domenica 28 febbraio 2010

Internet ci renderà più intelligenti… forse

Come sarà Internet da qui a dieci anni? Che impatto avrà avuto sul nostro modo di agire e di pensare? A dare una parziale ma interessante risposta ci pensa uno studio condotto presso l’Elon University in North Carolina, in cui un gruppo di utenti del Web è stato intervistato circa le ripercussioni che Internet potrebbe avere da qui al 2020.

L’indagine si è svolta sul Web e ha visto protagonisti 895 utenti di cui ben 371 possono essere definiti come veri e propri esperti della Rete e di altri settori della conoscenza e della cultura. Tra questi vi sono infatti scrittori, sviluppatori, scienziati, dirigenti e altre personalità di rilievo, gente che ha provato a delineare come Internet influisce e continuerà ad influire sul modo di pensare umano e in particolare sull’intelligenza dell’individuo.

Buona parte dei suddetti esperti, infatti, pare confermare che, a loro modo di vedere, l’utilizzo dei moderni strumenti del Web quali motori di ricerca, social network, siti di microblogging e altri servizi simili sono in grado di contribuire ad aumentare l’intelligenza, consentendo agli utenti di imparare a scrivere meglio, a leggere meglio nonché ad assimilare, in maniera più proficua, nuove conoscenze.

Grazie a Internet le nuove generazioni avranno pertanto la possibilità di interfacciarsi con il mondo e con la cultura ad un nuovo livello, potranno avvalersi della Rete per sviluppare con più profitto le proprie capacità e le proprie inclinazioni, anche se non mancano coloro i quali credono che gli effetti potrebbero essere esattamente opposti.

Per alcuni, infatti, il navigare in Rete, specie se diventasse un abuso, potrebbe avere un effetto deleterio sulla capacità di apprendimento e sull’intelligenza in generale, ma gli effetti si sentirebbero soprattutto sulla capacità di concentrazione e di riflessione.

In particolare, appare molto interessante l’osservazione secondo cui Internet influirebbe non tanto nell’aumento o nella diminuzione dell’intelligenza, quanto nel far passare l’individuo da una forma di intelligenza meditativa o contemplativa ad una forma di intelligenza di tipo utilitaristico.

Osservazione che appare forse più corretta rispetto alle altre e immediatamente percepibile, soprattutto se si riflette un attimo sui processi mentali che l’uso del Web comporta. I pregi di Internet sono, infatti, quelli di fornire informazioni dirette e specifiche nel più breve tempo possibile, portando l’utente a sforzarsi e ad adattare il proprio modo di pensare al fine di centrare questo obiettivo, aspetto che potrebbe effettivamente disabituare ad un approccio più riflessivo e profondo, meno frenetico e più pacato, che si ha, invece, con altri strumenti di apprendimento quali, ad esempio, i libri o i giornali.

Effettivamente, l’informazione su Internet è strutturalmente diversa dall’informazione fruibile sulla carta stampata. Laddove quest’ultima è approfondimento e riflessione, l’altra è invece immediatezza e agilità, con aggiornamenti costanti e in tempo reale ma poco, pochissimo spazio per gli approfondimenti e scarsa apertura alle riflessioni.

Comunque si veda la situazione, ciò che è certo è che, in qualche modo, gli strumenti che il Web ci mette a disposizione hanno cambiato e continueranno a cambiare gli utenti con effetti che saranno tanto più marcati quanto più massiccio sarà l’uso di Internet ed è questo, forse, l’unico vero punto importante delle riflessioni fin qui fatte: evitarne l’abuso dell’utilizzo appare come la maniera più corretta di approcciarsi a questi nuovi media, senza perdere le opportunità da essi rese possibili ma senza, al tempo stesso, farsi condizionare pesantemente nel modo di agire e di pensare.

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Google: “Il Web in Italia è in serio pericolo”

Una reazione decisa e sicuramente forte quella con cui Google ha risposto alla sentenza che ha condannato tre dirigenti della filiale italiana nella causa che ha visto di fronte BigG all’Associazione Vividown.

La sentenza è relativa alla ormai famosa vicenda accaduta nel 2006, quando su Google Video venne caricato un filmato in cui venivano mostrate violenze fatte ai danni di un ragazzo affetto da Sindrome di Down. Una vicenda che ha visto il gigante americano, gestore del sito Web che ha ospitato il video, condannato per violazione della privacy, con tre degli allora dirigenti di Google Italia, ovvero David Carl Drummond, ex presidente del CdA e legale di Google Italy, George De Los Reyes, ex membro del CdA di Google Italy e Peter Fleischer, responsabile policy Google sulla privacy per l’Europa, condannati a sei mesi di reclusione, poi sospesi.

Una decisione che ha evidentemente aperto la via a pesanti strascichi e discussioni roventi non solo dal punto di vista legale, tanto che da Mountain View, tramite un post pubblicato sul blog ufficiale, si è arrivato a dire testualmente che esiste una “seria minaccia per il Web in Italia”.

Una presa di posizione forte che farà sicuramente discutere, dovuta alla decisione del tribunale che ha riconosciuto una responsabilità diretta all’azienda americana per il mancato controllo preventivo sui contenuti caricati dagli utenti. Secondo Google ci troviamo davanti ad un “attacco fondamentali di libertà sui quali è stato costruito Internet”, un aspetto che si pone in netto contrasto con la libertà d’espressione che ha fatto di Internet il media che è oggi:

La Legge Europea è stata definita appositamente per mettere gli hosting providers al riparo dalla responsabilità, a condizione che rimuovano i contenuti illeciti non appena informati della loro esistenza. La motivazione, che condividiamo, è che questo meccanismo di “segnalazione e rimozione” avrebbe contribuito a far fiorire la creatività e la libertà di espressione in rete proteggendo al contempo la privacy di ognuno. Se questo principio viene meno e siti come blogger o YouTube sono ritenuti responsabili di un attento controllo di ogni singolo contenuto caricato sulle loro piattaforme (ogni singolo testo, foto, file o video) il Web come lo conosciamo cesserà di esistere, e molti dei benefici economici, sociali, politici e tecnologici ad esso connessi potrebbero sparire.

