giovedì 31 dicembre 2009

Modificare la schermata di accesso di Windows 7 con Thoosje Logon Editor

Microsoft, ha permesso agli utenti la possibilità di modificare questa schermata senza intaccare file di sistema, grazie a soluzioni di terze parti.( http://www.onewindows.it/17/03/2009/windows-7-la-schermata-di-login-sara-personalizzabile/ )

Sul sito http://www.intowindows.com/edit-windows-7-logon-screen-with-thoosje-windows-7-logon-editor/ abbiamo trovato questo software, chiamato Thoosje Windows 7 Logon Editor.

Si tratta di un programma semplice che permette di cambiare lo sfondo predefinito e offre opzioni di backup e ripristino della schermata di default, utile nel caso non fossimo soddisfatti del risultato ottenuto e volessimo tornare all’immagine predefinita.

È possibile scaricare Thoosje Windows 7 Logon Editor cliccando su sito ufficiale http://www.thoosje.com/windows-7-logon-screen-editor.html . Vi consigliamo, inoltre, di consultare la ricca galleria di sfondi presente sul sito.

http://www.onewindows.it

martedì 22 dicembre 2009

StreamRai ti porta la televisione nel computer

Software Applicativo - Se vuoi vedere la TV direttamente nel tuo PC e registrarne anche le trasmissioni, StreamRai è il programma giusto per te: consente di accedere a canali nazionali (fra i quali RAI e Mediaset), con una buona buona definizione, gratuitamente e senza bisogno di installare alcunché.
Dopo aver imparato a visualizzare i programmi televisivi sul vostro computer equipaggiato con Ubuntu grazie a Ubuntuwin TV ( http://www.megalab.it/5423/vedere-i-canali-televisivi-e-ascoltare-la-radio-con-ubuntuwin-tv ), non poteva mancare l'equivalente programma per Windows. Oggi conosciamo StreamRai, attualmente arrivato alla versione 0.6.

Il software è sviluppato da un italiano, Fabio Ciotoli ( http://www.ciotoli.it/ ) ed è distribuito gratuitamente. Lo sviluppatore ha però inserito un banner nella schermata del programma e chiede di cliccarci sopra almeno una volta al giorno in caso il programma incontri il vostro favore.

L'applicazione non richiede installazione ed è grande poco più di 300 kB.

Il programma è relativamente recente, ma bisogna dire che sta crescendo veramente bene, con l'inserimento ad ogni release di nuove funzioni e canali televisivi.

Oltre ad essere in regola con l'abbonamento Rai, gli unici requisiti per far funzionare StreamRai sono l'installazione del player multimediale VLC ( http://www.videolan.org/ ) e di Microsoft .Net Framework.( http://www.microsoft.com/downloads/details.aspx?familyid=AB99342F-5D1A-413D-8319-81DA479AB0D7&displaylang=it )

Scaricate StreamRai e salvatelo in una cartella qualsiasi del vostro PC, quindi lanciate l'eseguibile. Quando lo avviate per la prima volta, vedrete comparire un messaggio come questo
il file streamrai.ini non esiste. É necessario settare i percorsi nelle preferenza

Premete OK per proseguire e procedere con l'unica, piccola configurazione richiesta.

Andate su File - Preferenze e inserite il percorso di installazione del programma VLC: su Vista è di solito C:\Program Files\VideoLAN\VLC mentre su XP è C:\Programmi\VideoLAN\VLC.

Indicate in seguito la cartella nella quale salvare le registrazioni.

Chiudete e riavviate StreamRai per attivare le modifiche fatte.

A questo punto il programma è pronto: vi basta cliccare su uno dei canali per avviare la riproduzione dello streaming del segnale televisivo.

Nelle Funzioni sperimentali, ma pienamente funzionanti, trovate la possibilità di registrare quello che state riproducendo in streaming e diversi tipi di visualizzazione dell'immagine.

Non vi resta che avviare la riproduzione: magari l'immagine non è sempre perfetta, ma più che sufficiente per godervi lo spettacolo.

Potete tranquillamente salvare lo streaming in un video, e rivederlo poi con un qualsiasi player multimediale. Per il momento è supportato solamente il formato MPEG per la registrazione, ma non è escluso che le prossime build possano offrire maggiore libertà di scelta.

i file vengono salvati nella cartella scelta e sono riconoscibili dalla data e ora di registrazione che appare nel nome.

Software Applicativo - Se vuoi vedere la TV direttamente nel tuo PC e registrarne anche le trasmissioni, StreamRai è il programma giusto per te: consente di accedere a canali nazionali (fra i quali RAI e Mediaset), con una buona buona definizione, gratuitamente e senza bisogno di installare alcunché.

Dopo aver imparato a visualizzare i programmi televisivi sul vostro computer equipaggiato con Ubuntu grazie a Ubuntuwin TV, non poteva mancare l'equivalente programma per Windows. Oggi conosciamo StreamRai, attualmente arrivato alla versione 0.6.

Il software è sviluppato da un italiano, Fabio Ciotoli ed è distribuito gratuitamente. Lo sviluppatore ha però inserito un banner nella schermata del programma e chiede di cliccarci sopra almeno una volta al giorno in caso il programma incontri il vostro favore.

L'applicazione non richiede installazione ed è grande poco più di 300 kB.

Il programma è relativamente recente, ma bisogna dire che sta crescendo veramente bene, con l'inserimento ad ogni release di nuove funzioni e canali televisivi.

Oltre ad essere in regola con l'abbonamento Rai, gli unici requisiti per far funzionare StreamRai sono l'installazione del player multimediale VLC e di Microsoft .Net Framework.

Scaricate StreamRai e salvatelo in una cartella qualsiasi del vostro PC, quindi lanciate l'eseguibile. Quando lo avviate per la prima volta, vedrete comparire un messaggio come questo


Premete OK per proseguire e procedere con l'unica, piccola configurazione richiesta.

Andate su File - Preferenze e inserite il percorso di installazione del programma VLC: su Vista è di solito C:\Program Files\VideoLAN\VLC mentre su XP è C:\Programmi\VideoLAN\VLC.

Indicate in seguito la cartella nella quale salvare le registrazioni.


Chiudete e riavviate StreamRai per attivare le modifiche fatte.

A questo punto il programma è pronto: vi basta cliccare su uno dei canali per avviare la riproduzione dello streaming del segnale televisivo.

Nelle Funzioni sperimentali, ma pienamente funzionanti, trovate la possibilità di registrare quello che state riproducendo in streaming e diversi tipi di visualizzazione dell'immagine.


