare che il decimo mese dell'anno è anche quello in cui Canonical rilascia una delle due versioni annuali di Ubuntu.

Ubuntu 9.10 (Karmic Koala per gli amici) sarà disponibile per il download in versione definitiva tra circa 24 ore e darà il via alla campagna semestrale di aggiornamento da parte degli utenti.

Rispetto alla versione precedente (che tra l'altro è stata funestata da alcuni malfunzionamenti, in particolare con le schede grafiche di Intel), il koala karmico porta con sé un maggior numero di novità.

Se l'obiettivo di Mark Shuttleworth è velocizzare i tempi di avvio e la reattività del sistema, i mezzi sono vari: il filesystem di default per le nuove installazioni è ora Ext4; l'avvio dei processi non è più gestito da init System V ma da Upstart; il boot grafico Usplash ha lasciato il posto a XSplash.

Il kernel Linux adottato è il 2.6.31 mentre l'ambiente grafico è Gnome 2.28; Kubuntu passa invece a Kde 4.3.2 e Xubuntu a Xfce 4.6.1. La funzionalità Non eXecutable Emulation è attivata di default, potenziando la difesa da eventuali attacchi del tipo buffer overflow; miglioramenti sono stati apportati anche alla gestione del risparmio energetico.

Alcuni software sono stati sostituiti: ora l'aggiunta e la rimozione delle applicazioni avvengono attraverso l'Ubuntu Software Center mentre il client IM è andato in pensione e il suo posto è stato preso da Empathy.

Ubuntu 9.10, come preannunciato, presenta una spiccata vocazione per il cloud computing: la versione desktop presenterà una maggiore integrazione con Ubuntu One mentre quella per i server userà Ubuntu Enterprise Cloud, tecnologia basata su Eucalyptus, e gli Amazon Web Services.

Infine, una menzione particolare merita la versione Netbook Remix, studiata appositamente per gli ultraportatili: c'è da chiedersi se riuscirà a fermare l'avanzata di Windows 7 in questa particolare categoria di computer.

http://www.zeusnews.com/

martedì 27 ottobre 2009

Windows 7: pronta la versione finale di "XP Mode"

Così come avevamo anticipato all'inizio del mese, Microsoft - contestualmente al lancio di Windows 7 - ha provveduto a pubblicare sul web la versione definitiva di Windows XP Mode, funzionalità aggiuntiva installabile opzionalmente (è disponibile sotto forma di "download" separato) sul più recente tra i sistemi operativi del colosso di Redmond che permette di eseguire una copia di Windows XP all'interno di un ambiente virtualizzato.
Si tratta di uno strumento che mira a venire incontro, in particolare, alle aziende: eseguendo Windows XP, da Windows 7, servendosi di una macchina virtuale, si potranno avviare ed utilizzare applicazioni che non dovessero risultare pienamente compatibili con il più recente tra i sistemi operativi firmati dal gigante di Redmond.

Alla base di "XP Mode" c'è l'impiego della piattaforma "Virtual PC" di Microsoft. Una volta installato l'"add-on" in Windows 7, questo proporrà all'utente una copia di Windows XP SP3 già preventivamente attivata e dotata di una regolare licenza d'uso.

Dal momento che, per poter essere utilizzato, "XP Mode" necessita di un processore con frequenza operativa pari ad almeno 2 GHz e, soprattutto, che integri il supporto alla virtualizzazione x86 (AMD-V oppure Intel VT) - opportunamente attivato a livello BIOS -, Microsoft ha rilasciato uno strumento (ved. http://www.microsoft.com/downloads/details.aspx?FamilyID=0ee2a17f-8538-4619-8d1c-05d27e11adb2&displaylang=en) per la verifica dei requisiti minimi.

"XP Mode" può essere invece prelevato facendo riferimento a questa pagina, dopo aver indicato la versione di Windows 7 in proprio possesso.
Come illustrato nella pagina di download, per poter usare l'XP Mode si dovrà scaricare ed installare due file: per primo l'eseguibile relativo a Windows XP Mode ("pesa" circa 500 MB) quindi la piattaforma per la virtualizzazione Microsoft Virtual PC.

XP Mode può essere installato esclusivamente sulle versioni "Professional", "Enterprise" ed "Ultimate" di Windows 7.

http://www.ilsoftware.it

Un nuovo strumento per installare Windows 7 da USB

Con lo scopo di facilitare l'installazione di Windows 7 sui dispositivi - netbook in primis - sprovvisti di lettori DVD, Microsoft ha appena rilasciato uno strumento battezzato "USB/DVD Download Tool" (in italiano, "Strumento di download in USB/DVD per Windows 7"). Il programma consentirà di avviare l'installazione del sistema operativo ricorrendo ad un qualunque supporto USB: all'interno di esso verranno infatti memorizzati tutti i file necessari per effettuare il boot del personal computer ed avviare il caricamento dell'installazione di Windows 7.
L'unità USB utilizzata dovrà avere una capienza minima di 4 GB e sul sistema utilizzato per generare il supporto dovrà essere presente il framework .Net o versioni successive.