Una visione drastica e quasi “apocalittica”, ma basata su concetti effettivamente condivisibili. Pensare di filtrare preventivamente tutta la mole di contenuti che viene riversato dagli utenti, il vero motore della Rete, su siti di videosharing, piattaforme di blog, forum ecc. È ovviamente un lavoro impossibile da realizzare, al punto che, se la legge dovesse imporre una simile forma di “scrematura” alla fonte dei contenuti, tutto il sistema su cui il Web è basato entrerebbe in crisi, mettendo in dubbio la sua stessa esistenza per come oggi lo conosciamo.

La vicenda legale va comunque avanti, dato che sia Google sia i tre condannati hanno comunicato di voler proseguire l’iter legale al fine di veder riconosciute le proprie ragioni. A prescindere da come la vicenda si concluderà, ciò che fa più clamore è come in Italia, ancora una volta, il Web e la libertà d’espressione che lo contraddistingue siano messi in discussione, un aspetto che di certo non giova alla già imbarazzante immagine del Paese all’estero.


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Usava Facebook per adescare le proprie vittime, condannato a 15 anni

Usava Facebook per adescare le proprie vittime, condannato a 15 anni

Aveva creato un falso profilo su Facebook fingendosi una teenager con lo scopo di attirare l’attenzione di ragazzini ai quali aveva richiesto l’invio di foto e video osé. Finendo poi per chiedere prestazioni sessuali da alcuni di essi con la minaccia di diffondere su Internet il materiale compromettente.

La vicenda si è svolta tra la primavera del 2007 e dicembre del 2008, quando Anthony Stancl, un diciannovenne del Wisconsin, si è macchiato del reato di violenza sessuale su alcuni minori suoi compagni di classe.

Gli investigatori raccontano, inoltre, di aver trovato sul PC di Stancl circa 300 foto di maschi minorenni tra cui diversi sotto i 15 anni. Aspetto che ricollega il tutto all’età delle circa 30 vittime di Stancl, che erano circoscritte, come accennato prima, alla cerchia dei compagni di classe: sono stati infatti almeno 7 di loro che il diciannovenne ha obbligato ad avere rapporti sessuali con tanto di riprese video fatte con il proprio telefonino.

Un reato che ha convinto il giudice ad infliggere al ragazzo, peraltro già tenuto d’occhio dagli inquirenti a causa di un allarme bomba che, nel novembre 2008, aveva fatto chiudere la New Berlin High School, 15 anni di carcere.


Una pena esemplare che ha risvegliato, negli USA, gli allarmi lanciati dalle associazioni dei genitori sulla sicurezza dei ragazzini sul Web, aspetto sociale da tenere sempre più in considerazione in una società sempre più aperta al mondo di Internet, con i vantaggi e con i rischi che ne conseguono.


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YouTube cesserà il supporto a Internet Explorer 6

Con un intervento comparso ieri all’interno delle FAQ di YouTube, Google ha annunciato che, a partire dal prossimo 13 marzo, non sarà più garantita la corretta visualizzazione dei filmati per gli utenti che utilizzano il browser Internet Explorer 6 durante la navigazione.

Questi, se vorranno usufruire di tutte le nuove funzionalità introdotte dal portale di video sharing, dovranno aggiornare il proprio software. Le alternative ovviamente non mancano, tra Firefox, Chrome e le più recenti versioni di Internet Explorer, Opera e Safari.

Una tale decisione rientra appieno nell’ottica di adottare le nuove tecnologie Web, per assicurare agli utenti la migliore esperienza possibile durante la fruizione dei contenuti, ma potrebbe affondare le sue radici anche nel tentativo di scongiurare nuovi attacchi come quello subito lo scorso anno ad opera di alcuni hacker cinesi, che stando alle ricostruzioni dell’accaduto, potrebbero aver sfruttato proprio una falla di Internet Explorer 6 per impossessarsi di dati sensibili.

Oltre a YouTube, altri siti e servizi di bigG subiranno lo stesso trattamento nel corso dell’anno. Ad inizio febbraio, per esempio, l’azienda di Mountain View ha annunciato la necessità di abbandonare IE6 per coloro che intendono continuare ad utilizzare Google Docs, GMail e Calendar.

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sabato 27 febbraio 2010

BANDA LARGA PER I RICCHI

Chi dice che in Italia non esiste la banda larga ? Esiste eccome e tra un po' chiunque potrà usufruirne: basterà prendere il Freccia Rossa, pagare il biglietto di prima classe e sperare che il treno ritardi per godersi qualche ora di navigazione. Parola di Mauro Moretti, Ad delle ferrovie. Tutti i problemi, le incertezze e i deliranti risparmi sul futuro che si addensano sul web veloce, spariscono non appena si può far pagare sostanziosamente il servizio.
Del resto in un Paese dove si accrescono vertiginosamente le differenze tra chi ha molto e chi ha poco o niente, è difficile immaginare che qualcosa sia per tutti: con tutta la buona volontà il governo proprio non ce la fa a pensare in questi termini, è contro la sua natura dal web agli appalti.
Avremo le bande larghe qui e là per chi se lo potrà permettere. Mentre altrove si pensa addirittura a velocità intorno al gigabite al secondo, molti saranno condannati ai 56 k, visto che anche l'Adsl ha problemi. Insomma chi non ha abbastanza soldi sarà la vittima di un digital divide tutto italiano: un digital divide di classe.

Fonte://ilsimplicissimus.blogspot.com ed INFORMARE CONTROINFORMANDO gruppo su facebook

venerdì 26 febbraio 2010

Milano ricostruita in 3D su Google Earth

All’epoca del suo debutto Google Earth fece scalpore, in quanto consentì di poter visualizzare le immagini satellitari di tutto il mondo stando comodamente seduti davanti al monitor del proprio computer. Oggi l’eccezionale strumento di bigG è andato ben oltre. In seguito al devastante sisma che ha colpito Haiti, ad esempio, si è rivelato estremamente efficace per poter effettuare una prima stima dei danni agli edifici. L’ultima novità in merito riguarda invece la possibilità di visitare Milano in 3D, grazie alla ricostruzione di oltre 5.000 modelli tridimensionali relativi ad altrettanti edifici.

La cattedrale di Piazza Duomo con le sue guglie, il Castello Sforzesco, le gallerie di centro città, la Stazione Centrale e tutti gli altri luoghi d’interesse del capoluogo meneghino sono dunque a portata di click.

Una passeggiata virtuale tra le bellezze di Milano non costa nulla: è sufficiente scaricare il software Google Earth 5 e, dopo aver portato a termine l’installazione, specificare il nome della città all’interno della stringa di ricerca, posta nell’angolo superiore sinistro dell’interfaccia.

