lunedì 28 giugno 2010

Google propone una modifica al protocollo TCP per aumentare la velocità della rete!

..in principio fu Arpanet. La prima “rete” , nata in America nel lontano 1969, che collegò circa 70 macchine tra di loro. Successivamente, nel 1982, fu Internet. E TCP/IP. Poi, nel 1991, fu il World Wide Web direttamente dal CERN di Ginevra. Da allora ad oggi Internet è praticamente in tutte le nostre case e su tutti i posti di lavoro, e da poche centinaia di utenti siamo diventati poco meno di un miliardo, su Internet è possibile trovare davvero di tutto… le cose sono cambiate, è vero, ma tutta l’architettura sottostante è rimasta pressochè invariata: dal 1982 lo standard TCP/IP, su cui si appoggia praticamente tutta Internet, è rimasto invariato. Almeno fino ad ora.
Nel 1998 nasce Google da due pazzi statunitensi fusi per la matematica, cresce nel corso degli anni, e dire che è diventato un organo di tutto rispetto è assolutamente riduttivo… nel Giugno del 2010 Google propone una modifica al protocollo TCP/IP. No, non sto scherzando, tramite alcuni calcoli ed argutissime osservazioni, lo staff di Google ha dimostrato che con una modifica nello strato di trasporto dell’architettura ISO/OSI la velocità di collegamento delle attuali connessioni potrebbe aumentare fino a toccare vette del 20%. Sembra fantascienza, eppure è così. Proporre di rivoluzionare qualcosa di così longevo fa quasi accapponare la pelle.

Tenterò di essere chiara nella mia spiegazione ma, visto l’argomento trattato, vi avviso che è impresa davvero ardua: ce la metterò tutta.

Sappiate, per inciso, che i messaggi in rete attraversano 7 strati (o 4, dipende dall’astrazione che vorrete usare) e che, una volta partiti dal mittente, scendono dallo strato più alto a quello più basso, per poi “attraversare la rete fisica” e risalire seguendo esattamente il percorso inverso alla volta del destinatario.

Il protocollo TCP, presente nello strato di trasporto dell’architettura di Internet, è il meccanismo che domina la stragrande maggioranza delle comunicazioni in rete. TCP è un protocollo best-effort, termine che lascia intendere una cosa del tipo “faccio come meglio posso per permetterti di fare ciò che devi fare, ma non ti assicuro la riuscita della cosa” . Per questa ragione, il protocollo TCP è strapieno di meccanismi di controllo e di parametri che li dominano: essendo best-effort, e non essendovi una procedura fissa per le varie comunicazioni, c’è bisogno in qualche modo di evitare la potenziale perdita di dati.

Voglio però presentarvi quattro parametri in particolare:

1. la finestra di congestione (CWnd), gestita dal destinatario del messaggio che viaggia in rete, che definisce esattamente quanti bit di dati il nostro destinatario può ricevere prima di comunicare al mittente “ok, ho ricevuto i dati, puoi continuare a spedire (chiameremo questo tipo di messaggio ACK)“
2. la finestra di ricezione (RWnd), gestita questa volta dal mittente del messaggio, che definisce esattamente la quantità di bit che il destinatario può ancora ricevere prima di consegnare il tutto allo strato superiore e spedire un ACK
3. la latenza, che definisce esattamente la quantità di tempo per cui il messaggio, una volta partito dal mittente, resta in rete prima di raggiungere il destinatario
4. il Round Trip Time (RTT), che invece definisce quanto tempo un pacchetto di dati impiega per viaggiare dal mittente al destinatario e tornare indietro (in pratica, indica il tempo che va dalla spedizione da parte del mittente del pacchetto di richiesta e la ricezione del pacchetto di risposta che dovrà arrivare dal destinatario)

Ora, saputo per sommi capi cosa significano le quattro paroline magiche, addentriamoci in ciò che Google vorrebbe combinare (che tratterò per sommi capi, vi lascio il link al pdf originale per un ulteriore riferimento).