Una volta completata la preparazione dell'unità USB, lasciando collegato il supporto al dispositivo ove si desidera installare Windows 7, dovrebbe automaticamente avviarsi il setup del sistema operativo. Qualora ciò non divesse accadere, è indispensabile variare la sequenza di avvio all'interno del BIOS anteponendo il boot da unità USB a quello dal disco fisso.

Mentre con gli approcci illustrati in questa pagina, è possibile generare un supporto USB avviabile a partire dai file contenuti nel DVD d'installazione di Windows 7, USB/DVD Download Tool (prelevabile cliccando qui) richiede di indicare un file d'immagine in formato ISO.


http://www.ilsoftware.it/

giovedì 22 ottobre 2009

Da XP a Windows 7: come fare il passaggio e l'upgrade. Mini guida e consigli.

Windows Easy Transfer è un software gratuito sviluppato da Microsoft per consentire agli utenti di Windows XP di passare a Windows 7 in modo da non perdere tutto il patrimonio di documenti archiviato sull'hard disk.

Windows Easy Transfer è un software gratuito sviluppato da Microsoft per consentire agli utenti di Windows XP di passare a Windows 7 in modo da non perdere tutto il patrimonio di documenti archiviato sull'hard disk.
È noto che gli utenti in possesso di un PC equipaggiato con Windows XP non possono migrare a Windows 7 tramite il procedimento di upgrade consentito, invece, con Windows Vista. La soluzione ottimale per chi decide di passare a Seven e utilizza Windows XP consiste nell’installare il nuovo sistema operativo da zero.

Tuttavia, è possibile bypassare questa impossibilità sfruttando Windows Easy Transfer, un software gratuito sviluppato da Microsoft per consentire di copiare in modo automatico file, foto, musica, messaggi di posta elettronica e impostazioni di sistema.

Nella versione di Windows 7, Windows Easy Transfer permette di selezionare le impostazioni che si vogliono migrare e suggerisce all’utente un elenco di applicazioni che devono essere installate prima di procedere alla migrazione. L’utente deve innanzitutto effettuare un backup dei dati presenti sulla macchina equipaggiata con Windows XP. A tal fine occorre inserire il DVD d’installazione di Windows 7, accedere a Risorse del computer, entrare nella cartella SupportMigwiz e cliccare due volte sul file migsetup.exe. Nella schermata che si aprirà, l’utente deve cliccare sul pulsante Next e scegliere di archiviare i dati di backup su un hard disk esterno o una chiavetta USB. Windows Easy Transfer creerà un file .MIG. Poi si deve premere Next e attendere il completamento della creazione del file .MIG.

Dopo aver ottenuto il file .MIG, si deve installare Windows 7, avendo cura di creare un account con privilegi di amministratore, lanciare Windows Easy Transfer e selezionare il file .MIG presente nell’unità di storage esterna. In questo modo, le impostazioni e i dati utilizzati su Windows XP potranno essere ripristinati su Seven. Ulteriori informazioni possono essere reperite nella guida realizzata da Michele Nasi.


http://www.webmasterpoint.org/news/mediaset-tv-online-su-internet-gratis-e-a-pagamento_p34740.html

mercoledì 21 ottobre 2009

Arriva il primo netbook con Windows 7

Acer ha annunciato che per il mese di novembre porterà in Italia il primo netbook che, oltre a Google Android, disporrà anche del nuovo Windows 7 in dual boot: si tratta dell'Aspire One D250...

Il nuovo Aspire One D250, per quanto riguarda la parte hardware, sarà costituito da processore Intel Atom N280 a 1,66 GHz con 1 GB di Ram, schermo da 10,1 pollici con risoluzione di 1024x600 pixel e batteria a 6 celle in grado di garantire 9 ore di autonomia.
Per quanto riguarda il sistema operativo, in questo netbook sarà integrato Windows 7 Starter Edition, ma in Italia sarà disponibile solamente a partire dal prossimo novembre, con un prezzo che si aggira intorno ai 300 Euro.

E tutti coloro che proprio non riescono ad aspettare cosi tanto tempo, possono già ordinare su Amazon US lo stesso notebook dotato dell'accoppiata Windows XP/Android, al prezzo di 359,99 dollari.

Inoltre, dopo l'uscita, dal Giappone arriverà una versione aggiornata del modello D250, che avrà uno schermo con una risoluzione di 1280x720 pixel e che disporrà esclusivamente di Windows 7.


http://www.manuali.net/

lunedì 19 ottobre 2009

Falsi antivirus bloccano il PC, lo sequestrano e chiedono riscatto: come risolvere il problema?