Non vi resta che avviare la riproduzione: magari l'immagine non è sempre perfetta, ma più che sufficiente per godervi lo spettacolo.


Potete tranquillamente salvare lo streaming in un video, e rivederlo poi con un qualsiasi player multimediale. Per il momento è supportato solamente il formato MPEG per la registrazione, ma non è escluso che le prossime build possano offrire maggiore libertà di scelta.


I file vengono salvati nella cartella scelta e sono riconoscibili dalla data e ora di registrazione che appare nel nome.

Se vi serve un formato video differente, potete sempre convertire quanto salvato con uno dei programmi segnalati in questo articolo. http://www.megalab.it/3716/confronto-5-programmi-per-la-conversione-di-file-multimediali


http://www.megalab.it/

lunedì 21 dicembre 2009

Mediaset, trasmissioni anche online

A gennaio parte Video Mediaset, piattaforma che permette di vedere in streaming i programmi poco dopo la messa in onda in Tv.

Video Mediaset Pier Silvio Berlusconi

Non è un caso se Mediaset si è scagliata con tanta forza contro YouTube, reo di ospitare alcune clip dal Grande Fratello e per questo condannato dal Tribunale di Roma: l'azienda sta infatti per lanciare il proprio servizio di video online on demand.

Dall'11 gennaio 2010 un nuovo portale, Video Mediaset inizierà l'attività proponendo alcuni programmi della prossima stagione televisiva - come Zelig o Amici - poco dopo la trasmissione in televisione.

Ad annunciare la novità è Pier Silvio Berlusconi, vicepresidente del gruppo Mediaset, il quale ha spiegato che "l'offerta, che consente di vedere brevi filmati di tutti i programmi, aumenterà più del 50%. E inaugureremo il servizio 'full episode' che permette di vedere per intero i nostri programmi: in particolare tutti i prodotti di news, infotainment e i reality".

Attraverso il Web non saranno accessibili alcuni contenuti, come le fiction: è ancora Berlusconi a spiegare il motivo, sostenendo che "in questa offerta sempre crescente e frammentata, a mio parere, bisogna evitare di fare ulteriore confusione tra contenuti tipici delle reti generaliste, della pay tv e di Internet".

http://www.zeusnews.com/

giovedì 17 dicembre 2009

Google prepara il motore di ricerca quantistico

Grazie alla collaborazione con D-Wave, Google afferma di aver realizzato un algoritmo dalle prestazioni incredibili e che sfrutta il primo chip quantistico.

Google computer quantistico D-Wave

L'idea di un computer quantistico è qualcosa che, per la sua complessità di realizzazione, rasenta la fantascienza. A sorpresa, Google fa sapere di stare studiando da tre anni l'impiego di questa tecnologia, e che addirittura un primo esemplare sarebbe già stato prodotto e usato.

A realizzare la parte hardware - spiega un post sul Google Research Blog - è stata l'azienda canadese D-Wave. Un computer quantico - non basato sui bit ma sui qubit, in grado di assumere contemporaneamente i valori di 0 e 1 - se davvero realizzato renderebbe disponibili capacità di elaborazione finora quasi inimmaginabili.

Negli ultimi tre anni Google ha lavorato su un algoritmo in grado di riconoscere gli oggetti partendo da immagini fisse o in movimento: grazie alla combinazione dell'algoritmo con l'hardware di D-Wave Google sarebbe riuscita a realizzare un motore di ricerca più veloce di quello che potrebbe farae con qualsiasi attrezzatura Big G abbia attualmente in dotazione.

Non tutto è così pacifico, tuttavia: Hartmut Neven, estensore del post sul blog di Google, ammette che "non è facile dimostrare che un sistema multi-qubit come il chip di D-Wave mostri davvero il comportamento quantistico desiderato". La strada, insomma, sembra ancora lunga.

http://www.zeusnews.com/

mercoledì 16 dicembre 2009

I processori di Intel per il 2010

Arriveranno i Core i3 e l'architettura per i portatili Arrandale. Intanto è già nato il primo prototipo funzionante di Cpu a 48 core.

[ZEUS News - www.zeusnews.com - 15-12-2009]
Intel Core i3 Arrandale 48 core

Intel si sta preparando a rivelare le proprie carte: se le indiscrezioni saranno confermate, il prossimo giovedì 17 dicembre, durante un evento a San Francisco, svelerà in anteprima la prossima generazione di processori, costruita a 32 nanometri.

Sarà una sorta di "prova generale" in attesa del Consumer Electronic Show che si terrà a gennaio; star di San Francisco dovrebbero essere i processori Core i3, ultimo tassello della famiglia Core i.

Se le Cpu Core i7 sono dedicate ai sistemi di fascia alta e i Core i5 a quelli di fascia media, i Core i3 vanno a occupare la zona inferiore del settore, quella dedicata a chi non necessita di grandi prestazioni sia che decida di acquistare un desktop sia che preferisce dotarsi di un laptop.

Per i portatili Intel mostrerà l'architettura Arrandale, basata su processori dual core e grafica integrata in un unico package, mentre per tutti i nuovi Core i5 e Core i7 sarà disponibile la tecnologia Turbo Boost, che permette di operare sulle prestazioni dei singoli core dei processori secondo le necessità.

Il reparto di ricerca e sviluppo di Intel sta intanto spingendo al massimo l'acceleratore per quanto riguarda la creazione di processori multicore, arrivando a produrre un cosiddetto Single-chip Cloud Computer dotato di 48 core e in grado di eseguire i normali software scritti per l'architettura x86.

Ogni singolo core non è particolarmente potente: Justin Rattner, Chief Technology Officer di Intel, lo paragona a un Atom di fascia bassa, ma è la somma delle componenti a determinare la potenza complessiva del processore.

La dimostrazione del funzionamento della Cpu Scc a 48 core è stata fatta eseguendo senza problemi Windows e Linux: Intel mira in questo modo a sottolineare la compatibilità con il passato della propria soluzione, a differenza di quanto proposto dai concorrenti con prodotti egualmente potenti ma non in grado di eseguire il software attualmente di uso comune.

Il chip, che può attivare e spegnere i singoli core a seconda della necessità, consuma tra i 25 e i 125 watt ed è costruito con tecnologia a 45 nanometri; supporta fino a 64 Gbyte di Ram.

"Le macchine riusciranno a capire il mondo come fanno gli umani" illustra Rattner. "Vedranno, sentiranno, probabilmente parleranno e faranno molte cose che imiteranno le capacità umane, e ciò richiederà un'enorme potenza di calcolo".

http://www.zeusnews.com/

Ennesima falla in Adobe Reader e Acrobat

Adobe sta investigando, e la patch ancora non c'è.

