sabato 5 dicembre 2009

Windows e lo schermo nero della morte

Dopo l'installazione delle patch, molti utenti si sono trovati con una schermata nera. Colpiti da NT a XP al recente Windows 7.

L'acronimo è sempre "Bsod" ma, stavolta, invece che stare per Blue Screen Of Death sta per Black Screen Of Death: dopo l'installazione delle patch rilasciate a metà novembre diversi utenti segnalano che il loro computer non mostra altro che una desolante schermata nera.

Le versioni del sistema operativo coinvolte vanno da Windows NT fino a Windows 7; i sintomi sono sempre gli stessi: niente desktop né icone né barra dei task né system tray né sidebar ma spesso c'è solo una finestra di Esplora Risorse (qualunque nome abbia assunto con il passare delle versioni).

Mentre Microsoft investiga e non rilascia commenti, altri danno la colpa alle modifiche apportate dalle ultime patch ad alcune chiavi di registro e alla gestione dei permessi, in particolare alle ACL (Access Control List): questi cambiamenti creerebbero problemi ad alcune applicazioni (in particolare applicazioni di sicurezza) che non riuscirebbero a partire e causerebbero la schermata nera.

Prevx, azienda britannica che si occupa di sicurezza, è stata la prima a denunciare pubblicamente il problema raccogliendo le lamentele degli utenti e realizzando un piccolo file (battezzato Black Screen Fix) che, scaricato ed eseguito, dovrebbe sistemare il problema.

Il sistema, in sé, è funzionante e persino in grado di connettersi a Internet; soltanto non riesce ad avviare la shell. Per poter scaricare il file da un computer compromesso, occorre avviare il Task Manager (premendo la combinazione Control-Alt-Canc) e da lì far partire il browser prescelto.

L'azienda stessa ammette che non sempre il tool funziona perché le cause del Black Screen possono essere molteplici; tuttavia se i guai sono iniziati dopo l'applicazione delle patch di novembre è ragionevole presumere che questo file riporti la situazione alla normalità.

Microsoft sostiene che il fenomeno non ha a che fare con problemi noti o documentati dai bollettini di sicurezza: insomma, l'azienda cerca di scagionare l'ultima ondata di patch anche se l'esperienza sembrerebbe dimostrare il contrario.

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