Il fenomeno di hackeraggio dei falsi antivirus continua ad espandersi. Ecco come fare se il computer dovesse risultare infetto.
Panda Security ha pubblicato «The Business of Rogueware», un report che illustra lo stato attuale del fenomeno dei falsi antivirus. Secondo l’azienda specializzata in soluzioni di protezione, il rogueware si è fatto molto più aggressivo, andando a sposare il ransomware, la tecnica del sequestro dei PC.

Fino ad oggi, spiega Panda Security, quando un computer veniva colpito, gli utenti visualizzavano una serie di messaggi di avviso che li invitavano ad acquistare una versione a pagamento di un falso antivirus. Lo spostamento degli hacker verso la tecnica del sequestro indica che gli utenti sono diventati più abili nel riconoscere questi programmi e ciò spiega perché gli hacker stiano utilizzando metodi di attacco più aggressivi per costringere le loro vittime a pagare.

Con il ransomware, infatti, ogni tentativo dell’utente di eseguire un programma o aprire un file è accompagnato da un falso messaggio di informazioni, che comunica che il sistema è infetto e invita a comprare un antivirus fittizio. Panda Security cita l’esempio di Total Security 2009: 79,95 euro più 19,95 euro per il supporto tecnico. Dopo aver pagato, l’utente riceve un numero di serie da inserire nell’applicazione per liberare file ed eseguibili, recuperare tutte le informazioni e ristabilire l’attività. Il falso antivirus resterà installato sul computer.

Quando il PC è infetto, spiega Luis Corrons, direttore tecnico dei labs di Panda Security, l’unica applicazione che può essere utilizzata è il browser di Internet, per permettere agli utenti di acquistare il falso antivirus. Panda Security ha pubblicato i numeri di serie richiesti per sbloccare i computer, in caso fosse sequestrato.


http://www.webmasterpoint.org/


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domenica 18 ottobre 2009

Windows 7, cominciano i problemi

Si comincia a vedere qualche bug nel pacchetto di installazione del nuovo sistema operativo



Windows 7 non è ancora approdato nei negozi e già comincia ad avere qualche necessità di messa a punto.


Dopo l'installazione della versione commerciale, avvenuta venerdì scorso, abbiamo avuto modo di notare un paio di difficoltà che, sebbene non pregiudiziali del funzionamento, rappresentano pur sempre qualcosa che necessita di una sistemazione.


La prima è legata all'utilizzo della "guida e supporto tecnico"; se si invoca questa funzione, appare la solita schermata dove, come sempre, occorre impostare una domanda o un seme di ricerca nell'apposito campo. Il problema è che tutto l'help è in inglese, nonostante la versione sia quella italiana.






Il secondo bug è connesso all'utilizzo del Ripristino di configurazione; se si chiede di ripristinare il sistema a un punto precedente, al riavvio si riceve un criptico avviso che indica come il ripristino sia stato rifiutato, con la raccomandazione di disabilitare l'antivirus presente.


La disabilitazione dell'antivirus e, addirittura, la completa eliminazione dello stesso dal sistema non porta ad alcun risultato apprezzabile.


Per essere sicuri che nulla possa dipendere dall'utente abbiamo provveduto, su una macchina nuova di zecca (HP Pavilion) a installare il solo sistema operativo, senza alcuna applicazione; il problema si ripresenta esattamente allo stesso modo.


Eppure la versione RC non aveva creato alcuna complicazione di questo genere.


Il servizio di assistenza di Microsoft Italia ha preso in carico ieri il problema ma, da allora, non è stata ricevuta alcuna risposta



Aggiornamento:

Alle ore 13 di oggi un paziente intervento, gestito telefonicamente da un componente del servizio clienti di Microsoft, ha consentito di risolvere il primo problema. L'altro è riisultato essere legato a un non meglio precisato servizio in background, sulla cui natura occorrerà investigare con più attenzione.

http://www.techup.it/

Il computer ottico esegue il suo primo calcolo

Due ricercatori dell'Università di Bristol inaugurano una nuova era nella progettazione delle macchine da calcolo



Presentati ieri i primi risultati della dimostrazione di funzionamento di un "computer ottico" che utilizza particelle di luce al posto dei circuiti tradizionali; il sistema ha eseguito correttamente il suo primo calcolo, eseguendo una ricerca dei fattori di un numero.


Il sistema si basa su nozioni di di meccanica quantistica e utilizza, appunto, la teoria dei quanti per simulare processi matematici.

Le particelle dei quanti, così come i fotoni, sono elementi dell'atomo che esistono in una "super posizione" di due stati nello stesso tempo, possono trasmettere dati a una velocità superiore rispetto al cablaggio tradizionale e, cosa più importante, sono esenti da rumore di fondo e da interferenze esterne, uno dei grossi problemi della gestione dei circuiti tradizionali.