Per raggiungere velocemente una determinata zona della metropoli lombarda è anche possibile specificarne l’ubicazione, con la seguente sintassi:

Piazza Duomo, Milano

A questo punto non resterà che spuntare l’opzione “Edifici 3D”, presente nella palette “Livelli” e attendere il caricamento di modelli e texture, per ammirare da vicino strade e monumenti della città.

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giovedì 25 febbraio 2010

Google e la fibra ottica da 1 Gbps ma solo negli USA

Google e la fibra ottica da 1 Gbps

Mentre una parte del nostro paese è ancora afflitta dalla copertura di linee ADSL poco stabili e performanti, negli Stati Uniti si è già cominciato a parlare di connessioni a 1 Gbps.

Questa l’incredibile velocità che Google, con la sperimentazione annunciata ieri, intende portare nelle case di un numero di americani inizialmente compreso tra 50.000 e 500.000.

Il colosso di Mountain View ha annunciato l’intenzione di selezionare, da qui alla fine di marzo, una serie di località sulle quali concentrarsi a partire dalla fine dell’anno, con una nuova rete in fibra ottica capace di raggiungere velocità addirittura 100 volte superiori a quelle attualmente disponibili.

Siamo curiosi di vedere come programmatori e utenti troveranno il modo di sfruttare al meglio queste connessioni ultra veloci, con lo sviluppo di killer application e servizi che oggi non riusciamo ancora nemmeno ad immaginare.

Testeremo nuovi metodi per la costruzione di network in fibra ottica e condivideremo poi il nostro bagaglio di conoscenze con il mondo intero.

Così Google, con un post comparso ieri sul proprio blog ufficiale ha annunciato il progetto, che darà vita a reti “open access”, in grado di offrire all’utenza finale la possibilità di scelta tra diversi provider e a prezzi competitivi.

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Consigli per un utilizzo sicuro dei social network

Compagni fedeli nei momenti di pausa, irrinunciabili punti di riferimento per i propri rapporti interpersonali o addirittura strumenti di lavoro, i social network hanno ormai invaso la quotidianità dei navigatori.

Secondo ENISA (European Network and Information Security Agency), agenzia dell’Unione Europea che si occupa della sicurezza nella grande Rete, questa rapida e repentina diffusione del Web 2.0 porta con sé alcuni rischi e incognite per gli utenti, in primo luogo legati alla privacy e alla fuga di informazioni.

Per combattere questi rischi, è stato stilato un elenco di “17 regole d’oro” da seguire, raccolte all’interno del report Online as soon as IT happens, con particolare attenzione rivolta alla fruizione dei social network dai dispositivi mobile.

Alcune di queste riguardano semplici procedure, che dovrebbero divenire abitudini qualora si fruisse di postazioni condivise per l’accesso ai social network. Per esempio, è buona norma in questi casi eseguire sempre il log out al termine della navigazione, così da non consentire ad altri l’accesso ai propri dati e impostare il browser in modo che non ricordi la password inserita.

Al fine di evitare situazioni spiacevoli, è inoltre buona norma tenere separati i contatti relativi alla vita privata da quelli lavorativi e accertarsi che le impostazioni della privacy siano consone al proprio profilo.

Se per molti questi consigli possono risultare banali, secondo i dati raccolti da ENISA non lo sono affatto. La ricerca, condotta in Italia, Francia, Spagna, Grecia e Regno Unito, evidenzia infatti come una larga fetta di utenza sia inconsapevole dei rischi sopra citati.

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AOL integra la chat di Facebook nel suo AIM

Negli ultimi giorni si è assistito ad una vera e propria serie di importanti novità nell’ambito dei social network. A partire dal restyling apportato al layout di Facebook, passando per il lancio a sorpresa di Google Buzz, comparso nelle caselle di posta Gmail, per arrivare all’integrazione proprio della chat di Facebook all’interno del software di messaggistica istantanea AIM di AOL.

In un’apposita area del sito ufficiale, è infatti possibile scaricare la versione beta del software per PC e Mac, che introduce la possibilità di scambiare messaggi anche con la lista degli amici Facebook. Per chi non volesse procedere al download e all’installazione, si segnala la presenza della versione “flash based” del client.

Si tratta dell’ennesima mossa che dimostra come negli ultimi tempi AOL abbia adottato una filosofia sempre più “social oriented”. Proprio nei giorni scorsi, come riportato sul sito del Guardian, l’azienda aveva deciso di introdurre la possibilità di inviare aggiornamenti di stato su Facebook, Digg, Twitter e Flickr direttamente dalla casella di posta AOL email, ma la scelta di lanciare il servizio proprio in concomitanza con il già citato Google Buzz, a cui risulta molto simile, non si è rivelata molto azzeccata, finendo per ricevere meno attenzione di quanto forse avrebbe meritato.

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Windows 8 sarà completamente differente

Nonostante il giovane Windows 7 stia vivendo un momento davvero brillante, ottenendo un riscontro fenomenale dal pubblico, Microsoft pensa già al prossimo sistema operativo, di cui è stata già ipotizzato l’anno d uscita. Fino a ora ovviamente la casa di Redmond non si è sbottonata sulle caratteristiche di Windows 8, visto che non c’è ragione di farlo.

Eppure, poiché il processo di sviluppo di Windows 8 dovrebbe essere già cominciato, qualche dettaglio è sfuggiato dagli studi Microsoft: un program manager della software house si è lasciato andare sul suo blog, pubblicando qualche informazione relativa al nuovo OS. In sintesi il program manager afferma:

Il minimo che possiamo garantire è che Windows 8 sarà qualcosa di completamente diverso rispetto a qualsiasi sistema operativo apparso fin’ora. L’obbiettivo principale Steven Sinosky è di raccogliere tutte le necessità e i desideri degli utenti, e sta organizzando un corposo team che possa concretizzatare tutto nel prossimo sistema operativo. Windows 8 incarnerà tutto ciò che la gente ha atteso per anni, e rivoluzionerà l’approccio con il mondo dei PC. Non posso svelare altro per ora, quindi dovrete attendere il termine dei lavori.

Insomma, per ora bisogna accontentarsi di queste poche informazioni. Alcune voci tuttavia riguardano il nome ufficiale del sistema operativo, che potrebbe non essere più Windows 8, ma nulla è stato ancora deciso al riguardo.

Il prossimo Windows 8 sarà davvero così rivoluzionario come promette Microsoft?