La dimensione della finestra di congestione iniziale all’instaurarsi di una connessione è la stessa dal 2002, e siccome la banda delle nostre connessioni attuali è di gran lunga più veloce di ciò che, all’epoca, passava in convento, Google ha pensato bene di quadruplicarla. La motivazione è la seguente: una delle modalità di instaurazione di una connessione client/server è quella di cosiddetto avvio lento (o slow start), meccanismo che aumenta pian pianino le dimensioni della finestra di congestione finchè non si assiste ad un’effettiva perdita di dati. Ora, siccome il rate dei nostri collegamenti ad internet è altissimo (io, ad esempio, ho Fastweb su fibra) e i dati dovrebbero viaggiare come un fulmine, i 4KB iniziali (la dimensione fissa della finestra di congestione) non bastano più, e i browser attuali, per ottenere la velocità desiderata, sono costretti ad instaurare più connessioni al server (circa sei) contemporaneamente, con conseguente spreco di banda (nonchè aumento della probabilità di perdita di dati), per la procedura di avvio lento. Da Google, con una serie di calcoli, hanno dedotto che aumentando a 16KB la dimensione della finestra di congestione iniziale si potrebbe avere un aumento della velocità dei nostri collegamenti che sfiora il 10%. Infatti, con una finestra di congestione più grande, automaticamente diminuirebbe l‘RTT dei pacchetti che viaggiano in rete, e di conseguenza anche la loro latenza: la formula (che non sto qui a spiegarvi completamente) che domina il valore della latenza ha un termine FinestraDiCongestioneIniziale come divisore e un termine RTT come fattore: aumentando il primo e diminuendo il secondo, chiaramente diminuirà anche il valore della latenza.

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Tutto ciò, ci dicono da Google, per perseguire quattro obiettivi fondamentali:

1. Diminuire la latenza dei pacchetti (e vi ho già spiegato perchè questo succede)
2.
Essere al passo con i tempi, riuscendo perfettamente a gestire la crescita delle dimensioni delle pagine web (perchè, si sa, pesano sempre di più al giorno d’oggi…)
3. Completare con successo lo scambio dati, senza perdite eccessive e sprechi di banda
4. Gestire al meglio la congestione di rete, rendendo più rapido il recupero dei pacchetti persi (credetemi sulla parola, non è il caso di spiegare il perchè, ma una finestra di congestione più grande permette di recuperare più dati persi durante un solo RTT)

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Geniale, non ci sono altre parole per descrivere tutto ciò. Il fatto è che la sola modifica delle dimensioni standard della finestra di congestione di TCP potrebbe portare a una serie di problemi… dovrebbero essere riscritti diversi algoritmi per diversi meccanismi che dominano la comunicazione in rete, e ciò sarebbe davvero un totale macello, vista la quantità di utenti che – ad oggi – utilizza Internet… per cui la mia domanda è: riusciranno anche a trovare un modo, qualora la proposta dovesse essere accettata, di ridurre al minimo i disagi iniziali che questa potrebbe portare?

Aspettando che arrivi questa risposta, e se la curiosità dovesse impadronirsi di voi, potrete ammazzare il tempo leggendo il PDF originale che contiene tutte le informazioni sul caso, di cui vi lascio il link in basso.
http://code.google.com/intl/it-IT/speed/articles/tcp_initcwnd_paper.pdf


FONTE http://www.chimerarevo.com

Street View e il mistero dell'uomo con la testa di cavallo

Street View fotografa un uomo con una testa di cavallo. E in Internet si scatena la caccia.

I centauri esistono, ma il loro aspetto non è esattamente quello del mito: in realtà hanno corpo d'uomo e testa di cavallo, indossano una maglia viola e pantaloni scuri, e vivono a Aberdeen, in Scozia.

A rivelarlo è Street View, che ne ha fotografato un esemplare dando il via a una vera caccia in Internet, con tanto di persone che inviano foto degli avvistamenti alla BBC e un canale YouTube tenuto dall'uomo-cavallo in persona.

click per vedere l immagine http://www.zeusnews.com/immagini/012637-hb.jpg

fonte http://www.zeusnews.com/

martedì 22 giugno 2010

Dipendenza da Internet, si configura velocemente una nuova patologia

I fumatori veri sono quelli che tastano alla cieca il comodino alla ricerca del pacchetto di sigarette appena sentono di essere abbastanza svegli per vivere, oppure – al massimo – arrivano a prendere il caffè prima avvertire l’incontrollabile desiderio di accendersi la sigaretta del buongiorno.