I due ricercatori che hanno messo a punto il sistema, Alberto Politi e Jonathan Matthews, più che richiamare l'attenzione sull'esperimento, hanno tenuto a precisare come l'applicazione pratica del principio rappresenti il risultato di diversi anni di ricerca del Centre for Nanoscience and Quantum Photonics.

La realizzazione di un algoritmo quantico in un chip (quello presentato durante la dimostrazione aveva le dimensioni di una monetina) rappresenta il primo passo verso una serie di successive applicazioni e sviluppi che, in prospettiva, avvieranno il progetto finale di un computer completamente basato su meccanica quantistica.

Fonti: Physorg ed http://www.techup.it

Tridimensionale senza occhiali con la tecnologia 3M

L'azienda americana mette a punto un sistema che consente di visualizzare immagini in 3D su periferiche mobili, senza utilizzare occhiali speciali



Condizione indispensabile per la visualizzazione di immagini tridimensionali è l'utilizzo di speciali occhiali. Ma questa pratica rappresenta pur sempre una limitazione e un inutile fastidio.


3M è riuscita a mettere a punto un sistema capace di consentire la visualizzazione di questo tipo di immagini senza richiedere l'utilizzo degli occhiali.


La teoria che sta alle spalle di questa realizzazione è, in parte, semplice. Lo schermo, a sfondo nero, utilizza 2 righe alternate di LED che proiettano, sequenzialmente e alternatamente, immagini stereoscopiche destre e sinistre, con una frequenza di 120 Hz. L'occhio umano non ha la capacità di visualizzare, alternativamente, le 2 immagini e le fonde insieme, simulando, di fatto, una profondità di campo adeguata per poter leggere e interpretare immagini tradizionali.


L'idea, piuttosto lineare, ha richiesto però un lungo tempo per la messa a punto, considerando che, per la prima volta, questo sistema verrà implementata su apparecchiature mobili, palmari e handheld.


Del sistema finale, comunque, si sa poco, considerando che finora il prototipo è stato offerto in una sola presentazione.

In quell'occasione è stato utilizzato uno schermo da 9 pollici LCD derivato da uno già esistente in commercio e sottoposto solo a piccole modifiche.

Fonte: Gearlog ed http://www.techup.it

venerdì 16 ottobre 2009

Tim Berners-Lee: il doppio slash? È inutile

Per tutti coloro che usano quotidianamente il Web per lavoro, per informarsi o semplicemente per passatempo, il “doppio slash” ha ormai assunto i caratteri tipici della familiarità. Parliamo ovviamente, per chi ancora non avesse capito, di quelle due “barrette” inserite subito prima dell’altrettanto tipico “www” di ogni indirizzo dei milioni di siti della Rete.

La formula “http://” è ormai entrata nel vocabolario comune di tutti i navigatori alla stregua di qualunque altro oggetto di uso quotidiano, una formula che nessuno si sognerebbe di criticare perché accettata “così com’è”. Eppure, qualcuno, una critica all’utilità di una parte di questa formula (il doppio slash appunto) l’ha fatta.

Quel qualcuno è niente di meno che Tim Berners-Lee, ovvero il papà del World Wide Web, cioè colui che qualche anno fa ebbe l’idea di inserire quella doppia barretta al fine di staccare l’acronimo che indicava il protocollo di rete (http) e l’inizio dell’indirizzo Web vero e proprio.

Un’idea che a quel tempo sembrò la soluzione migliore ma che oggi, a distanza di anni, ha fatto ammettere al suo creatore come effettivamente essa sia del tutto inutile e rappresenti nulla più che un’operazione superflua che non ha altro effetto che far perdere tempo agli utenti.

“L’ammissione di colpa” di Tim Berners-Lee è avvenuta, con toni a dire il vero piuttosto simpatici, durante un’intervista. Una retromarcia che spinge il papà del www a dire che forse sarebbe meglio rivedere del tutto la formula e togliere questo inutile doppio slash.

Forse abolire i due slash sarebbe troppo, in fondo anch’essi sono un pezzo di Internet e in realtà al giorno d’oggi non danno alcun fastidio agli utenti (con i browser moderni basta digitare semplicemente l’indirizzo, senza passare per il doppio slash), ma questa “proposta” in un certo senso testimonia, ancora una volta, come il mondo Internet sia sempre in continua evoluzione e come la visione di chi lo ha ispirato sia mutevole anch’essa.

La Rete non ha nessun punto fermo, nessun “dogma” incrollabile, qualità che hanno fatto di questo mezzo un “media” a tutto tondo, capace di adattarsi e modificarsi di continuo, centrando così l’obiettivo di rubare il palcoscenico agli altri strumenti di comunicazione che invece sembrano costruiti proprio per viaggiare sui soliti binari, lenti ad evolversi e mai veramente autocritici, ecco verosimilmente perché la Rete è diventata un fenomeno globale di importanza fondamentale.

http://www.oneweb20.it/

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giovedì 15 ottobre 2009

Rolltop: Il portatile del futuro!!!