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Informatici Senza Frontiere

Perché anche comunicare è un bene primario.
L'associazione Informatici Senza Frontiere è una onlus impegnata in Italia e all'estero nell'abbattere il digital divide o quantomeno nel portare possibilità di comunicazioni ove non ve ne siano.

Nasce nel 2005 dalla volontà di un gruppo di manager del settore informatico veneto: essi raccolsero l'invito di Kofi Annan affinché la "comunità internazionale si mobilitasse per garantire ai Paesi poveri l'accesso alle tecnologie, perché solo in quel modo si potrà avere la democrazia digitale".

Isf è volta a realizzare progetti in Italia e nei paesi in via di sviluppo per cercare di colmare il gap tecnologico, offrendo l'opportunità di conoscenza dell'informatica e i vantaggi che anche una piccola tecnologia può portare a realtà come ospedali, carceri, case di accoglienza e scuole; nel tempo si è evoluta divenendo una realtà con volontari in tutta Italia.

Per esempio, dopo il terremoto in Abruzzo diversi volontari si recarono immediatamente sul posto per rifornire i luoghi martoriati dal sisma di Pc, di stampanti, di scanner nonché di accesso alla rete.

Volontari dell'associazione operano stabilmente anche nei Paesi stranieri più poveri e isolati come il Congo, il Kenya o l'Afghanistan per insegnare le basi dell'uso del computer e reperire hardware usato ma ancora utilizzabile e software di base; il loro operato può servire a dotare le strutture ospedaliere di assistenza e di software gestionali realizzati in proprio con l'apporto di informatici e studenti e insegnanti degli istituti tecnici.

Sul suolo italiano vi sono progetti dedicati nel reparto di oncologia pediatrica dell'ospedale di Brescia e di Trieste (con l'allestimento di alcuni computer con connessione al web) e di alfabetizzazione informatica per i detenuti del carcere di Treviso, per insegnare loro a riparare hardware e componenti informatici con la finalità di creare le occasioni di possibili sbocchi professionali futuri.

L'associazione, per portare avanti i progetti, necessita di aiuti e donazioni che possono consistere in conoscenze e tempo dedicato, offrendo la propria competenza in campo informatico, ma non solo: è possibile donare liberamente attraverso Paypal, facendo un versamento sul conto corrente dedicato della Onlus nonché attraverso il 5 per mille o ancora adottando un progetto, per assicurare una più lineare continuità ai lavori intrapresi dagli Informatici senza Frontiere.

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Il filtraggio web fa le prime vittime politiche in Francia

I parlamentari da qualche settimana non possono più accedere ai siti porno. Ma il filtro esclude anche i siti dei contestatori politici.
Com'è giusto, sono i parlamentari dell'Assemblée Nationale a sperimentare le delizie dello spionaggio informatico messo in piedi dal loro Presidente della repubblica.

E' ormai dal 20 gennaio che i deputati francesi non possono accedere ai siti porno tramite i computer installati nella sede dell'Assemblea Nazionale; con modifica del regolamento interno, ma senza informarne i parlamentari, è stato deciso un filtraggio dei siti prima ancora che venga approvata la Legge di Orientamento e Programmazione di Performance della Sicurezza Interna (Loppsi2).

Inutile fare dietrologia cercando di immaginare se sia una mossa opportunamente dettata dal desiderio di compiacere il governo dopo le resistenze più volte manifestate dall'Assemblea in passato anche recente oppure un'esigenza imposta da una realtà poco confessabile da parte di una minoranza, ovvero se vi sia ancora qualche recondita e poco confessabile ragione.

Il succo della faccenda è che proprio i legislatori, ed a loro insaputa come di evince dalle inteviste effettuate da Bakchic Info, sono stati assoggettati ad un inammissibile filtraggio del web su macchine istituzionalmente a loro diposizione e per autonoma decisione dei questori, che sono tuttavia chiamati a regolare altri aspetti -e ben precisi- della vita parlamentare.

Un portavoce degli stessi ha precisato in merito che "il Collegio dei questori ha colto l'occasione di una riorganizzazione dell'hardware per mettere in opera un sistema antivirus, antispam e di filtraggio dei siti illeciti o controversi, a causa di quanto sempre più avviene a livello privato e istituzionale".

La maggioranza dei parlamentari interrogati ha affermato di non essere a conoscenza della novità e qualcuno ha timidamente osservato che i siti porno dovrebbero essere vietati ai minorenni ma non agli adulti; altri al contrario, alla domanda se non trovassero illegale il divieto d'accesso ai parlamentari contrariamente a quanto potevano fare tutti gli altri cittadini, hanno risposto di "trovare stupefacente" che invece potesse collegarsi il resto dei francesi.

Tra le delizie del blocco, la scoperta che il filtro escludeva siti legittimi anche se magari "scomodi", quali ad esempio uno richiedente la soppressione del "Ministero dell'identità nazionale".

Il che forse la dice lunga circa le intenzioni dell'amministrazione Sarkozy sul web in generale e sulle tecniche di acquisizione dei consensi in particolare.

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martedì 23 febbraio 2010

San Marino sarà il primo stato totalmente servito dal WiMax

San Marino si appresta a conquistare un interessante record, perché da maggio sarà il primo stato al mondo interamente servito da connettività wireless su tecnologia WiMax. La piccola Repubblica ha presentato da pochi giorni questo interessantissimo progetto realizzato con la collaborazione di Telenet, gestore di telefonia di San Marino.

Già da oggi verranno attivate le prime 4 stazioni radio che garantiranno circa il 50% della copertura del territorio (San Marino ha circa 31.000 abitanti), ma da maggio con l’attivazione di tutte e 9 le antenne la copertura sarà pari al 100% del territorio. Un risultato davvero eccellente.

Ma non finisce qui, perché l’intenzione è quella di offrire tariffe molto competitive per poter ottenere un rapporto qualità prezzo superiore a quello offerto da un’ADSL classica, con il vantaggio in più di potersi collegare anche in mobilità.

Felicissimi i massimi rappresentati della Repubblica di San Marino. In particolare, il “segretario all’Industria di San Marino”, Marco Arzilli, afferma che:

Come piccolo Stato dobbiamo essere un esempio di modernità e di eccellenza, e con questa nuova infrastruttura consentiremo al nostro Paese di essere più competitivo verso l’esterno, offrendo ai nostri cittadini e alle nostre imprese servizi migliori.