Allo stesso modo se, alzandovi dal letto, vi fiondate al computer per accenderlo, allora siete degli ottimi candidati all’internet-dipendenza.

Informatica ed Internet – infatti – sono ormai sinonimi e la maggior parte di noi non si limita a trascorrere il suo tempo “davanti al PC”, ma lo fa in rete.

A quanto pare, la dipendenza da Internet sta assumendo i contorni di una vera e propria patologia. All’ambulatorio del Policlinico Gemelli di Roma - ad esempio – sono in drastico aumento i soggetti che si recano in ospedale per ottenere aiuto nella cura di atteggiamenti ossessivi nei confronti del web.

La sindrome ha già un preciso nome clinico – Internet Addiction Disorder – coniato nel lontano 1995, quando Internet non era neppure lontanamente ai livelli di diffusione e di utilizzo a cui è oggi, e richiede un intervento di tipo psicoterapeutico.

La dipendenza da Internet – però – può assumere due forme ben distinte: alla prima appartengono individui maturi che vanno dai 25 ai 40 anni e che sono perfettamente in grado di riconoscere il disordine e di chiedere aiuto, qualora non riuscissero ad uscirne da soli; alla seconda appartengono ragazzi in fase adolescenziale e post-adolescenziale, dai 13 ai 20 anni, per i quali sono i genitori a chiedere aiuto e che – quindi – non riconoscono il loro atteggiamento come “patologico” o – quantomeno – problematico.

Di certo, l’avvento dei social network – e di facebook in particolare – ha contribuito a rendere l’esperienza del web ancora più profonda e complessa e – pertanto – a maggior rischio di alienazione dalla realtà.

http://www.notizie-informatiche.com/

domenica 20 giugno 2010

In arrivo l’emendamento salvablog per la discussa Legge Bavaglio

Sulla delicata questione del disegno di legge e del maxi emendamento sulle intercettazioni si installa anche quella della sopravvivenza dei blog. Il punto dolente è il comma 29 dell’articolo 1 che prescrive l’obbligo di rettifica. Questo comma equipara siti informati e giornali, dando ai blogger l’obbligo di rettifica in 48 ore.

Molti commentatori hanno fatto notare che si tratta di un passaggio potenzialmente censorio nei confronti dei blog, che spesso sono gestiti in forma amatoriale, senza scopo di lucro. Non sono affatto paragonabili agli altri siti che sono registrati come testate presso i tribunali.

Se entrasse in vigore la nuova legge così com’è uscita dal Senato, i blogger dovrebbero provvedere a dar corso a ogni richiesta di rettifica ricevuta, entro 48 ore, in caso contrario, pagherebbero una sanzione fino a 12.500 euro.

In loro soccorso pare voglia intervenire un deputato che la blogosfera già conosce: l’on. Roberto Cassinelli. Il deputato del PDL è noto per aver presentato un disegno di legge, definito a suo tempo, “salvablog“, in reazione a un vecchio progetto di legge. Poi, l’anno scorso, è stato sempre Cassinelli a eliminare il famigerato emendamento del senatore D’Alia (che ancora oggi gira su Facebook come una catena di Sant’Antonio) che rischiava di sommergere YouTube e Facebook sotto una montagna di denunce per “apologie di reato”.

Ora, dal suo blog, ha dato notizia della sua intenzione di presentare un piccolo emendamento al momento del passaggio alla Camera prima dell’approvazione definitiva. Essendo un emendamento fatto da un esponente della maggioranza, ha qualche possibilità di successo.

La proposta è semplice: reintrodurre il discrimine fra testate registrate e blog. Senza però eliminare il concetto che chiunque, anche i blogger, debbano rispondere di notizie errate e rettificarle. Ma avranno una settimana di tempo, e le multe saranno di 250 euro fino a un massimo di 2.500.

Non si può pensare di punire allo stesso modo, in caso di inottemperanza, l’editore del Corriere della sera e un blogger amatoriale. Quindi, per i siti “senza scopo di lucro” (cioè i siti gestiti amatorialmente) la sanzione è sensibilmente ridotta. Unica condizione: che all’interno del sito sia indicato un indirizzo email valido (l’indirizzo può ovviamente essere di fantasia: nessuno obbliga il blogger a svelare la propria identità).