Ecco un portatile che si può arrotolare quindi più facile da trasportare

Il bello della tecnologia è che non si ferma mai e avanza sempre di più nel tempo!!!

Clicca qui per vedere il video

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martedì 13 ottobre 2009

Google Earth ci osserverà in tempo reale?

Che cosa potrebbe succedere se si provasse ad unire la completezza delle mappe di Google Earth con le immagini in tempo reale provenienti dalle Webcam sparse in giro per il mondo?

A dare una risposta a questo quesito sembra ci stiano pensando alcuni scienziati americani che lavorano al centro di ricerca della Georgia Tech, i quali hanno pensato ad un progetto nelle condizioni di “amalgamare” le informazioni provenienti dai due sistemi in un unico, innovativo, strumento di cui trovate un video esplicativo in fondo al post.

Una specie di Google Earth in grado non solo di farci fare un viaggio da un capo all’altro del mondo con pochi click e comodamente seduti davanti al computer, ma in grado di consentirci addirittura di zoomare in una precisa locazione e permetterci di vedere in tempo reale, tramite l’occhio elettronico di una telecamera ad esempio, quello che sta accadendo in quel preciso punto in quel determinato momento.

Praticamente uno strumento di navigazione virtuale “definitivo” e capace di videosorvegliare tutte le aree più importanti dell’intera superficie terrestre. Un esempio perfetto di realtà aumentata, che travalica i confini geografici e dà all’utente la possibilità di essere dovunque e in qualunque istante, decidendo cosa e chi spiare.

Proprio così, “spiare”. D’altronde questo verbo non è messo lì a caso, perché, pur non negando che una simile “invenzione” lascerebbe a bocca aperta moltissima gente, non si può non pensare che con altrettanta semplicità esso attiverebbe infinite polemiche sulla privacy dei cittadini, già tanto minacciata e messa a repentaglio quotidianamente per ragioni più o meno plausibili di sicurezza, e forse subirebbe un colpo, l’ennesimo, da uno strumento del genere.

Con un Google Earth così potenziato le applicazioni potrebbero essere le più disparate, si andrebbe infatti dagli impieghi di pubblica utilità, come ricognizioni virtuali sul traffico in un determinato tratto autostradale fino ad un miglioramento dell’efficienza dei servizi di pubblica emergenza, i quali potrebbero avere un quadro della situazione già prima di arrivare sul posto, ma allo stesso tempo sarebbe come creare un “grande occhio” sempre attivo che vigila su tutti e su tutto.

Sarà insomma una specie di The Sims “passivo”, i cui personaggi saranno persone in carne e ossa, con l’unica differenza che laddove gli “omini” digitali sono facilmente controllabili, qui ci si dovrà limitare esclusivamente ad osservare, senza poter intervenire.

Voli fantasiosi a parte, ci sarà tempo per discutere delle implicazioni sociali di simili applicazioni tecnologiche, dato che in fondo si tratta finora di un semplice progetto di studio, la strada però sembra intrapresa e forse il passaggio ad un mondo del genere è più scontato e ovvio di quanto si possa pensare.

D’altronde, l’evoluzione tecnologica va sempre più verso l’abbattimento delle distanze, il bisogno di sapere tutto e dovunque in tempo reale fa parte della nostra società e questo chiaramente non si può negare. Chissà quindi se un domani saremo in grado di “bypassare” la televisione tradizionale collegandoci ad Internet e seguire in diretta l’evento che ci interessa, magari semplicemente trovando il luogo in cui si svolge e zoomando con il mouse…

Fonte: oneweb20

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Microsoft già al lavoro su Windows 8: sarà a 128 bit

Un dipendente di Microsoft ha svelato di essere al lavoro sul supporto ai 128 bit da parte dei kernel di Windows 8 e Windows 9.

La diffusione dei processori a 64 bit procede estremamente a rilento, almeno in ambito consumer, ma Microsoft non ha intenzione di farsi trovare impreparata: Windows 8, il sistema operativo che succederà a Windows 7, sarà già in grado di supportare i 128 bit.

Questo è almeno quanto si dice in Rete a partire dal profilo di Robert Morgan, Senior Research & Development at Microsoft, su LinkedIn; inutile cercarlo ora, però: non appena l'attenzione del mondo si è concentrata su quella citazione dei 128 bit le indiscrezioni sono sparite.

Da quel poco che si sa Microsoft è già al lavoro su Windows 8, e questo è anche normale: Windows 7 sta per uscire - mancano meno di due settimane al lancio - e l'azienda deve pensare al futuro.

Lascia tuttavia un po' perplessi pensare che un sistema operativo la cui uscita è prevista per il 2012 integri già il supporto ai 128 bit quando oggi, a tre anni di distanza, i 64 bit non sono così diffusi.