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domenica 21 febbraio 2010

Windows 7: con aggiornamento del 1 marzo comparirà schermata per scegliere browser

a partire dal primo marzo 2010 Microsoft distribuirà tramite Windows Update il Ballot Screen per consentire agli utenti di scegliere il browser preferito.
Lo scorso dicembre, Microsoft e la Commissione Europea hanno raggiunto l’accordo sulla controversia legale in materia di concorrenza legata all’integrazione di Internet Explorer nel sistema operativo Windows. E dal primo marzo 2010, l’azienda di Redmond avvierà la distribuzione della schermata di scelta del browser tramite Windows Update.

I produttori e gli utenti di PC potranno continuare a installare qualsiasi browser in Windows, a impostare qualsiasi browser come predefinito e ad attivare o disattivare l’accesso a Internet Explorer. Il Ballot Screen presenterà agli utenti un elenco di browser, insieme a collegamenti per ottenere ulteriori informazioni ed eseguirne l’installazione. In base all’accordo, le voci dell’elenco saranno disposte in ordine casuale e aggiornate periodicamente. I collegamenti alle ulteriori informazioni, i loghi dei browser e i testi associati saranno resi disponibili dai singoli fornitori di browser.

L’aggiornamento software della schermata di scelta del browser sarà offerto come download automatico tramite Windows Update per Windows XP, Windows Vista e Windows 7 e verrà installato automaticamente o previa richiesta di conferma, a secondo dell’OS in uso e delle impostazioni specificate dall’utente per Windows Update.

Per quanto riguarda gli utenti di Windows 7, Microsoft avverte che, nel caso Internet Explorer sia stato aggiunto alla barra delle applicazioni, in seguito al rilascio del Ballot Screen tramite Windows Update l’icona di IE sarà rimossa dalla taskbar. Dopo aver selezionato il browser preferito, l’utente potrà aggiungerlo alla barra delle applicazioni.

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sabato 20 febbraio 2010

Google Buzz già nel mirino degli spammer

Nonostante Google Buzz sia stato lanciato solo pochi giorni fa, il nuovo social network di BigG sembra essere già diventato uno dei preferiti dagli spammer che, secondo quanto rivelato da una ricerca di Websense, non hanno perso tempo nel prendere di mira la neonata piattaforma.

Questo si va ad aggiungere ad una seria minaccia per la privacy degli utenti rilevata nei giorni scorsi e alla più recente denuncia da parte di EPIC (Electronic Privacy Information Center) relativa al metodo con il quale Google ha scelto di introdurre il servizio nella casella GMail dei propri utenti.

Quando nel 2006 venne lanciato Twitter, ci volle un periodo piuttosto lungo prima di vedere la comparsa di un elevato numero di messaggi non desiderati, mentre in solo un paio di giorni lo spam sembra aver trovato in Google Buzz terreno fertile per la sua proliferazione. Potrebbe sembrare un dettaglio di poco conto, ma questo la dice lunga su come negli anni l’abilità di chi si cimenta in questo tipo di operazioni sia evoluta, di pari passo con la crescita e la sempre più capillare diffusione dei servizi Web 2.0.

Al fine di combattere questa tendenza, secondo Websense vanno adottate le dovute contromisure, soprattutto in ambito professionale, per garantire la sicurezza e la privacy durante le sessioni di navigazione. Naturalmente, la più importante di queste rimane il buon senso, che arriva anche laddove i più aggiornati software antivirus e antispam falliscono.

Dopotutto, le statistiche parlano chiaro: i siti che consentono la pubblicazione di contenuti generati dagli utenti sono uno degli obiettivi preferiti dai cyber criminali, per la loro capacità di raggiungere in modo diretto i loro obiettivi, tanto che circa il 95% dei commenti lasciati su blog, forum e social network, è stato etichettato proprio come spam o ingannevole.

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Google Buzz: cos'è, come funziona e quando sarà disponibile

Recente è la notizia che Google ha messo appunto un nuovo strumento per la condivisione. Come se non bastasse la piattaforma Blogger, lo spazio Picasa Web, il social network Orkut, e non ultimo il tentativo di innovare il web con Wave! Già perchè non meno di 4 giorni fa Google ha uscito dal suo magico cilindro Google Buzz, una nuova maniera di condividere che si poggia su gMail.

Spieghiamoci: cos'è sto Buzz? E' qualcosa di simile a Twitter, social network famoso nei Paesi anglofoni perchè si avvicina al mondo della telefonia mobile. Twitter è una sorta di blog in miniatura, dove far sapere agli altri il proprio stato, seguendo così anche altri individui o società. Buzz da Twitter ha preso proprio questi "followers", ovvero coloro che seguono una persona. Capiamoci: l'universo Twitter è diverso da quello Facebook. Facebook è un posto dove tu hai un profilo e sei connesso a tutta la rete sociale mondiale, con interazione tra persone, gruppi ecc.; su Twitter invece il profilo si relaziona direttamente con altri profili, potendo quindi creare una sorta di propria rete (quindi la differenza è che in Facebook il centro è la rete di amicizie, in Twitter il profilo). Buzz ha copiato quest'ultima caratteristica.

Tuttavia Google non si è risparmiata a copiare Twitter: infatti lo stato del profilo assomiglia vagamente a Facebook, con la possibilità di inserire un stato, dei links e delle foto. Si possono commentare gli stati degli amici (o anche i propri!) o spedirli via email (ricordo che Buzz si appoggia a gMail)...oppure spiaccicare una bella faccia sorridente che dice "Mi piace!".

http://arditofabrizio.blogspot.com/

Un nuovo sistema antipirateria in arrivo per Windows 7

Microsoft sta per rilasciare un aggiornamento per Windows 7 chiamato “Windows Activation Technologies (WAT) Update for Windows 7″. Si tratta, in pratica, di un aggiornamento per WAT, il sistema di attivazione di Windows 7.

L’aggiornamento è in grado di rilevare più di 70 falle potenzialmente pericolose sfruttate per aggirare il sistema nel caso di copie non originali di Windows 7. Il nuovo sistema, inoltre, migliora l’integrazione tra le chiavi di licenza ed eseguirà una verifica della validità periodicamente ogni 90 giorni.

A partire dal 16 febbraio l’aggiornamento verrà rilasciato per tutte le versioni di Windows 7, inizialmente tramite il sito Microsoft.com/genuine, e successivamente tramite Windows Update come “importante”.