Il ddl si sta già discutendo in Commissione a Montecitorio, in queste ore. Staremo a vedere se anche stavolta il “salvablog” avrà la meglio

http://www.oneweb20.it/

martedì 15 giugno 2010

Adobe rilascia Flash Player 10.1: aggiornamento essenziale

Adobe ha appena reso disponibile una versione aggiornata di Flash Player. L'installazione della release 10.1.53.64 consente di risolvere la pericolosa vulnerabilità che era venuta alla luce nei giorni scorsi e della quale avevamo parlato in questo articolo.

Qualunque sia il browser da voi utilizzato, suggeriamo di collegarvi con questa pagina ( http://www.adobe.com/it/software/flash/about/ ) in modo tale da verificare la versione di Adobe Flash Player installata.
A questo punto, visitando questa pagina ( http://get.adobe.com/it/flashplayer/ ), potrete procedere all'installazione di Flash Player 10.1.53.64 appena reso disponibile.

In alternativa, il file per l'aggiornamento della versione di Flash Player impiegata da Internet Explorer, può essere prelevato ed installato manualmente cliccando qui ( http://fpdownload.adobe.com/get/flashplayer/current/install_flash_player_ax.exe ) . La versione per Firefox e gli altri browser è invece disponibile a questo indirizzo. Utilizzando questo file d'installazione si eviterà l'installazione del "download manager" di Adobe.

E' bene tenere presente che l'operazione deve essere ripetuta per ciascun browser installato sulla propria macchina: Internet Explorer e Mozilla Firefox, ad esempio, utilizzano tecnologie differenti per supportare Flash. Com'è noto, infatti, il prodotto di Microsoft impiega la tecnologia ActiveX per inserire oggetti Flash nelle pagine web visualizzate.

Flash Player 10.1 è la prima vera "incarnazione" dell'"Open Screen Project", iniziativa che ha come obiettivo quello di favorire la diffusione le tecnologie di ultima generazione di Adobe su dispositivi mobili, televisori ed apparecchiature elettroniche di consumo. La nuova versione di Flash Player dovrebbe far leva sulla potenza di calcolo delle GPU utilizzando con maggior parsimonia la risorse di sistema ed andando ad impattare in modo più contenuto sulla durata delle batterie.

http://www.ilsoftware.it/

tra un mese la "pensione" per alcune versioni di Windows

Così come era stato precedentemente annunciato, tra meno di un mese Microsoft cesserà di supportare alcune versioni di Windows conducendole definitivamente sul viale del tramonto. A partire dal 13 luglio, infatti, la società di Redmond non fornirà più assistenza né rilascerà aggiornamenti (nemmeno patch per la risoluzione di problematiche di sicurezza) per tutte le versioni di Windows 2000, sia client che server. Microsoft si limiterà a lasciare a disposizione l'accesso alle risorse online sinora pubblicate ("knowledge base" e guida online).
Anche il supporto per Windows XP Service Pack 2 (32 bit) cesserà il prossimo 13 luglio: tutti gli utenti che non avessero ancora provveduto, è bene si attivino per l'installazione del Service Pack 3 (SP3). Peraltro, l'aggiornamento al SP3 avrebbe dovuto essere stato installato già da tempo dal momento che il più recente Service Pack per Windows XP è stato distribuito, in versione finale, ormai più di due anni fa. A causa dell'ampia base di utenti di cui gode Windows XP ancora oggi e dello scarso successo ottenuto da Vista, il supporto per Windows XP SP3 si interromperà invece tra ben quattro anni, nel 2014.

Ed a beneficio dei produttori OEM, Microsoft ha ricordato che a partire dal prossimo 22 ottobre non avranno più titolo per installare e distribuire Windows XP sui propri netbook. XP potrà, secondo Microsoft, essere sostituito con Windows 7. I costi di licenza saranno comunque più elevati: si passa dai 15 dollari di Windows XP ai 50 di "Seven".

