lunedì 8 febbraio 2010

DECRETO ROMANI, SI CAMBIA: VIA FILTRO SU INTERNET !!!

Le Commissioni parlamentari approvano le modifiche allo schema del decreto, che non riguarderà il web, eccetto i contenuti on demand; l'autorizzazione per nuovi siti spetta all'AGCOM
I siti web escono dal decreto Romani: niente "controllo preventivo" sui contenuti audiovisivi online, niente equiparazione tra web e tv tradizionali, che rimane valida (e applicata nel decreto) solo per i servizi on demand.

La normativa quindi non toccherà blog, siti di video amatoriali come YouTube, motori di ricerca e testate online. E niente responsabilità attribuita agli host service provider, cioè i siti che ospitano contenuti di terzi: saranno invece proprio questi ultimi, eventualmente, a doverne rispondere. Mentre l'autorizzazione generale per l'apertura di nuovi siti web spetta all'AGCOM, (Autorità Garante per le Telecomunicazioni), e comunque non pregiudica l'apertura dei siti. Infine, viene tolto l'obbligo di rettifica per il web. Queste in sostanza le novità relative al web contenute nel "parere favorevole al decreto" proposto dal senatore Pdl Alessio Butti e approvato dalle Commissioni parlamentari competenti.

Alla base della marcia indietro dopo le critiche al primo scherma da parte della stessa AGCOM e del popolo di Intenet, sta “una definizione più precisa di media audivisvi”, in cui il decreto Romani, inizialemente, proponeva di comprendere anche i siti Internet come le TV tradizionali, sottoponendole quindi a controllo di attuazione della normativa europea.

Proprio il fatto che su Internet gli utenti siano non solo fruitori ma anche fornitori di contenuti (basta pensare a YouTube) contribuisce proprio a rompere l'equazione tra le emittenti TV offline e i contenuti audiovisivi sul web. Equazione che non regge, aveva fatto notare un parere parere contrario al precedente testo del decreto da parte della Lavori Pubblici e Comunicazioni del Senato. La stessa Commissione a cui il senatore Pdl Butti ha poi presentato il testo con le proposte di modifica al decreto, poi approvate. E accolte anche dallo stesso viceministro alle Comunicazioni.

Ci resta la curiosità di vedere come andrà a finire l'altra proposta Romani, quella del "click sicuro".

Fonte: Affaritaliani del 05/02/10 ed informare e controinformando

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