L’aggiornamento sarà volontario, il che significa che si potrà scegliere di non installarlo e potrà essere disinstallato in qualsiasi momento. Microsoft ha infine promesso che l’aggiornamento non compromette la privacy dell’utente, in quanto nessuna informazione inviata ai server conterrà dati personali.

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Office 2010 in arrivo il 15 giugno?

Nonostante fosse risaputo che Microsoft rilascerà Office 2010 nel mese di giugno, non si conosce ancora la data esatta. D’altronde, la casa statunitense continua a mantenere un certo riserbo sul day one di Office, e anche alla domanda diretta dei giornalisti di Neowin su quale sarà il giorno preciso di rilascio, un portavoce Microsoft ha ribadito semplicemente giugno.

Tuttavia Paul Thurrot parlando di Office 2011 per Mac menziona, tra parantesi, il 15 giugno come il giorno previsto per il lancio di Office 2010 sul mercato. Non si capisce su quali basi Thurrot ipotizziquesta data, ma la sua vicinanza agli ambienti Microsoft lo rende una fonte attendibile. In ogni caso fino a quando da Microsoft non ci sarà una conferma, tale data non può essere considerata quella ufficiale.

La Relase Canditate di Office 2010 nel frattempo è già disponibile per i tester privati, mentre verso marzo/aprile la versione RTM dovrebbe fare la sua comparsa, preparando così la strada al prodotto finale.

Office 2010 sarà disponibile in cinque edizioni differenti, ossia Starter, Professional, Professional Academic, Home and Student e Home and Business. Vi ricordiamo comunque la promozione indetta da Microsoft, che permetterà a chi acquista una copia originale di Office 2007 durante un arco di tempo di effettuare l’aggiornamento alla versione 2010 gratuitamente.

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Internet Explorer 9: nuovi dettagli al MIX10 di marzo

Come sappiamo Microsoft è impegnata nello sviluppo di Internet Explorer 9. Fino a ora sono trapelati ben pochi dettagli sulle potenzialità del IE 9, ma soprattutto ci si chiede quando Microsoft pubblicherà una beta o una demo del suo browser.

In ogni caso al prossimo MIX 10, che si terrà a Las Vegas dal 15 al 17 marzo, Microsoft sarà presente per svelare nuovi dettagli sul Internet Explorer 9, mostrando finalmente qualcosa di più concreto. Ad assolvere tale compito ci sarà Dean Hachamovtic, responsabile dello sviluppo e design di IE 9.

Ad annunciare la sua presenza è un post apparso sul blog del MIX10:

Dean Hachamovtic, General Manager del team di sviluppo dedicato a Internet Explorer 9, sarà presente al prossimo appuntamento al MIX10 a marzo, per svelarci ulteriori novità sul prossimo browser di Microsoft, e soprattutto dei migliorament apportati dal primo annuncio risaletne al PDC 2009.

Al PDC 2009 i membri di Microsoft hanno mostrato una versione molto grezza di IE 9, preoccupandosi più che altro di sottolineare gli obbiettivi prefissati. Tuttavia erano già emerse notizie interessanti circa le potenzialità del browser, come il supporto dell’accelerazione hardware delle moderne GPU per ottimizzare il rendering dei siti e una migliore navigazione a schede.

Attendiamo quindi notizie dal MIX10, sperando di ottenere altre informazioni interessanti su Internet Explorer 9.

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venerdì 19 febbraio 2010

Maxi attacco hacker, coinvolti 196 paesi e 2.500 aziende

Quello scoperto lo scorso 26 gennaio da Alex Cox, ingegnere al servizio dell’azienda americana NetWitness, resterà negli annali come l’attacco hacker più imponente nella storia dell’informatica. Circa 75.000 i computer coinvolti, distribuiti inoltre 2.500 aziende presenti in 196 diversi paesi. Colpiti in particolar modo Messico, Arabia Saudita, Turchia, Egitto e Stati Uniti.

A finire nella rete dei cyber criminali, alcuni colossi come Cardinal Health, Paramount Pictures e alcune agenzie governative USA.

Il tutto, secondo Cox, sarebbe partito da una ventina di server localizzati nell’Est Europa e identificati nella loro attività come Kneber Bot. Gli ideatori del sistema, presumibilmente tedeschi e olandesi, hanno preparato gli attacchi per un periodo di circa 18 mesi, inviando ai dipendenti delle aziende coinvolte email con allegati infetti, oppure link per scaricare software contenente codice maligno, così da poter avere accesso ai terminali.

La chiave utilizzata per scardinare i sistemi coinvolti è ancora una volta Zeus, un trojan che fin dal 2007 sta creando più d’un grattacapo a chi lavora nell’ambito della sicurezza. Curiosamente, inoltre la metà dei computer compromessi fino ad ora analizzati, è stato rinvenuto un altro temibile worm, Waledac, parente stretto dell’ormai celebre Conficker

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giovedì 18 febbraio 2010

Reti 4G: Lte contro WiMax, chi vincerà?

Long Term Evolution e WiMax competono per succedere alla tecnologia Hspa. La scelta di San Marino.

Al Mobile World Congress di Barcellona, sembra che la star per quanto riguarda la connettività del prossimo futuro sia la tecnologia Lte, che inizia ad apparire anche in alcuni portatili.

Long Term Evolution è una tecnologia che - con la sua promessa di 100 Mbit/s in download e 50 Mbit/s in upload - viene classificata come "pre-4G" e sta ricevendo il supporto di molti operatori, come Verizon negli Usa e China Telecom in Cina.

La "vera" tecnologia 4G, e concorrenti di Lte, è il WiMax, che pur richiedendo un investimento superiore per quanto riguarda l'hardware offre anche prestazioni migliori ed è anch'esso in via di realizzazione anche in Europa e negli Stati Uniti (dove dovrebbe raggiungere 120 milioni di persone entro la fine dell'anno).

Vicino a noi, lo Stato di San Marino prevede di completare entro giugno la completa copertura con il WiMax (attualmente è a metà percorso), che renderà disponibile la banda larga wireless ai 32.000 abitanti della Repubblica del Titano.

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mercoledì 17 febbraio 2010

Potrebbe essere difficile trovare una PS3 nei prossimi mesi

In molti sono rimasti delusi dall’assenza di nuove informazioni su Natal durante l’X10, la manifestazione interamente dedicata all’Xbox 360, che ha presentato le novità sui giochi in arrivo ma ha lasciato in disparte il sistema di motion control.