Per quanto riguarda i sistemi server, il 13 luglio inizerà la "seconda fase" del supporto per Windows Server 2003: da tale data, Microsoft rilascerà pubblicamente solo gli aggiornamenti utili per sanare vulnerabilità di sicurezza di gravità critica. Chi vorrà usufruire degli altri eventuali aggiornamenti - non strettamente correlati a problematiche di sicurezza - dovrà iscriversi ad un programma di assistenza a pagamento (trattasi del cosiddetto "extended support"). Windows Server 2003 sarà invece definitivamente discontinuato a metà luglio 2015.

http://www.ilsoftware.it

domenica 13 giugno 2010

10 nuovi bollettini di sicurezza negli aggiornamenti mensili di Microsoft

Come ogni mese, Microsoft si appresta a rilasciare le consuete patch nell’appuntamento del martedì. Anche questa volta gli aggiornamenti saranno corposi in quanto a sostanza e a importanza: ben 10 bollettini che coprono 34 vulnerabilità scoperte in Windows, Office e Internet Explorer.

Un aggiornamento a 360° su tutti i principali prodotti Microsoft, con tre bollettini classificati come critici, ovvero il livello di gravità più elevato. Secondo quando dichiarato da Microsoft, queste vulnerabilità potrebbero permettere l’esecuzione di codice da remoto su un computer.

L’8 giugno, quindi, tutti gli utenti che usano Windows, Office e Internet Explorer dovranno stare ben all’erta.

Sei bollettini riguardano Windows, due dei quali critici. Due bollettini riguardano invece Microsoft Office. Un bollettino riguarda sia Windows che Office e, infine, l’ultimo bollettino (critico) riguarda Internet Explorer.

La notizia negativa è che alcune di queste vulnerabilità riguardano tutte le versioni di Windows, compresi i recenti Windows 7 e Windows Server 2008 R2.

http://www.onewindows.it

giovedì 10 giugno 2010

Windows 7 si prepara al primo SP1

Secondo fonti note Windows 7 potrebbe avvicinarsi al suo primo SP1,per ora tutto è in fase di preparazione, ma tutto gira intorno alla prima beta pubblica del Service Pack 1 di Windows 7, secondo i programmi di Redmond, gli aggiornamenti saranno Secondo fonti note Windows 7 potrebbe avvicinarsi al suo primo SP1,per ora tutto è in fase di preparazione, ma tutto gira intorno alla prima beta pubblica del Service Pack 1 di Windows 7, secondo i programmi di Redmond, gli aggiornamenti saranno rilasciati entro la fine di luglio.

Ecco cosa ha detto Microsoft in merito alla quesyione:
Per Windows 7, il Service Pack 1 sarà semplicemente una combinazione di aggiornamenti già disponibili attraverso il servizio Windows Update, più hotfix addizionali basati sui feedback ricevuti da utenti e partner.’

Quindi da queste informazioni possiamo capire che ci saranno non moltissimo aggiornamenti e alcuni di essi saranno per migliorare il sistema operativo e renderlo più funzionale.

La beta pubblica sarà destinata anche a Windows Server 2008 R2 visto la simbiosi lato server che corre tra i due sistemi operativi che includerà altri aggiornamenti specifici.

http://www.geekit.it/1132/

lunedì 7 giugno 2010

Adobe ancora nel mirino: scoperta vulnerabilità in Flash

Alle sette di questa sera Brad Arkin scriveva su Twitter: “Abbiamo ricevuto il primo sample questa mattina alle 10.30. Stiamo ancora lavorando per la patch“. Vi chiederete… sample di cosa? A quanto sembra, è stata scoperta una pesantissima vulnerabilità in Adobe Flash Player, che porterebbe, alla lettura di un .swf (le applicazioni scritte con ActionScript, le cosiddette Flash) malizioso, far crashare completamente la macchina e permettere ad un utente remoto di prendere il controllo del sistema. Ora vi spiego un po’ i dettagli della cosa.
Nome in codice: APSA10-01. Come vi ho già detto, all’apertura di un file “infetto” il bug causerebbe il crash immediato del sistema, e permetterebbe potenzialmente ad un utente malevolo di prendere il controllo del sistema. La vulnerabilità affligge:

* Adobe Flash Player 10.0.x e 9.0.x per Windows, Linux e Mac
* Adobe Reader e Adobe Acrobat 9.x per Windows, Linux e Mac

Sono immuni dalla vulnerabilità Adobe Reader e Acrobat 8.0. Inoltre, sembra che anche Adobe Flash Player 10.1 RC sia immune. ( http://labs.adobe.com/technologies/flashplayer10/ )
Da Adobe, purtroppo, per il momento nessuna timeline per una patch, che però ci assicurano essere in cantiere. Intanto, per gli utenti Windows, un metodo per diminuire il rischio di attacco, se avete installato Adobe Acrobat o Reader 9 , c’è: tutto sembra ricondursi al file authplay.dll.