D'altra parte Microsoft ci ha già abituati a grandi annunci poi smentiti dalla pratica: era almeno dai tempi di Windows NT 4 che si aspettava il filesystem rivoluzionario che ultimamente ha preso il nome di WinFS, poco prima di cadere nuovamente - e stavolta per sempre - nell'oblio.

Il supporto ai 128 bit in Windows 8 - sempre che venga confermato - sembra comunque indicare una direzione precisa: Microsoft ha intenzione di accelerare per quanto le è possibile l'abbandono dei 32 bit. Non a caso Windows Server 2008 R2 è disponibile soltanto in versione a 64 bit.

Microsoft sta lavorando anche su una versione del sistema posta ancora più avanti nel futuro: per ora la si può chiamare soltanto Windows 9.

Dal profilo di Morgan si apprende anche che a Redmond hanno intenzione di collaborare con alcuni partner principali: Inte, Amd, Hp e Ibm.

Morgan è direttamente impegnato a lavorare sulla "compatibilità dell'architettura a 128 bit con i kernel di Windows 8 e Windows 9" garantendo la compatibilità all'indietro con le attuali istruzioni IA-64.

Fonte: zeusnews

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Works va in pensione, arriva Office 2010 Starter gratuito

L'edizione ridotta della suite di Microsoft sarà gratuita, ma disponibile solo sui nuovi Pc. Si finanzierà mostrando dei banner pubblicitari.

Microsoft pensiona ufficialmente Works: la suite di programmi per la produttività personale - sorella minore di Office - preinstallata su molti computer e spesso ignorata dagli utenti sarà sostituita da Office Starter 2010.

La storia di Microsoft Works è lunga e presenta una conclusione poco gloriosa: negli ultimi anni - anche grazie alla facilità con cui è possibile procurarsi illegalmente copie di Office tramite il peer to peer - ha perso sempre più utenti finendo per essere sostanzialmente dimenticata.

Non tutti hanno bisogno delle funzionalità complete di Office; anzi, la maggior parte usa Word come farebbe con un'antica macchina per scrivere senza sondare le possibilità che offre.

Nonostante l'elaboratore di testi di Works sia dunque adeguato alle necessità di questi utenti, essi preferiscono usare la versione più "blasonata": temono che, ammettendo, di usare Works, i colleghi li guardino con aria di compatimento.

Microsoft ha colto questo comportamento nei propri clienti e sostituito la piccola suite con una versione ridotta di Office, battezzata per l'appunto Office Starter e disponibile solo sui nuovi Pc: comprende solo Word ed Excel, limitati alle funzioni basilari, ed è gratuita, finanziandosi con banner pubblicitari.

In pratica il sostituito di Works fa meno del predecessore (che comprendeva, per esempio, anche uno strumento basilare per la gestione dei database) ma gode di un nome più famoso.

Inoltre spinge gli utenti all'upgrade alla versione completa di Office: direttamente dall'interno del prodotto sarà possibile attivare la procedura di aggiornamento alla versione completa - e costosa - della suite maggiore acquistando una licenza che sblocchi le funzioni e le applicazioni avanzate, già presenti ma disabilitate.

Fonte: zeusnews

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martedì 6 ottobre 2009

Soluzione Errore Generic Host Process for Win32 Services

Negli ultimi giorni è presente in rete uno spyware che si limita ad attaccare un servizio di Windows XP è genera l'errore "Generic Host Process for Win32 Services" rendendo il Computer inutilizzabile .

La soluzione è disponibile sul sito di Microsoft a questo indirizzo:

Fare click su download ed esegui, riavviare quanto richiesto è tutto tornera' come prima.

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domenica 4 ottobre 2009

Roma, prima città europea interamente cablata con fibra ottica

Tra cinque anni Roma sarà la prima città metropolitana europea ad essere interamente cablata con fibra ottica.

Il progetto, presentato dall’UIR (L’Unione degli Industriali e delle imprese di Roma), da 600 milioni di euro prevede la realizzazione di tutta l’infrastruttura all’interno e all’esterno del raccordo anulare. Il comune di Roma non parteciperà economicamente al progetto e l’investimento sarà coperto al 75% da Telecom e, per il resto, da altri operatori.

Cittadini, imprese e pubbliche amministrazioni saranno connesse ad una rete di telecomunicazioni a larghissima banda da 100 megabit al secondo. La potenzialità della nuova rete servirà ad erogare ai cittadini nuovi servizi e a fare un salto di livello nella digitalizzazione della vita pubblica

Ha riferito il sindaco Alemanno.

Il progetto, di grande importanza, potrebbe dare un enorme spinta allo sviluppo del sistema economico attirando l’interesse delle imprese ad investire sul territorio.