Anche Fable III, atteso soprattutto per l’annunciato supporto a Natal, ha ridimensionato le aspettative mostrando un gioco controllato principalmente tramite pad, lasciando il motion control solo in alcuni elementi non ancora specificati.

In un’intervista al sito Joystiq, Aaron Greenberg di Microsoft ha fatto sapere che al momento il progetto è in fase “nome in codice” e che il vero nome e tutte le novità verranno presentate al prossimo E3 il prossimo giugno.

Condivideremo le ultime novità durante l’E3, ma al momento siamo ovviamente in fase “nome in codice”. Abbiamo svelato la nuova periferica sette mesi fa, è una categoria completamente nuova di giochi e intrattenimento.
Non abbiamo rivelato nulla dei giochi attuali, c’è ancora molto da mostrare.

Greenberg si aspetta dal 2010 il miglior anno nella storia dell’Xbox, con Natal presente in milioni di case.

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32 anni di BBS

Il sistema precursore di Internet e del Web festeggia il proprio compleanno.

Se adesso esistono le comunità online, Facebook e tutti i social network, probabilmente lo si deve a Ward Christensen e a Randy Suess che il 16 febbraio 1978 - 32 anni fa - davano vita alla prima BBS su connessione dial-up.

Il sistema, chiamato CBBS (che sta per Computerized Bulletin Board System) ha negli anni creato una comunità online sempre più ampia e variegata usando dei lenti modem a 300 baud, ben prima che Tim Berners-Lee inventasse il World Wide Web, nel 1989.

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martedì 16 febbraio 2010

Una rete in fibra da 1Gbit firmata Google

Google annuncia un progetto per la realizzazioe di una rete cablata in fibra ottica capace di offrire una velocità di trasferimento di 1Gbit per secondo. Per il momeno nelle ideee di Mountain View vi sarebbe la realizzazione di 50.000 connessioni (che potrebbero divenire anche 500.000) offrendo il servizio a un prezzo ragionevolmente vantaggioso.

Con la creazione di questo nuovo servizio per l'accesso veloce al web Google intende ripercorrere le stesse tappe fatte già per la propria iniziativa legata al wi-fi pubblico: Google promuove questi servizi e questi progetti anche al fine di sperimentare nuove soluzioni, e ovviamente nuove possibilità di business.

Fino al prossimo 26 marzo Google intende raccogliere eventuali adesioni per amministrazioni pubbliche e per potenziali utenze interessate interessate ad accedere al programma di testing. Per il momento, ovviamente, l'iniziativa è limitata al solo territorio americano. Google nel presentare il proprio progetto ha posto l'attenzione anche su un dettaglio: la rete a un gigabit in via di progettazione offrirà un servizio libero e indiscriminato. Questa rassicurazione parrebbe essere una risposta in anticipo alle ovvie critiche che verranno presto sollevate nei confronti di Google: dopo aver creato il più usato motore di ricerca, un importante network pubblicitario, vari servizi online ora si aggiunge anche l'offerta relativa alla connettività.

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mercoledì 10 febbraio 2010

Facebook lancia l'email e sfida Gmail

Il nome in codice è Titan, ovvero la posta elettronica di Facebook. Google risponde permettendo la condivisione di foto e l'aggiornamento dello status.

Facebook Titan email Gmail social network

Google assomiglierà sempre più a Facebook, Facebook assomiglierà sempre più a Google: è questa, in sintesi, la promessa che i cambiamenti oggi nell'aria fanno agli utenti.

Dal canto proprio, Google offre una miriade di servizi - dei quali il più utilizzato è probabilmente Gmail - che dispongono di un certo livello di integrazione, ulteriormente migliorabile.

Facebook, invece, offre ai propri utenti meno possibilità ma altamente integrate tra loro, tutte incentrate sulla condivisione di status, pensieri, informazioni tra gli iscritti.

Per colmare le proprie lacune, Google introdurrà funzionalità di social network attorno a Gmail: se la chat è già presente - e, seppure non vituperata quanto quella di Facebook, non è certamente amatissima - e già permette di aggiornare il proprio status, presto vi si affiancherà un sistema di condivisione di contenuti e risorse, migliorando l'integrazione con Picasa, YouTube e probabilmente anche Google Docs.

Facebook lancerà la propria posta elettronica, un progetto attualmente noto con il nome in codice Titan: si tratta di una webmail per ogni utente del social network.

I due colossi si preparano dunque a una sfida di grandi dimensioni: Facebook può vantare 400 milioni di utenti; Gmail arriva soltanto a 176 milioni, ma i servizi di Google sono usati da moltissime altre persone che pure non dispongono di un account e proprio tra queste l'azienda cercherà di ampliare la propria base.

Per conoscere i dettagli delle strategie ora non resta altro che attendere i comunicati ufficiali dei due contendenti.

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Microsoft: "Il sistema operativo ha sempre ragione"

Se Windows 7 avvisa che è necessario sostituire la batteria, allora è davvero così.


Secondo alcuni utenti, Windows 7 non solo a volte segnala che è necessario sostituire la batteria del notebook anche se questa è praticamente nuova ma è addirittura responsabile di una minor durata della carica; secondo Microsoft, in queste accuse non c'è nulla di vero.

Dopo aver indagato sul problema, Microsoft annuncia di aver scoperto che i messaggi di Windows 7 sono tutti giustificati; quella degli utenti è un'impressione dovuta al fatto che i sistemi operativi precedenti erano privi della funzione che mostra gli avvisi incriminati, e dunque "non si rendevano conto" se una batteria era da sostituire.

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lunedì 8 febbraio 2010

Da Office 2007 a Office 2010 in maniera gratuita, ma ad una condizione

Come accennato in quasi tutti i blog che trattano di informatica, compresi noi di Geekissimo, Office 2010 si trova alle porte di un nuovo scenario. E cioè la strategia che Microsoft adotterà per inculcare la propria clientela a passare ad una nuova suite di prodotti.

L’idea effettivamente esiste. Si tratta di acquistare una copia di Office 2007 alla condizione di reperirlo tra il 5 Marzo 2010 e il 30 Settembre 2010. Solo così si potrà avere gratuitamente la copia di Office 2010.

http://www.geekissimo.com/

DECRETO ROMANI, SI CAMBIA: VIA FILTRO SU INTERNET !!!