Impedirne l’accesso, rinominarlo o eliminarlo ridurrebbe drasticamente il rischio di venire attaccati, con l’inconveniente però che, ogni qual volta si andrà ad aprire un file PDF con del contenuto flash al suo interno, Reader o Acrobat crasheranno.In tutti i casi, il file authplay.dll si trova in C:\Programmi\Adobe\Reader 9.0\Reader\authplay.dll per Reader e in C:\Programmi\Adobe\Acrobat 9.0\Acrobat\authplay.dll per Acrobat: il mio consiglio è di rinominarlo, così da renderlo inutilizzabile ma allo stesso tempo tenerlo sulla macchina, per potenziali utilizzi futuri.

Vi lascio il link al post originale della vulnerabilità sul blog di Adobe.
Adobe Security – Vulnerabilità APSA10-01
http://www.adobe.com/support/security/a ... 10-01.html


http://www.chimerarevo.com/

venerdì 4 giugno 2010

Ma Microsoft cosa sta facendo?

Sembra che l'azienda lasciata da Bill Gates in mano a Steve Ballmer sia a corto di idee.

Sembrava ripartita alla grande con Windows 7: un S.O. finalmente azzeccato ma rimaniamo all'interno del core business Microsoft.

Oggi come oggi il mercato è cambiato, le regole del gioco sono diverse e le aziende che meglio sanno interpretare queste nuove filosofie sono la Apple e Google.

La Apple sta letteralmente dominando il mondo mobile, Google gli va dietro ed intanto rafforza il suo predominio sul web con HTML5 e i nuovi standard video di cui è proprietaria.

L'unico progetto nuovo di Microsoft è Azure ma non sembra che riesca ad imporsi come il cloud-computing di riferimento: Google offre già tutto sul web.

Forse Microsoft ha riservato Azure al mondo degli sviluppatori e/o aziendale mentre Google si è rivolto agli utenti.
Lo stesso Ballmer che a marzo 2010 puntava tutto su Azure sembra non parlarne più.



Voglio porre l'attenzione su questi articoli di Punto Informatico:
Ballmer parla di tutto, non di Microsoft; ( http://punto-informatico.it/2904861/PI/ ... osoft.aspx )

Microsoft rincorre i tablet: Windows EC 7; ( http://punto-informatico.it/2904252/PI/ ... ws-ec.aspx )

Microsoft, il testamento di Courier; ( http://punto-informatico.it/2893858/PI/ ... urier.aspx )

Desolanti alcuni passaggi degli articoli citati:

[...] Ballmer ha ammesso che sul mercato mobile, quello più in crescita,Microsoft è piuttosto staccata dalle posizioni di testa[...]


[...]L'unico sistema operativo di Microsoft che supporta tali CPU è Windows Embedded Compact, ma le correnti versioni sono poco adatte per girare su slate e tablet. Per non rischiare di rimanere tagliata fuori da uno dei mercati più promettenti del momento, Microsoft ha dovuto accelerare lo sviluppo di una nuova versione di Windows Embedded Compact, la 7, capace di fornire interfacce e funzionalità tagliate su misura per le tavolette digitali à la iPad.[...]


[...]Dopo l'abbandono di Courier e il terreno perso nel mobile, sembrano addensarsi nubi per Microsoft sul fronte del settore entertainment. Tanto che, secondo alcune indiscrezioni, Redmond starebbe pensando di riorganizzare l'intera divisione che comprende giochi e telefonia.[...]

La sensazione è un'azienda che non si è rinnovata nei nuovi scenari, un'azienda che il nuovo CEO Steve Ballmer forse non ha saputo traghettare dopo l'addio di Bill Gates?
Ballmer sarà anche un grande, istrionico venditore ma poi?

Vi ricordate che anche la Apple è rinata con il ritorno di Steve Jobs?
http://it.wikipedia.org/wiki/Steve_Jobs ... o_in_Apple

A me non è mai stato particolarmente simpatico Bill Gates però oggi come oggi credo sia il caso di dire: Bill se ci sei batti un colpo!

http://unconsiglioalgiorno.blogspot.com