giovedì 30 aprile 2009

Utenti P2P italiani intercettati a migliaia

La lotta al P2P si fa sempre più forte in tutto il mondo e i problemi e le questioni irrisolte si moltiplicano su tutti i fronti.

Perchè è inutile nasconderci dietro ad un dito: scaricare film, musica o videogiochi protetti dal diritto d'autore è illegale e nel lungo termine danneggia le major discografiche, cinematografiche e l'industria dei videogames.

Le danneggia anche se non così gravamente come riportano le associazioni di settore, ma sicuramente procura danni ad autori, artisti e a tutto l'indotto.

Il problema centrale è che non si sta affrontando la questione del P2P nel modo giusto sin dalle basi ovvero non ci si pone l'intento di creare delle regole all'interno di un quadro normativo chiaro che regolarizzi Internet a livello mondiale e non a livello di singola nazione.

Dal 2000, dall'inizio della maggiore diffusione di Internet in Italia, ho scritto e ripetuto che senza una legislazione mondiale creata all'interno dell'Onu o perlomeno nell'Unione Europea, nessuna legge ha senso e sarà mai in grado di essere fatta rispettare in quanto non si riuscirà mai ad applicare per la stessa natura di Internet fatta di collegamenti internazionali che travalicano i confini nazionali e di conseguenze le magistrature e la polizie delle singole nazioni.

Una piccola tassa sul P2P potrebbe essere la soluzione migliore, senza cadere, però, nell'errore della tassa dell'equo compenso che viene fatta pagare per i dvd e i cd vergini in Italia e in altre nazioni europee partendo dal presupposto che se si compranno supporti multimediali vergini lo si fa perchè si devono copiare in modo illecito film, software o musica.

Dopo questa, ma secondo me doverosa ampia parentesi per inquadrare al meglio l'attuale situazione che si protrae in realtà dalla nascita della stessa Internet e il mio personale pensiero in materia, passiamo alle news del fine settimane relative al P2P in Italia.

Infatti, dopo la sentenza di colpevolezza di Pirate Bay di venerdì non sono mancate le prima conseguenza nel nostro Paese da sempre in prima linea con la Francia per cercare di bloccare il file sharing con interventi ( spesso "sbilenchi" ) di politici e associazioni, senza ovviamente pensare a creare un quadro normativo degno di tale nome.

E così la Procura di Bergamo è tornata a chiedere il blocco di Pirate Bay, il più grande motore di ricerca di file torrent al mondo, nel nostro Paese, in modo tale che nessun utente italiano con una normale connessione possa giungere al sito tanto discusso in queste ultime ore.

Fonte: webmasterpoint

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