Falla Adobe Reader Acrobat Pdf

La conferma ufficiale deve ancora arrivare - e lo farà non appena Adobe concluderà le indagini - ma pare che ci sia un'altra falla in Acrobat e nel Reader.

Le versioni precedenti alla 9.2 sono vulnerabili e consentono a chi è in grado di sfruttare il bug (classificato da Secunia come Estremamente critico) di eseguire codice sul sistema della vittima, anche da remoto.

Nell'attesa di una patch, il sistema consigliato per proteggersi è lo stesso dell'altra volta; in alternativa è sempre possibile utilizzare un altro software per la lettura e la creazione dei Pdf, almeno finché l'allarme non sarà cessato.

Considerata la diffusione del software di Adobe, la realizzazione di file Pdf appositamente creati per sfruttarne le falle è un sistema sempre più apprezzato dai pirati informatici.

http://www.zeusnews.com/

Ennesima falla in Adobe Reader e Acrobat

Adobe sta investigando, e la patch ancora non c'è.

Falla Adobe Reader Acrobat Pdf

La conferma ufficiale deve ancora arrivare - e lo farà non appena Adobe concluderà le indagini - ma pare che ci sia un'altra falla in Acrobat e nel Reader.

Le versioni precedenti alla 9.2 sono vulnerabili e consentono a chi è in grado di sfruttare il bug (classificato da Secunia come Estremamente critico) di eseguire codice sul sistema della vittima, anche da remoto.

Nell'attesa di una patch, il sistema consigliato per proteggersi è lo stesso dell'altra volta; in alternativa è sempre possibile utilizzare un altro software per la lettura e la creazione dei Pdf, almeno finché l'allarme non sarà cessato.

Considerata la diffusione del software di Adobe, la realizzazione di file Pdf appositamente creati per sfruttarne le falle è un sistema sempre più apprezzato dai pirati informatici.

http://www.zeusnews.com/

martedì 15 dicembre 2009

Sawiris: la banda larga in Italia anche senza Telecom

Il quotidiano La Stampa, ha di recente intervistato Naguib Sawiris, imprenditore egiziano, leader del settore delle telecomunicazioni del vecchio continente e proprietario di Wind.

L’intervista è davvero interessante perché punta il dito sui possibili scenari futuri del settore delle telecomunicazioni in Italia.

Naguib Sawiris sottolinea infatti come sia necessaria nel nostro Paese una nuova rete in fibra ottica per supportare lo sviluppo della banda larga. Questa rete dovrebbe costare tra i 2 e i 3 miliardi di euro, una cifra alta ma non irraggiungibile che potrebbe essere coperta da partner italiani e anche da contributi statali.

Naguib Sawiris specifica inoltre che sarebbe opportuno, anche se non obbligatorio, che Telecom partecipi a questa cordata ma che volendo si potrebbe anche fare a meno dell’ex monopolista di stato delle telecomunicazioni.

Il progetto comunque c’è e avrebbe avuto anche il via dall’antitrust e anche il Governo italiano avrebbe dato l’ok.

Insomma all’orizzonte sembrano profilarsi novità davvero interessanti per il settore delle telecomunicazioni italiane.

Il 2010 dunque potrebbe essere l’anno della svolta, Telecom o non Telecom…

http://www.oneadsl.it/

lunedì 14 dicembre 2009

attentato a berlusconi novità

Stasera a Striscia la Notizia intervista in esclusiva due testimoni, i quali, prima che Massimo Tartaglia aggredisse Silvio Berlusconi colpendolo al volto, avrebbero avvisato la Polizia di un possibile attentato al Premier, senza essere presi in considerazione.

La redazione di Striscia la Notizia ha ricevuto la segnalazione di due fratelli che ieri si trovavano casualmente in Piazza Duomo a Milano dove si stava svolgendo il comizio per il tesseramento del PdL, presenziato da Silvio Berlusconi. Tra la folla avrebbero sentito i commenti di Massimo Tartaglia che minacciava un'aggressione. "Abbiamo notato una persona che era in piedi vicino allo stand del PdL", affermano ai microfoni di Striscia gli intervistati, "la quale, agitata, parlava di Berlusconi dicendo che lo stava aspettando. Era una frase palesemente minacciosa e lasciava intendere che era uno squilibrato mentale. La sera poi lo abbiamo riconosciuto nelle riprese delle notizie in televisione".

I fratelli, insospettiti, avrebbero raggiunto una pattuglia nelle vicinanze: "Abbiamo deciso di informare una pattuglia della Polizia di Stato che sostava davanti alla Galleria di Piazza Duomo". Il poliziotto, però, impegnato in una conversazione telefonica, li avrebbe liquidati dicendo: "Chiamate il 113". Il due testimoni aggiungono: "Ci saremmo aspettati per lo meno un controllo e probabilmente quello che è accaduto si sarebbe potuto evitare".


http://www.striscialanotizia.mediaset.it/news/2009/12/14/news_5289.shtml

Disponibile Skype 4.2 Beta

Skype ha rilasciato nelle scorse ore la nuova versione, ancora non definitiva, del suo popolare software di messaggistica e VoIP.

Skype 4.2 Beta è così disponibile per il download a tutti gli utenti Windows che avessero intenzione di provarlo in anteprima, testando così con mano i miglioramenti apportati nonché le principali novità introdotte, tra cui, forse la più importante, la possibilità di trasferire le chiamate.

Se le migliorie funzionali e quelle legate alla stabilità del software sono marginali seppur importanti, merita decisamente di essere sottolineata la novità legata alla possibilità di trasferire gratuitamente una chiamata ad un nostro contatto Skype, mentre in caso di trasferimento su una linea fissa o su linea mobile l’operazione sarà a pagamento.

E sempre a proposito di pagamenti, ecco arrivare l’altra gradita novità di Skype 4.2 Beta, ovvero lo Skype Access, il servizio che consentirà di connettersi via WiFi da uno degli accessi pubblici convenzionati, pagando tramite il credito Skype e con tariffazione a minuto, un’opzione particolarmente utile in caso si abbia la necessità di collegarsi ad Internet per semplici operazioni di poca durata come inviare o leggere un’email e quant’altro.

