venerdì 23 gennaio 2009

Ubuntu: risolto il bug che torturava gli hard disk

Si sa: i bachi più insidiosi sono quelli che non colpiscono tutti. Tuttavia, e con più di due anni di ritardo rispetto alla prima segnalazione, gli sviluppatori di Canonical hanno trovato una cura al famoso Bug #59695.

Il problema in questione, è giusto ricordarlo, riguardava la tendenza di ACPI (il software designato a gestire il risparmio energetico) a mettere troppo spesso gli hard disk in posizione parcheggio. Alcuni dischi fissi sono stressati maggiormente di altri durante queste operazioni, da cui il maggiore logoramento.

Per la serie “Mal comune mezzo gaudio”, il baco non ha colpito solo Ubuntu: a subire l’eccessivo entusiasmo di ACPI sono stati anche alcuni portatili equipaggiati con Mandriva, Suse, Debian e Fedora. Probabilmente anche molte altre distribuzioni minori sono state vittime del bug, visto che gran parte della base di codice resta comune.

A tutti gli utenti Ubuntu non resta che aspettare che la patch superi i test di qualità e venga messa a disposizione nei repository ufficiali. Esiste, però, anche un modo per poterla installare con un po’ di anticipo, attivando il repository “Proposed”. Ecco come fare:

* dal menu “Sistema”, nel sotto-menu “Amministrazione” avviare “Sorgenti Software”. Quando richiesto, inserire la propria password (c’è bisogno dei privilegi di amministrazione);

* nella scheda “Aggiornamenti” assicurarsi che la casella “Aggiornamenti Proposti (intrepid-proposed)” sia selezionata. Se usate Hardy invece di “intrepid-proposed” apparirà “hardy-proposed”;

* premere il pulsante “Chiudi”;

* apparirà una nuova schermata in cui Ubuntu consiglia di ricaricare l’elenco dei repository. Accettare il consiglio premendo il pulsante “Ricarica”;

* a questo punto occorre solo aspettare che l’elenco dei repository sia aggiornato. Dopo di questo sarà compito di Ubuntu segnalarvi la presenza di nuovi aggiornamenti, installabili tramite la normale procedura di aggiornamento.

Il repository proposed contiene una serie di pacchetti ancora al vaglio dei tester e che, a meno di trovarvi dei gravi problemi, finiranno nei repository ufficiali. In genere è consigliato attivare questi repository, a meno di utilizzare il sistema in ambienti “mission critical”.

Fonte: http://www.oneopensource.it

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