giovedì 19 febbraio 2009

No al filtraggio: Cassinelli contro D'Alia

Nell’ambito del disegno di legge sulla sicurezza, all'inizio di febbraio il Senato ha approvato un emendamento del presidente dei senatori dell’Udc, Giampiero D’Alia, che prevede la repressione dei casi di apologia e incitamento via Internet di associazioni mafiose, criminose, eversive, terroristiche, oltre che di violenza sessuale, discriminazione, odio etnico, nazionale,razziale e religioso.

La norma obbliga i fornitori di servizi di connettività alla rete Internet ad utilizzare gli strumenti di filtraggio necessari, applicando sanzioni pecuniarie per gli inadempienti.

Niente da dire sulla buona intenzione di ripulire la Rete dai cattivi esempi, ma molti hanno trovato tali misure contrarie al diritto che ogni cittadino ha garantito di potersi esprimere liberamente e di informarsi da fonti molteplici.

Procedere alla regolamentazione di Internet seguendo questa via diventa "pericoloso per la libertà della Rete" ha detto l'onorevole Roberto Cassinelli del Pdl, promotore di un testo, un "emendamento all'emendamento" si legge su Punto Informatico, che dovrebbe correggere le ambiguità dell'articolo 50 bis proposto dal collega.

D'Alia ha difeso la sua posizione spiegando che era "necessario creare uno strumento di intervento immediato", di cui finora l'ordinamento è stato carente.

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