Le Commissioni parlamentari approvano le modifiche allo schema del decreto, che non riguarderà il web, eccetto i contenuti on demand; l'autorizzazione per nuovi siti spetta all'AGCOM
I siti web escono dal decreto Romani: niente "controllo preventivo" sui contenuti audiovisivi online, niente equiparazione tra web e tv tradizionali, che rimane valida (e applicata nel decreto) solo per i servizi on demand.

La normativa quindi non toccherà blog, siti di video amatoriali come YouTube, motori di ricerca e testate online. E niente responsabilità attribuita agli host service provider, cioè i siti che ospitano contenuti di terzi: saranno invece proprio questi ultimi, eventualmente, a doverne rispondere. Mentre l'autorizzazione generale per l'apertura di nuovi siti web spetta all'AGCOM, (Autorità Garante per le Telecomunicazioni), e comunque non pregiudica l'apertura dei siti. Infine, viene tolto l'obbligo di rettifica per il web. Queste in sostanza le novità relative al web contenute nel "parere favorevole al decreto" proposto dal senatore Pdl Alessio Butti e approvato dalle Commissioni parlamentari competenti.

Alla base della marcia indietro dopo le critiche al primo scherma da parte della stessa AGCOM e del popolo di Intenet, sta “una definizione più precisa di media audivisvi”, in cui il decreto Romani, inizialemente, proponeva di comprendere anche i siti Internet come le TV tradizionali, sottoponendole quindi a controllo di attuazione della normativa europea.

Proprio il fatto che su Internet gli utenti siano non solo fruitori ma anche fornitori di contenuti (basta pensare a YouTube) contribuisce proprio a rompere l'equazione tra le emittenti TV offline e i contenuti audiovisivi sul web. Equazione che non regge, aveva fatto notare un parere parere contrario al precedente testo del decreto da parte della Lavori Pubblici e Comunicazioni del Senato. La stessa Commissione a cui il senatore Pdl Butti ha poi presentato il testo con le proposte di modifica al decreto, poi approvate. E accolte anche dallo stesso viceministro alle Comunicazioni.

Ci resta la curiosità di vedere come andrà a finire l'altra proposta Romani, quella del "click sicuro".

Fonte: Affaritaliani del 05/02/10 ed informare e controinformando

Chieti: contro il digital divide fibra ottica attraverso la rete dell’Enel

Digital Divide, un grosso problema in Italia a cui non si riesce a porre rimedio con rapidità. Una delle tante cause di questo ritardo è anche la complicata morfologia del nostro territorio.

La presenza di molte catene montuose, ha fatto si che per i comuni montani l’ADSL si tramutasse in un vero e proprio miraggio.

Troppi i costi per adeguare le infrastrutture e per collegare le centrali in fibra. Costi che non potrebbero mai rientrare, perché stendere la fibra costa davvero molto. Che fare dunque? Wireless? Satellite? Tutto valido ma sempre complicato. Adesso però è arrivata una proposta tanto semplice quanto geniale.

L’idea arriva da Antonio Tavani, vice presidente della provincia di Chieti e dall’assessore al Lavoro Daniele D’Amario che hanno di recente incrontrato l’ing. Eugenio Di Marino, responsabile della sezione Infrastrutture di Enel SpA

Il concetto è semplice: non è possibile stendere la fibra ottica per i comuni geograficamente più disagiati o per le aree più depresse? Benissimo, allora facciamo passare il cavo in fibra direttamente sui tralicci dell’Enel che raggiungono tutte le città.

Idea semplice e geniale perché permetterebbe di aggirare moltissimi problemi e di ridurre drasticamente i costi.

Il progetto dei dirigenti politici di Chieti, nasce dall’esigenze dell’Enel di dover ristrutturare le sue dorsali di trasporto energetico, e dunque perché non ottenere una servitù per un cavo in fibra da “affittare” poi ad uno o più provider per fornire connettività alle zone digitalmente divise?

Ottima idea e ottimo progetto, speriamo che abbia successo perché potrebbe costituire un precedente davvero interessante da applicare in altre realtà.

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Windows 7 RC si appresta alla pensione

A partire da marzo il computer si spegnerà ogni due ore senza salvare i dati.


A partire dal prossimo 15 febbraio, chi ancora sta usando la Release Candidate di Windows 7 verrà avvertito, ogni poche ore, che è ormai tempo di comprare una copia completa o una versione di aggiornamento; dal primo marzo, poi, il Pc si spegnerà automaticamente ogni due ore, senza salvare i dati.

Il periodo di grazia si avvia ormai al termine; dal primo giorno di giugno, infine, Windows 7 RC verrà identificata come una copia non genuina del sistema e per questo perderà lo sfondo del desktop e la possibilità di installare gli aggiornamenti opzionali (o quelli che richiedono la verifica della validità).

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Falla in Internet Explorer, la patch ancora non c'è

Sfruttando la vulnerabilità si può accedere da remoto a un file presente nel sistema. In pericolo soprattutto gli utenti di Xp.

Forse sono un po' ingiusti coloro che, non appena sentono parlare di Internet Explorer, lo paragonano senza mezzi termini a un famoso formaggio svizzero con i buchi.

Tuttavia, a non troppa distanza dall'ultimo allarme - che ha creato difficoltà anche a un certo numero di aziende, e Google era tra queste - ecco spuntare un'altra falla scoperta nel browser di Microsoft.

Tutte le versioni, a partire dalla 5.01 fino alla più recente 8, sono affette, su tutti i sistemi compresi tra Windows 2000 e Windows 7; chi sfrutta la vulnerabilità diventa in grado di accedere da remoto ai file presenti nel sistema.

A mitigare la pericolosità della falla c'è la necessità, per chi voglia sfruttarla, di conoscere l'indirizzo esatto del bersaglio e della disattivazione del Protected Mode, che in Windows Vista e 7 (oltre che negli equivalenti Server) è attivo per default.

La situazione è, al solito, più grave sotto Windows Xp, dove il Protected Mode va attivato dall'utente e la possibilità che Internet Explorer 6 svolga ancora le proprie funzioni non è così remota.

Per gli utenti di Xp che temono per la propria sicurezza esiste comunque una soluzione, che può essere attivata automaticamente scaricando ed eseguendo il file relativo grazie alla funzione FixIt, lanciata circa un anno fa.

Se la situazione non peggiorerà, Microsoft prevede di rilasciare l'aggiornamento che risolverà il problema durante il Patch Day di marzo; in caso contrario considererà la possibilità di rilasciare un'ennesima patch fuori programma.

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