lunedì 26 gennaio 2009

Film da P2P e BitTorrent sulla TV in streaming con Myka. Ma funzionerà?

Myka, l'apparecchio che dovrebbe consentire di scaricare contenuti digitali dai canali peer-to-peer e dalla reti BitTorrent direttamente sulla TV, forse sta per arrivare davvero sul mercato.

Myka si presenta come un set-top box elegante, di colorazione bianca, molto simile a un Mac Mini o alla Apple TV e si affida a un sistema operativo embedded basato su Linux, ospitato su una memoria flash da 16 megabyte. Tra le altre caratteristiche tecniche, segnaliamo la connessione senza fili Wi-Fi 802.11g, la connessione via cavo Ethernet R45, le uscite video e audio rappresentate da una HDMI, una composita, una S-Video e una S/PDIF, una porta USB per l’aggiunta di un disco esterno, e un hard disk interno con capacità di storage di 80, 160 o 500 gigabyte. A seconda dell’hard disk scelto, si dovranno pagare 299, 349 o 459 dollari.

L’utente può gestire Myka attraverso un’interfaccia web o mediante il telecomando fornito in dotazione. Grazie al programma di gestione del protocollo BitTorrent e al sistema operativo Linux-based, il dispositivo è capace di effettuare direttamente lo streaming dei contenuti sulla TV nei formati 4:3 e 16:9 e HD Ready a 1080i.

I formati audio/video supportati sono: DivX, MPEG-2, WMV, H.264, MP3 e WMA. In altre parole, Myka è in grado di gestire in autonomia il processo di download e di riproduzione di film e file musicali, rendendo di fatto superfluo l’utilizzo di un personal computer.

Per l’utente ciò significa non dover decodificare e ricodificare i contenuti scaricati sui protocolli P2P per visualizzarli successivamente sul proprio schermo TV.

Se queste sono le promesse, non mancano voci critiche che esprimono forti perplessità sull’effettiva messa in produzione del dispositivo e sulle sue reali capacità. Secondo TorrentFreak, la società che produce Myka risulta poco propensa a rispondere alle richieste degli utenti e attua politiche commerciali ambigue.

I dubbi sull’onestà operativa dell’azienda hanno finito per generare dubbi sulla bontà del prodotto.

Fonte: http://www.webmasterpoint.org

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