Tra le novità dovrebbe anche esserci l’introduzione di un plugin per Google Chrome, in modo da integrare con il browser di Mountain View le funzionalità di Skype, esattamente come già fatto con i plugin per Internet Explorer e Firefox già rilasciati nelle precedenti versioni.

http://www.oneadsl.it/

domenica 13 dicembre 2009

Il digitale terrestre diventa mobile

L'Ici Box IB-MP102 è un lettore multimediale portatile che riproduce video, audio, foto e i canali in chiaro delle Tv digitale.

ICI BOX IB-MP102 DVB-T

L'Ici Box IB-MP102 di Raidsonic è un Multimedia Player portatile in grado di riprodurre musica, video e programmi televisivi (in chiaro) grazie al sintonizzatore DVB-T integrato.

Questo Ici Box è dotato di un display da 3,5 pollici, uscite audio/video e altoparlante integrato; sono inoltre presenti uno slot per schede SD (fino a 32 Gbyte), una porta mini-Usb e un'antenna flessibile.

Il peso totale è di 220 grammi, mentre i formati supportati sono: Mpg, Dat, Vob o Avi, (XviD, DivX4.0/5.0, MPEG 4 ASP) per i video, Mp3, Wav o Wma per l'audio e Jpg, Bmp o Gif per le foto.

La batteria agli ioni di litio permette di utilizzo continuativo per circa 4 ore (per i contenuti multimediali) o 3 ore (se si seguono i programmi della televisione digitale terrestre).

ICI BOX IB-MP102 è in vendita con l'astuccio da viaggio al prezzo di 89,90 euro Iva inclusa.

http://www.zeusnews.com

sabato 12 dicembre 2009

Uno studio inglese certifica la non dannosità del WiFi

Vi ricordate parecchio tempo fa, quando parlammo della psicosi da WiFi che si era sviluppata un po’ in tutta Europa? Se vi ricordate abbiamo avuto il famoso caso della Francia dove la protesta contro la presunta pericolosità del wireless aveva fatto spegnere moltissimi hot spot pubblici.

L’eco arrivò in Germania e in Svezia dove si arrivò a dire che il wireless poteva essere dannoso. Persino in Italia se ne parlò, addirittura tramite un’interrogazione parlamentare. Ma dopo alcuni mesi di caos, la questione si chiuse, o meglio diventò di secondo piano e la notiza cadde nel dimenticatoio.

Ora l’argomento torna alla ribalta, perché è stata pubblicata una ricerca inglese che garantirebbe che il WiFi non fa male alla salute.

Seconda la ricerca, il livello di segnale emesso dagli apparecchi wireless sarebbe troppo basso e comunque molto più basso dei dispositivi di telefonia mobile.

Dunque nessun pericolo, anche perché la ricerca continua, le frequenze del WiFi sono molto simili a quelle utilizzate per molte altre apparecchiature (TV, radio…) sulle quali nessuno evidenzia particolari pericolosità.

C’è davvero da fidarsi o domani arriverà una ricerca contraria? Chissà, ma nel frattempo meglio sempre adottare il buon vecchio metodo precauzionale. Se avete un dispositivo wireless a casa, collocatelo lontano dalla zona notte e spegnetelo durante le ore di inattività…

http://www.oneadsl.it/

Telecom Italia: in arrivo CuboVision

Si annunciano novità per Telecom Italia. Il principale provider delle telecomunicazioni nazionale sembra in procinto di lanciare un nuovo e interessante progetto chiamato CuboVision, sul quale finora il gruppo ha cercato di mantenere un certo riserbo.

Ufficialmente infatti, di CuboVision non si conosce nulla se non l’home page del sito ufficiale che annuncia il “coming soon” della novità. Tuttavia, dalla rete emergono alcune indiscrezioni che hanno una certa autorevolezza e che sembrano convogliare tutte quante su un aspetto: la novità di Telecom Italia dovrebbe consistere in un nuovo set-top box per la TV del futuro.

Stando ai bene informati del Web infatti, il progetto CuboVision consisterebbe in un nuovo set-top box potenzialmente rivoluzionario, un device in grado di convogliare in un’offerta unica tutte le offerte disponibili sulle varie piattaforme televisive digitali che al giorno d’oggi offrono contenuti televisivi.

Sarebbe, in un certo senso e prendendo in prestito un termine quantomai abusato negli anni, il tanto atteso “decoder unico“, lo sarebbe non tanto nel senso “legislativo” dell’espressione, quanto nel senso che questo decoder si porrebbe sul mercato come l’unico in grado di ricevere al suo interno l’offerta presente su digitale terrestre, IPTV e Web TV, quasi come dire… il “non plus ultra” per il moderno telespettatore attuale.

L’idea di vedere racchiusi in un unico apparecchio i contenuti del DTT, così come quelli dell’IPTV e quelli, ancor più sterminati e variegati del mondo di Internet, solleticherà sicuramente gli appassionati di TV digitale, ma sarà senz’altro un fattore molto apprezzato anche da chi la TV la vede come semplice fonte di intrattenimento tra un’attività e l’altra, senza dare ad essa un posto di rilievo fra i propri interessi.

Per tutti indifferentemente sarebbe infatti innegabile la comodità di accedere direttamente sulla TV del salotto ad un numero altissimo di contenuti, il tutto direttamente da un solo decoder e soprattutto con l’uso di un solo telecomando (tasto dolente soprattutto per i meno esperti legato alla “rivoluzione digitale” degli ultimi tempi), per non parlare della probabile presenza di un hard disk da 500GB che darà la possibilità di sfruttare le comodità della fruizione on-demand tipiche di IPTV e Web TV anche al digitale terrestre.

In tutto questo è però difficile collocare la posizione dei principali provider a pagamento e soprattutto dei fornitori di contenuti, sempre parecchio restii ad aprire ad altri i propri sistemi i primi, sempre molto restii a consentire la registrazione libera dei propri contenuti tramite HDD i secondi, una questione delicata che fa riflettere su come novità di questo tipo verrebbero accolte da questi grandi gruppi.

Lo scenario resta però interessante ed è aperto a tutti i possibili sviluppi. Dire adesso se CuboVision sarà una vera rivoluzione è un po’ forzato, ma dare un certo risalto ad una novità assoluta che si annuncia interessantissima per il mercato italiano, sempre chiuso e poco permeabile alle novità, è quantomeno obbligatorio.