I lavori di scavo e di posa della fibra dovrebbero iniziare nel mese di ottobre e prevedono l’utilizzo di metodiche di scavo non invasive, per ridurre l’impatto ambientale e il disagio provocato ai cittadini.

Fonte: oneadsl

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A Milano, banda larga mobile fino a 28 Megabit

Dopo aver completato la sperimentazione che si è tenuta in questo periodo a Milano, Telecom Italia ha deciso di lanciare il servizio ultra-broadband mobile in anteprima assoluta nella stessa città lombarda.

Una novità che farà di Milano la prima città al mondo ad essere raggiunta da questo servizio, il quale consentirà di connettersi in mobilità ad una velocità massima di 28 Megabit/s in download e di 5,8 Megabit/s in upload.

Le velocità sono ovviamente teoriche, in quanto la capacità totale della rete varierà in relazione al numero di utenti connessi, ma questo basta comunque a far guadagnare all’Italia questo primato.

La tecnologia su cui si basa la nuova rete mobile appartiene ad Ericsson e riguarderà in un primo periodo, come già detto, solo Milano, per poi arrivare a Roma in ottobre e coprire via via tutta l’Italia più avanti.

Questi miglioramenti sono perfettamente il linea con i piani dei vari operatori che hanno in programma di passare progressivamente al 4G, non è un caso che infatti anche Vodafone e 3Italia hanno intensione di arrivare a fornire connessioni fino a 20 Megabit/s, anche se questi progetti sono previsti fra qualche tempo.

Fonte: oneadsl

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martedì 29 settembre 2009

La banda larga italiana ancora non si “allarga”

Il piano che prende il nome dal sottosegretario alle Comunicazioni Paolo Romani (banda larga in tutta Italia entro il 2012), al momento risulta praticamente fermo. Lo rivela il Corriere della Sera.

Il piano Romani, che a giugno aveva ottenuto tanto interesse e approvazione, e che prevede uno stanziamento da 1.450 milioni, non è ancora stato approvato dal Cipe. Attualmente rimane congelato il finanziamento statale di 800 milioni, la parte maggiore del piano.

La mission era ed è quella di ridurre il divario digitale tra le zone tecnologicamente ricche e quelle più povere. La posizione ufficiale è che i tempi di approvazione del Cipe saranno comunque brevi, ma da altri ambienti governativi arrivano voci contrarie.

Ovviamente, senza il finanziamento pubblico, non partirebbero neanche i 200 milioni che gli operatori telefonici si sono impegnati ad investire nelle zone in questione. L’unica parte del programma in fase di avvio, per ora, rimane quella di competenza di Infratel, l’azienda statale che sta aprendo le gare per il potenziamento delle reti telefoniche nel meridione

Fonte: oneadsl

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venerdì 11 settembre 2009

C'è un buco in Windows 7 Rc, Vista e Server 2008

Il protocollo Smb è affetto da un bug che può mandare in crash il computer. Immune la versione finale di Windows 7.

A pochi giorni dal rilascio mensile di patch (che ha visto Microsoft correggere cinque falle critiche presenti nelle varie versioni di Windows) un nuovo problema emerge sotto forma di una vulnerabilità scoperta in Windows Vista e Windows Server 2008.

Il bug risiede nell'implementazione del protocollo Smb (usato per condividere risorse all'interno di una rete locale) presente in queste due versioni di Windows: la conseguenza più lieve di un attacco è il crash del computer, ma in alcuni casi è possibile eseguire del codice da remoto.

Sono immuni da questo problema Windows 2000 e Windows Xp, i quali usano una diversa implementazione di Smb; quella di Vista è stata riscritta apposta per questo sistema e usata anche per Windows 7.

La cosa curiosa è che, sebbene Windows 7 Release Candidate sia affetto da questa vulnerabilità, la versione finale non lo è: ciò significa che Microsoft era già a conoscenza del bug - tanto da correggerlo nella Release To Manufacturing di Seven - ma non si è preoccupata di sviluppare una patch per i sistemi operativi precedenti finché l'exploit non è stato reso pubblico.

Anche Windows Server 2008 R2, che si basa sul codice di Windows 7, è immune: solo gli sfortunati utenti di Vista e Server 2008 sono dunque esposti alla vulnerabilità, per la quale è ora finalmente allo studio una patch.

Ancora non si sa se l'eventuale correzione verrà pubblicata insieme alle altre patch di ottobre o se verrà istituito un rilascio fuori programma.

Fonte: zeusnews.com

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mercoledì 22 luglio 2009

False offerte di lavoro: La Poland Metals Inc.

Si è trattato di un attacco in grande stile quello che nelle scorse ore ha colpito migliaia di caselle di posta elettronica italiane. Mai in passato era stata rilevata una simile “ondata” nel campo delle “false offerte di lavoro”.

