sabato 21 marzo 2009

HP punta su batterie più efficienti

Roma - Come già anticipato un anno fa, HP ha cominciato a rinnovare le proprie linee di accessori e ricambi per una buona parte del parco notebook aziendale (circa il 70%), mettendo in commercio le nuove batterie agli ioni di litio "Sonata" prodotte dalla start-up Boston Power. Con una spesa non proprio economica l'utente può in un sol colpo aiutare l'ambiente e migliorare il rendimento energetico del portatile.

La tecnologia dietro Sonata rappresenta ancora un mistero in quanto a funzionamento pratico, ma chi le produce assicura che le batterie vengono ricaricate per l'80% del totale in soli 30 minuti invece che in qualche ora, prevengono eventuali fenomeni di surriscaldamento con relativi fuochi d'artificio (leggi niente batterie esplosive in circolazione) e non perdono la loro capacità nominale dopo un numero cospicuo di cicli di carica/scarica, al contrario delle tradizionali unità li-ion.

La promessa di Boston Power è evidentemente ben più di una semplice promessa se HP ha deciso di supportare la tecnologia con il proprio marchio, sostituendo sia le batterie dei laptop in via di commercializzazione che quelle vendute come accessori e ricambi.
Gli accumulatori Sonata, venduti come toccasana per l'ambiente e la coscienza dei consumatore sull'orlo di una crisi di nervi in tempi di cataclismi economico-sistemici, vengono offerti con una garanzia di tre anni, vale a dire tre volte quella inclusa nelle altre batterie.

L'unico problema della nuova iniziativa di HP, a dirla tutta, è anche quello che potrebbe trasformare le batterie ecosostenibili in un boomerang sul mercato vale a dire il fattore prezzo: i 18 modelli di PC che verranno rinnovati con gli accumulatori Sonata costeranno il 20% in più dei corrispondenti esemplari con batterie tradizionali, mentre l'acquisto del prodotto come accessorio costerà 150 dollari. Non proprio un toccasana in tempi di portafogli chiusi, o anche vuoti nel peggiore dei casi.

Tanto più che secondo le indagini di Forrester Research, se è vero che due terzi dei consumatori sostengono che i loro acquisti sono influenzati direttamente da principi di responsabilità sociale, soltanto il 18% di chi dichiara queste buone intenzioni si dice disposto a spendere di più (in questo caso molto di più) per supportare con i fatti tali principi.

Fonte: Punto-Informatico

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