Forse per questo si parla proprio di rivoluzione da più parti. Se ciò sia corretto o meno è difficile dirlo senza aver prima visto né provato la novità, ma sta di certo che, qualunque caratteristiche il CuboVision avrà, esso sarà un passo in avanti verso quella convergenza multipiattaforma da tanti auspicata.

http://www.blogger.com/

Microsoft pubblica offerte di lavoro per Windows 8

Pochi giorni fa abbiamo pubblicato un post riguardante il successore di Windows 7, ovvero quel Windows 8 del quale già si parla. Dando un’occhiata al sito Microsoft Careers, è possibile notare ben sette offerte di lavoro riconducibili al prossimo sistema operativo di casa Microsoft.

In realtà non possiamo garantire la certezza di queste informazioni, poiché alcune tra queste inserzioni sono state velocemente modificate da Microsoft o rimosse, per cui nei prossimi giorni potreste non trovarle tutte. Ma tanto basta per capire che qualcosa intorno a Windows 8 (il cui nome è, ovviamente, del tutto provvisorio in attesa di conferme da parte di Microsoft) si sta muovendo.

Tra le principali richieste troviamo delle offerte come “Software Engineering: Test“, per gli aggiornamenti critici che porteranno alla produzione di Windows 8 e come impiegato di prova per la sperimentazione a livello internazionale.

Un’altra offerta riguarda Windows Server 8, mentre una delle più recenti inserzioni, pubblicata il 20 novembre 2009, riguarda un posto per la pianificazione del software. Come già pubblicato qualche giorno fa, infatti, Windows 8 è previsto per il 2012

Infine l’ultimo lavoro pubblicato il 24 novembre è destinato ad un tester per migliorare l’affidabilità, la sicurezza e la privacy in Windows 8.

È interessante notare, quindi, come Microsoft si stia attivando per tempo nella creazione dello staff che si occuperà di realizzare il successore di Windows 7 e che, come annunciato tempo fa, dovrebbe contenere numerose novità.

http://www.onewindows.it/

Sette difetti di Windows 7

Sin dalle sue prime versioni beta, fino al recente rilascio, Windows 7 ha raccolto numerose opinioni favorevoli. Ma nessun sistema operativo è davvero perfetto, e ovviamente questo vale anche per Windows 7.

Sul sito Pcworld.com sono stati pubblicati i risultati di un sondaggio condotto su 550 utenti di Windows 7 che si sono dichiarati estremamente soddisfatti. Ma le ultime vicende riguardanti le “schermate nere” apparse su numerosi sistemi Windows 7 hanno fatto drizzare le orecchie a numerosi esperti. E, anche se il problema delle schermate nere si è rivelato meno grave del previsto, ha dimostrato che anche Windows 7 ha i suoi difetti.

1. Windows 7 non include alcuni componenti storici di Windows: per migliorare le prestazioni e ridurre i tempi di avvio, Windows 7 non comprende software come Movie Maker, Messenger e Live Mail. Se non usate questi programmi non ne sentirete la mancanza. Diversamente potreste trovarvi a disagio.
2. Windows 7 non ha il supporto per vecchie stampanti e altri dispositivi: per lo stesso motivo, e per imporre più severi standard di compatibilità, alcuni driver per dispositivi e vecchie stampanti non sono stati implementati in Windows 7. Potreste quindi avere problemi con hardware come stampanti o webcam più vecchi di 6 anni.
3. Windows 7 ti obbliga ad usare una nuova interfaccia utente: nella creazione del nuovo sistema operativo, Microsoft ha ampiamente ritoccato la precedente interfaccia, con una serie di miglioramenti, alcuni molto utili, ma che potrebbero aver bisogno di un periodo di addestramento.
4. Windows 7 non è immune ai virus. In realtà, nessun sistema operativo è totalmente immune. E chi vi ha detto che Windows 7 lo sarebbe stato ha detto una cosa falsa. Lo dimostra un recente articolo secondo cui Windows 7 è vulnerabile a 8 virus su 10. Per cui mettetevi l’anima in pace: forse Windows 7 è migliore di altri sistemi operativi, ma un buon antivirus è l’unica soluzione per navigare (quasi) tranquilli.
5. L’installazione di Windows 7 potrebbe rivelarsi problematica: soprattutto se effettuate un upgrade da XP, perché potreste trovarvi di fronte a numerosi riavvii e malfunzionamenti. Inoltre non esiste alcun supporto ufficiale per chi aggiorna da XP a 7.
6. I prezzi di Windows 7 sono un po’ troppo alti e confusi: e su questo punto molti utenti si chiedono “Perché l’ultimo Mac OS costa 29 dollari, mentre Windows 7 va dai 100 ai 300 dollari?” Senza contare che Linux è completamente gratuito. È vero, esistono alcuni sconti, soprattutto grazie alle licenze OEM, ma Microsoft sta facendo poco per ridurre i prezzi, soprattutto perché di Windows 7 esistono diverse versioni dello stesso prodotto.
7. L’assistenza clienti è ancora troppo scarsa: in giro per i forum si trovano molti utenti non soddisfatti del servizio di assistenza della Microsoft, lamentandosi delle linee occupate, o perfino della mancanza di risposte soddisfacenti;

http://www.onewindows.it

venerdì 11 dicembre 2009

Treni: entro 2010 copertura wi-fi sui treni

ROMA - Entro il 2010 tutti i treni della tratta Firenze-Roma e nella zona sopra Bologna avranno la copertura totale wi-fi. Lo ha detto questa mattina l'amministratore delegato di Ferrovie dello Stato, Mauro Moretti, intervenendo a un convegno sulla figura di Guglielmo Marconi. ''Per la fine del 2010 i nostri treni saranno in tutto e per tutto degli uffici viaggianti'', ha affermato Moretti: ''Per fine 2010 completeremo la parte mancante della copertura totale wi-fi sulla tratta Firenze-Roma e nella zona sopra Bologna''. (RCD)

http://www.corriere.it/

Privacy e Facebook: Istruzioni per l'uso di un social network no risk

Le novità introdotte dal più popolare sito di social network, potrebbero generare confusione agli utenti più distratti. Ecco come configurare Facebook tutelando la propria riservatezza

ITespresso.it 11-12-2009
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I social network no risk, in tema di privacy, devono ancora essere inventati. Tuttavia, è possibile sistemare Facebook a prova di "spioni", configurando i setting nel modo più efficace.

I setting privacy su Facebook non sono stati semplificati, anzi, sono molto più complessi, ma anche più potenti. Aggiornarli è obbligatorio, anche perché di default lasciano foto e Post alla mercé della sfera pubblica. Se non si configurano, anche le "privatissime" visioni politiche e religiose vengono esposte a tutto il network.