L’e-mail incriminata è quella proveniente dalla Poland Metals Inc. , fantomatica azienda siderurgica, e dal suo dipendete Natalie Bruno.

Nonostante un italiano stentato ed a tratti mal tradotto il testo del messaggio è particolarmente allettante ed al tempo stesso insidioso: lavorare poche ore al giorno in cambio di un alto reddito.

Si tratta della tipica esca per questo tipo di raggiro ed a confermare che si tratti di una truffa anche il passaggio “Noi non siamo ancora allargati, ed e per questo che dopo aver conquistato il mercato di Polonia si passa a raggiungere l’Italia” che si traduce come sempre nella loro necessità di trovare in Italia un rappresentate per i pagamenti, ossia qualcuno che sia disposto a mettere (inconsapevolmente) a disposizione dei truffatori il proprio conto corrente per ricevere ed inviare denaro.

Perché questo tipo di truffa? Con l’evolversi del phishing ed i controlli effettuati dalla banche per i truffatori sottrarre denaro dai conti on-line è più difficile. Un bonifico diretto verso paesi dell’est attirerebbe l’attenzione e potrebbe essere immediatamente bloccato dall’istituto di credito.

Per questo motivo i truffatori decidono di far rimbalzare le somme rubate attraverso conti italiani, quindi difficilmente rintracciabili a differenza di uno estero, per poi far uscire le somme attraverso circuiti paralleli come WesterUnion o MoneyGram.

Per convincere sconosciuti a mettere disposizione il proprio conto corrente, ecco comparire le false offerte di lavoro. L’aspirante lavoratore presta alla ditta il proprio conto corrente nel quale riceverà di volta in volta cifre differenti, il suo compito è di trattenere una percentuale per se (solitamente intorno all’8%) ed inviare il resto, ad un altro conto o facendo uso di sistemi esterni.

Un attività semplice e remunerativa ma che in realtà rende l’utente complice di un attività di riciclaggio di denaro punibile ai sensi dell’art.648-bis del Codice Penale con la reclusione dai 4 ai 12 anni. Ed sentenze del genere in Italia non sono mancate. Il consiglio in presenza di tali e-mail è di cestinarle immediatamente.

Questa è l’e-mail della Poland Metals Inc.

Oggetto: Redditizio lavoro part-time (ˆ 60 000)
Il suo curriculum e stato trovato sul sito job. Abbiamo esaminato la sua candidatura e desideriamo offrire a Lei una posizione nei confronti della nostra azienda. Se e cambiato il tuo curriculum, La preghiamo di inviarci una versione aggiornata via e-mail, indicato alla fine della lettera.

Il mio nome e Natalie Bruno, Sono un dipendente manager in azienda Poland Metals Inc.
In breve la nostra azienda: abbiamo a che fare con la vendita e l’acquisto di certificati di metallo in Europa. Il nostro ufficio centrale si trova in Polonia.

La prima licenza per le attivita in Polonia, e stato rilasciato nel 1998. Oggi abbiamo i nostri uffici e dipendenti nel tutto mondo. Noi lavoriamo con i singoli clienti, come anche con le imprese.

Offriamo ideali condizioni di lavoro. Una volta allanno vi possiamo proporre 2 settimane di vacanza in localita della Polonia. Tutti i nostri dipendenti sono dotati di un intero kit per avere la possibilita di lavorare in ogni parte del mondo. Assolutamente gratuito di concedere un computer portatile (marca Dell, HP o Apple) e il cellulare (marca Blackberry o iPhone), dobbiamo pagare per l’accesso a internet e di comunicazione mobile.

Noi non siamo ancora allargati, ed e per questo che dopo aver conquistato il mercato di Polonia si passa a raggiungere l’Italia. Il primo passo - e di formare il personale. Ovvero, ci sono offerte di occupare una posizione dinamica nella societa in via di sviluppo.

Nella fase di formazione del personale, offriamo la possibilita di orari flessibili o part-time occupazione.

Stipendio annuo e 60 000. Apprezziamo il dipendente ben istruito, che e il motivo per cui se avete MBA, e concesso l’aumento del salario. Ogni certificato in gran parte e individuale e per questo che ogni decisione deve essere stipulata con capo gestore anche dopo di essere assunto.

Con l’espansione di l’influenza della nostra azienda sul mercato Italiano, la promozione e naturalmente concessa a voi.

Siamo sempre lieti di rispondere a tutte le vostre domande e stabilire le condizioni di collaborazione. E possibile mettersi in contatto con noi per telefono (dalle 8 del mattino fino 6 pm, Lunedi-Venerdi) o tramite e-mail in qualsiasi momento, comodo per voi. Siamo lieti di ricevere la vostra risposta.

Si prega di rispondere solo al nostro indirizzo e-mail: natalie.pm.inc@gmail.com
Natalie Bruno,
Poland Metals Inc.

Fonte anti-phishing.it

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