La monetizzazione di Facebook passa attraverso la sua apertura ai motori di ricerca, per diventare "ricercabile" come Twitter, open di natura; ma l'eccessiva apertura di Facebook mette tuttavia a rischio la riservatezza degli utenti del Web 2.0.

Dal Top menu, sotto Settings bisogna andare su "Privacy Settings." Dalla schermata è necessario selezionare diverse categorie privacy. La più importante important è la pagina "Profile Information" che offre un controllo preciso su "cosa può vedere chi". Tutelare post, foto, visioni poltiche, religiose eccetera, è doveroso, per evitare problematiche relative alla propria esposizione dei dati.

Adesso un utente di Facebook può limitare certi messaggi a un sottogruppo di amici (per esempio: i membri di una famiglia, ma non i colleghi di lavoro).

Il campo del genere e della città di residenza possono essere lasciati in bianco, se non si desidera che tali informazioni siano condivise con persone esterne al sito.

Leggi l'ANALISI: Il Selvaggio Web nell'era di Facebook
http://www.itespresso.it/it/analysis/2009/12/10/il_selvaggio_web_nell_era_di_facebook

http://www.itespresso.it/

mercoledì 9 dicembre 2009

Dieci consigli per difendersi dalle truffe di Natale

Un decalogo per aiutare gli utenti a evitare i rischi degli acquisti online.

F-Secure 10 consigli acquisti natalizi truffe
Foto di Dragan Trifunovic

Secondo le compagnie di assicurazione, il 14% dei furti d'identità avviene su Internet. Per non rovinarsi le feste, gli esperti di F-Secure hanno stilato una lista di 10 consigli per uno shopping online sicuro.

1. Tieni al sicuro la tua identità.
Proteggi il tuo codice fiscale a tutti i costi: i venditori onesti non te lo chiederebbero mai. Stai molto attento prima di pubblicare o condividere qualsiasi tipo di informazione personale, come la data di nascita, l'indirizzo, il nome del tuo animale domestico e ogni altro dato che potrebbe essere usato per identificarti e compromettere le tue password.

2. Controlla gli estratti conto della tua carta di credito e del tuo conto corrente e segnala immediatamente alla tua banca ogni utilizzo non autorizzato.

3. Controlla che il sito web su cui stai navigando sia sicuro prima di inserire i dettagli del tuo conto corrente.
Devi verificare innanzitutto che la connessione sia sicura, accertandoti che nell'indirizzo della pagina compaia una "s" dopo http (che diventerà quindi https); è inoltre necessario assicurarsi che il sito sia conosciuto e affidabile. Controlla inoltre che l'icona di sicurezza, un lucchetto chiuso o una chiave rotta, appaia nella finestra del browser del sito, dove è indicato l'indirizzo web.

4. Usa carte di credito virtuali.
Il sistema di pagamento online PayPal, diverse banche e molte società finanziarie offrono carte di credito virtuali temporanee da utilizzare per lo shopping online.

5. Gestisci le tue password con attenzione.
Usa password diverse per ciascun account, fai in modo che siano uniche e che sia impossibile risalirvi a partire dai tuoi dati personali e cambiale frequentemente.

6. Informati sul phishing.
Per arrivare ai tuoi dati personali, molti malintenzionati creano appositamente delle pagine web che assomigliano a siti noti di cui ti fidi; potrebbe esserti richiesto di fare qualcosa di apparentemente innocuo, come cambiare la password o inserire il numero della tua carta di credito. La cosa migliore da fare per evitare questo tipo di truffa è conoscere meglio il modo in cui operano e come si presentano: errori grammaticali e di ortografia sono tra i segnali rivelatori di siti sospetti.

7. Controlla i documenti di trasporto e le policy.
Se il costo del trasporto è eccessivo, stai probabilmente pagando quello che dovresti risparmiare sulla merce ordinata. Confronta i prezzi su siti come PriceGrabber o NexTag per capire se stai realmente facendo un affare.

8. Attenzione alle firme digitali.
Negli Stati Uniti e in molti altri Paesi una firma digitale è identica a una firma fisica. Inserendo una firma digitale stai quindi sottoscrivendo a tutti gli effetti un contratto legale: assicurati di conoscere e condividerne i termini prima di cliccare "ok".

9. Fai un doppio controllo sui rivenditori sospetti.
Hai fatto tutte le ricerche possibili sul sito in questione ma hai ancora dubbi? Indaga sul rivenditore. Contatta telefonicamente l'azienda oppure seleziona un altro rivenditore online; ce ne sono moltissimi a portata di click in grado di garantirti acquisti sicuri. I tuoi dati finanziari sono troppo importanti per rischiare di perderli per un solo buon affare.

10. Leggi le clausole scritte in piccolo.
Una truffa comune che coinvolge eBay è la vendita dell'immagine di un oggetto. Invece del netbook che pensavi di aver comprato, e per cui hai pagato, potresti quindi ricevere un file Jpeg o una Polaroid.

Tra i molti pericoli presenti online ce infine n'è uno particolarmente insidioso, rappresentato da link a siti truffa mascherati da normali risultati di un motore di ricerca, ossia collegamenti che sfruttano la popolarità di alcuni prodotti, molto ricercati sul web, per acquisire informazioni riservate: si tratta del cosiddetto "search engine scam".

Secondo gli di F-Secure i prodotti che, grazie alla loro popolarità, verranno probabilmente utilizzati dai criminali come esche sono: il videogioco Call of Duty: Modern Warfare 2; il merchandise del film This is it, dedicato a Michael Jackson; la mini-videocamera Flip UltraHD; l'iPod di Apple; la Nintendo Wii.

http://www.zeusnews.com/

Intel presenta la sua CPU a 48 core

Intel mostra al pubblico la sua nuova CPU a 48 core, un nuovo processore definito dallo stesso produttore “single-chip cloud computer”, tanta sembra essere la somiglianza di questa potente CPU con una rete dedicata al cloud computing.

In effetti il paragone non sembra così velleitario, date le enormi potenzialità mostrate dal nuovo chip, con una capacità di calcolo superiore da 10 a 20 volte a quella fornita dalle attuali soluzioni in commercio.

I computer del domani punteranno verosimilmente sul multi-core e non è un caso, infatti, se il prototipo mostrato da Intel ha una struttura composta da 24 processori dual core connessi tra loro tramite un sistema che consente il passaggio di dati ad una banda di ben 256 GB/s.

Tante qualità però non dovrebbero incidere troppo sui consumi, se è vero quanto dichiarato dal colosso americano riguardo il dispendio energetico previsto, pari a un range che va da 25 a 125 Watt a seconda del modello.

Analogamente interessante è la rete high-speed integrata nel chip che, proprio come avviene per una rete di computer, consentirà la condivisione di dati tra i 48 core della CPU in maniera estremamente veloce e funzionale, ma sarà presente anche un controller per la memoria integrato in grado di gestire fino a 64GB di memoria DDR3 four-channel.

La nuova CPU a 48 core promette quindi esperienze e prestazioni molto interessanti, di certo ci vorrà ancora diverso tempo prima della sua produzione, ma se le premesse sono queste sarà interessante vedere l’evoluzione dei sistemi di calcolo dei computer del domani.

http://www.youtube.com/watch?v=L_cXi7uyJU4

http://www.onehardware.it

Tutti i dettagli sui nuovi Intel Core i5 e i7 per notebook

I nuovi processori per il mercato mobile di Intel Core i5 e Core i7 si annunciano molto interessanti soprattutto nel rapporto qualità-prezzo, motivo per cui sono in parecchi gli appassionati che attendono di provare con mano le reali potenzialità di queste nuove CPU.

Per adesso, però i fan più impazienti si dovranno accontentare di alcuni dettagli che circolano in Rete relativi ai modelli Core i5-540M, Core i5-520M e Core i7-620M, tutti basati sull’architettura Westmere a 32 nanometri e riservati ai notebook.

Andando a vedere nel dettaglio i nuovi modelli partiamo da quelli della serie i5, che garantiranno il supporto alle funzionalità Hyperthreading e Turbo Boost, con delle specifiche che, per il Core i5-540M saranno di 3 MB di memoria cache di secondo livello e frequenza di funzionamento di 2,53 GHz, in grado di arrivare fino a 3,06 GHz grazie al suddetto Turbo Boost.

Le differenze saranno minime invece per il Core i5-520M, che si presenterà sul mercato con una frequenza di 2,4 GHz per arrivare al massimo a 2,93 GHz, mentre il resto delle caratteristiche rimane identico all’altro modello della serie.

Ovviamente più potente invece il modello “top di gamma”, il Core i7-620M, che offrirà, al pari dei “fratelli minori”, le funzioni Hyperthreading e Turbo Boost, ma si differenzierà sia per la frequenza di clock di 2,66 GHz, in grado di raggiungere i 3,33 GHz, sia per la memoria cache di secondo livello di 4 MB.

Tutti i nuovi modelli dedicati ai PC portatili arriveranno nei primi giorni del 2010. I prezzi dei processori Core i5-540M e Core i5-520 saranno di 257 e 225 dollari rispettivamente, mentre per il Core i7-620M il prezzo, per volumi di 1.000 unità, sarà di 332 dollari.

http://www.onehardware.it/

domenica 6 dicembre 2009

PASSWORD MSN IN PERICOLO

PASSWORD IN PERICOLO DI MSN MESSENGER, RAGà ATTENZIONE SE VI ARRIVA UN LINK DI SUONERIE PER TELEFONO VE LO MANDA QUALCUNO CHE SI É RUBATO LA PASSWORD DI MSN DEL VOSTRO CONTATTO. CAMBIATELA!!!!!!!

sabato 5 dicembre 2009

Windows e lo schermo nero della morte

Dopo l'installazione delle patch, molti utenti si sono trovati con una schermata nera. Colpiti da NT a XP al recente Windows 7.

L'acronimo è sempre "Bsod" ma, stavolta, invece che stare per Blue Screen Of Death sta per Black Screen Of Death: dopo l'installazione delle patch rilasciate a metà novembre diversi utenti segnalano che il loro computer non mostra altro che una desolante schermata nera.

Le versioni del sistema operativo coinvolte vanno da Windows NT fino a Windows 7; i sintomi sono sempre gli stessi: niente desktop né icone né barra dei task né system tray né sidebar ma spesso c'è solo una finestra di Esplora Risorse (qualunque nome abbia assunto con il passare delle versioni).

Mentre Microsoft investiga e non rilascia commenti, altri danno la colpa alle modifiche apportate dalle ultime patch ad alcune chiavi di registro e alla gestione dei permessi, in particolare alle ACL (Access Control List): questi cambiamenti creerebbero problemi ad alcune applicazioni (in particolare applicazioni di sicurezza) che non riuscirebbero a partire e causerebbero la schermata nera.

Prevx, azienda britannica che si occupa di sicurezza, è stata la prima a denunciare pubblicamente il problema raccogliendo le lamentele degli utenti e realizzando un piccolo file (battezzato Black Screen Fix) che, scaricato ed eseguito, dovrebbe sistemare il problema.

Il sistema, in sé, è funzionante e persino in grado di connettersi a Internet; soltanto non riesce ad avviare la shell. Per poter scaricare il file da un computer compromesso, occorre avviare il Task Manager (premendo la combinazione Control-Alt-Canc) e da lì far partire il browser prescelto.

L'azienda stessa ammette che non sempre il tool funziona perché le cause del Black Screen possono essere molteplici; tuttavia se i guai sono iniziati dopo l'applicazione delle patch di novembre è ragionevole presumere che questo file riporti la situazione alla normalità.

Microsoft sostiene che il fenomeno non ha a che fare con problemi noti o documentati dai bollettini di sicurezza: insomma, l'azienda cerca di scagionare l'ultima ondata di patch anche se l'esperienza sembrerebbe dimostrare il contrario.

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L'Antitrust multa Fastweb per l'Adsl

L'azienda avrebbe pubblicizzato velocità di navigazione irraggiungibili nella pratica.

L'Antitrust ha multato Fastweb per pratiche commerciali scorrette: in particolare non sarebbe stata chiara per quanto riguarda la velocità minima garantita, la "alla velocità standard di navigazione in condizioni normali e le condizioni alle quali viene raggiunta la velocità massima".

L'azienda avrebbe fatto credere ai potenziali clienti di poter navigare a velocità superiori a quelle effettive, senza fornire le informazioni corrette: per questo dovrà sborsare 60.000 euro.

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Il braccialetto che misura lo stress

Luci colorate in movimento mostrano quando è ora di fare un bel respiro e rilassarsi un po' prima di prendere decisioni avventate.

Che cosa c'è di più stressante che darsi all'online trading? Ogni decisione può far guadagnare o bruciare somme consistenti e non è dunque consigliabile affidarsi all'impulso del momento, specialmente se dettato da un momento di agitazione.

Per capire senz'ombra di dubbio quando sia bene prendere una pausa di riflessione dalle contrattazioni in Rete prima di perdere una fortuna, Phlips ha inventato (in collaborazione con la banca olandese Abn Amro) Rationalizer, un braccialetto che mostra il livello di stress.

Oltre al braccialetto - battezzato EmoBracelet - Rationalizer si compone anche di una sorta di coppa o "ciotola" - ovviamente nota come EmoBowl; entrambi, in ogni caso, adottano lo stesso principio di funzionamento.

I sensori sul braccialetto misurano la risposta galvanica della pelle, che è una misura della conduttività elettrica tra due punti della pelle stessa, è influenzata dal sudore e mostra dei picchi che possono essere originati da situazioni di stress emotivo.

I risultati dei dati così raccolti vengono mostrati - sui display del braccialetto e della coppa - tramite luci in movimento, la cui intensità e velocità aumenta in maniera direttamente proporzionale al livello di emozione captato dai sensori in base alla risposta galvanica.

Un alto livello di stress colora le luci di rosso e causa un movimento frenetico: è il segnale che indica l'ora di farsi una tazza di camomilla.

Secondo Clive van Heerden, Senior Director del reparto di progettazione di Philips - possono giovarsi del Rationalizer non solo coloro i quali giocano in borsa via Internet: la stessa tecnologia potrà servire per realizzare controller futuristici per videogiochi, videocamere intelligenti in grado di capire le situazioni sociali o fornire ai siti di appuntamento informazioni affidabili che permettano agli utenti di stabilire se ci sia un'intesa con il potenziale partner.

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martedì 1 dicembre 2009

DIGITALE TERRESTRE: Tutto quello che non ci dicono

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Digitale terrestre. E’ quella cosa, spacciata per evoluzione tecnologica epocale, che sta oscurando le televisioni di mezzo mondo fra quelli che hanno già subito lo switch off.

Cos’è lo “swiitch off”? E’ quella procedura attraverso la quale se prima vedevi bene tutti i canali televisivi, dal momento in cui viene messa in atto, passando così da segnale analogico a digitale, vedi – semmai – a malapena qualche canale. Rai e Mediaset? Nossignore. Vedi sicuramente benissimo tutto quel sottobosco di piccole televisioni private che sembrano essere le uniche a beneficiare di questo grande e storico passaggio tecnologico.
L’Italia passerà del tutto al digitale terrestre entro il 2010. Ma le lagnanze delle prime Regioni e città che ad oggi possono “beneficiare” del segnale digitale, sono tantissime.
Il call center adibito ad hoc per raccogliere richieste di informazione ed aiuto con la sintonizzazione dei canali ha calcolato che, solo per la città di Roma – passata totalmente al DG dal 16 Novembre 2009 – ha ricevuto oltre 200.000 chiamate di cittadini disperati ed esasperati.

Ma cosa sta accadendo nella realtà? In qualche modo, ci stiamo ritrovando di fronte ad una evoluzione tecnologica che poi in pratica non è supportata da relative tecnologie affinché questa evoluzione sia resa possibile.

Innanzitutto va ricordata una cosa: molti dei milioni di impianti di antenna sul territorio nazionale, sono obsoleti e quindi non in grado di supportare la decodiifica del segnale da analogico a digitale.

Seconda cosa ma non meno importante: si è scoperto – per puro caso attraverso un sondaggio fra cittadini, che per garantirsi una migliore ricezione del segnale, ma anche per poter vedere in molti casi le stazioni maggiormente fruite, come Rai e Mediaset, bisogna in qualche caso, ingannare il decoder.

Come? Facendo finta di essere in Germania e non più sul territorio Italiano. Il perché ancora nessuno lo conosce. Sta di fatto che, se provate ad effettuare la ricerca dei canali, scegliendo come sistema di ricerca automatica “Germania” nella maggior parte dei casi, avrete la possibilità non solo di vedere le reti nazionali ma anche di poter fruire di un maggior numero di trasmissioni.

E’ colpa del decoder acquistato? I dirigenti Rai provano a dire che è questo uno dei motivi. Dichiarano che, l’alto numero di decodificatori e conseguenti modelli diversificati, stanno creando il problema.

Ma alla domanda: “perché allora non avete pensato di unificare il decoder”? La risposta si arrovella intorno al concetto di “libero mercato”. Sacrosanto. Peccato che se fosse questa davvero la soluzione, sappiamo bene ormai che il famoso decoder “di Stato” è un modello totalmente simile a quelli più commerciali, costa il quadruplo e per beneficiare del contributo statale, che copre solo 50 euro su un costo finale di 110, è necessario rientrare nel solito panegirico di criteri: over 65, basso reddito e via discorrendo. Ma alla fine paghi lo stesso e molto più di un comune decoder.

Non male davvero, in tempi di crisi. Certo, la decisione di passare al Digitale Terrestre è cosa vecchia: all’epoca – era il 2003 – con la riforma Gasparri, non si poteva certo presupporre che il Mondo intero si sarebbe inabissato nella crisi economica più grave degli ultimi ottant’anni.

Oggi come oggi, la maggior parte dei cittadini con decoder hanno più di sessantacinque anni. Una media di due televisori per appartamento. Un’antenna che risale ai tempi delle prime trasmissioni televisive. Una incapacità totale a gestire una innovazione tecnologica. La necessità di dover chiamare un antennista – anche più volte – o nei casi più fortunati un figlio o un nipote che ne capiscano un poco.

Se riflettiamo sul fatto che tipicamente l’Italia è una nazione di anziani, il gioco è fatto. Nel senso che le già tante problematiche di ordine tecnico si aggiungono ad una popolazione che mediamente non è in grado di gestire autonomamente questa “novità”.


E poi ancora: con una media di due televisori per nucleo familiare, le spese raddoppiano. Infatti, ogni televisore deve essere dotato di un decoder.

Per non parlare poi, della selva nera di cavi e cavetti che ci si ritrova in soggiorno o in camera da letto per collegare decoder a televisione e lettori dvd o vhs: un caos. Epocale.

Insomma: di tecnologia a volte si soccombe.

La “svolta” televisiva fa intravedere le falle. Troppe. In un mondo ormai reso succube e dipendente da una droga a basso costo chiamata televisione. Che per decenni ha sedato rabbie. Ha creato illusioni. Moderato anime in tumulto. E fatto addormentare milioni emilioni di persone catalizzate di fronte ad una sorta di specchio di se stesso.

La rivoluzione? Non sarà tecnologica. La faranno le popolazioni. Quando si accorgeranno di che grande bluff può divenire il Digitale Terrestre.

Ad un Popolo togli tutto. Mai la televisione.


http://news.illecito.com/